I rischi psicosociali rappresentano una dimensione sempre più rilevante nel quadro della salute e sicurezza sul lavoro, soprattutto in relazione all’introduzione di tecnologie immersive come realtà aumentata, realtà virtuale, realtà estesa e ambienti digitali evoluti. Il contesto normativo italiano, fondato sul Dlgs 81/08, impone al datore di lavoro l’obbligo di valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, includendo anche quelli di natura psicosociale collegati all’organizzazione del lavoro, ai carichi cognitivi e alle modalità di interazione uomo-macchina.
Le fonti istituzionali europee e nazionali sottolineano come l’innovazione tecnologica, pur non introducendo nuovi obblighi formali, richieda un aggiornamento costante delle valutazioni dei rischi e delle misure di prevenzione.
I rischi psicosociali legati all’uso di AR, VR e ambienti immersivi
I rischi psicosociali associati alle tecnologie immersive emergono soprattutto dall’intensificazione dell’esperienza digitale e dalla modifica dei confini tra realtà fisica e virtuale. L’utilizzo prolungato di visori e ambienti simulati può generare affaticamento mentale, disorientamento, sovraccarico cognitivo e difficoltà di adattamento, soprattutto in contesti lavorativi complessi o ad alta pressione.
A questi aspetti si affiancano possibili effetti sull’equilibrio emotivo, sulla percezione del tempo e sulla qualità delle relazioni professionali, che possono risultare mediate o impoverite dall’interazione virtuale. La diffusione del metaverso e delle piattaforme immersive richiede quindi una lettura attenta non solo delle prestazioni tecnologiche, ma anche dell’impatto sul benessere psicologico dei lavoratori e sulle dinamiche organizzative.
Le implicazioni operative per imprese e lavoratori
Le imprese che introducono tecnologie immersive nei processi produttivi, formativi o gestionali sono chiamate a integrare questi strumenti all’interno di un sistema di prevenzione aggiornato e coerente. La valutazione dei rischi deve considerare la durata dell’esposizione, le modalità di utilizzo, il grado di autonomia del lavoratore e il supporto organizzativo disponibile.
Per i lavoratori, una gestione consapevole dei rischi psicosociali significa maggiore tutela della salute mentale, chiarezza nelle procedure e adeguata formazione sull’uso delle nuove tecnologie.
Per le imprese, l’adozione di misure preventive mirate rappresenta un’opportunità per migliorare la sostenibilità del lavoro digitale, ridurre il rischio di stress lavoro-correlato e favorire un’innovazione tecnologica realmente compatibile con la centralità della persona. La prevenzione dei rischi psicosociali diventa così un elemento qualificante delle strategie di innovazione.


