Produzione pasta: sicurezza e tutela dei lavoratori

Produzione pasta: sicurezza e tutela dei lavoratori

Gli operatori impegnati nella lavorazione della pasta, affrontano rischi legati all’uso quotidiano di numerose macchine: impastatrici, trafilatrici, incartatrici, essiccatori, forni e altri dispositivi specializzati. Tra i pericoli più rilevanti si segnalano contatti accidentali con organi in movimento e sistemi di trasmissione, che espongono a lesioni gravi in assenza di protezioni adeguate.

Prevenzione tecnica e organizzativa nei macchinari

Per ridurre il rischio è indispensabile che gli organi mobili privi di interazione operativa siano coperti da ripari fissi inamovibili, mentre quelli che richiedono l’intervento dell’operatore devono essere protetti con ripari mobili interbloccanti. Questi ultimi devono impedire l’avvio del macchinario se il riparo non è chiuso e arrestare il movimento se viene aperto durante l’operazione.

Occorrono inoltre pulsanti di arresto di emergenza, modo-manuale, blocco da riavvio e manutenzione preventiva. Fondamentale è che il personale riceva formazione specifica e utilizzi dispositivi di protezione individuale adeguati.

Incendio, esplosione e sostanze pericolose

Nel contesto della lavorazione della pasta fresca, il rischio incendio è generalmente basso. Tuttavia, per i pastifici che superano determinate soglie produttive o utilizzano materiali infiammabili in quantità rilevanti, può esserci obbligo di certificazione antincendio. I gas dei processi termici come le centrali termiche e le apparecchiature a gas devono essere controllati tramite termocoppie e sistemi di spegnimento automatico. Residui di polvere di farine e semola possono, in rare condizioni, contribuire alla formazione di atmosfere esplosive e richiedono pulizia continua, monitoraggi e verifica periodica dei sistemi elettrici.

Rischi chimici, biologici ed ergonomici

Semola e farine svolgono un ruolo anche come potenziali agenti sensibilizzanti, soprattutto se maneggiate manualmente. Sebbene il rischio chimico sia generalmente considerato trascurabile, va rivalutato se il personale effettua travasi o miscelazioni manuali. In queste operazioni sono richiesti DPI per la protezione respiratoria, l’uso di guanti e indumenti protettivi.

Per i rischi biologici, l’esposizione è minima nella maggior parte dei casi, ma può aumentare se l’attività prevede l’impiego di uova in guscio o carne fresca. In tali scenari entrano in gioco sanificazione, DPI e procedure igieniche rigorose. Non va infine dimenticato il contesto ergonomico: movimenti ripetitivi, sforzi manuali e posture incongrue possono generare affaticamento muscolo-scheletrico nei lavoratori.

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