Valutazione impatto generazionale: VIG e sicurezza trasporti

Valutazione impatto generazionale: VIG e sicurezza trasporti

La Legge 10 novembre 2025, n. 167, recentemente pubblicata in Gazzetta Ufficiale, introduce una riforma strutturale nel processo di produzione normativa italiano attraverso la Valutazione di Impatto Generazionale (VIG). Questo nuovo strumento, previsto dall’articolo 4, impone al Governo di analizzare preventivamente gli effetti di ogni atto normativo (ad eccezione dei decreti legge) sulle generazioni future, valutandone le ricadute ambientali, sociali ed economiche nel lungo periodo. L’obiettivo è sancire il principio di equità intergenerazionale, assicurando che le scelte politiche odierne non compromettano le opportunità di domani. A supporto di questa visione viene istituito l’Osservatorio Nazionale per l’Impatto Generazionale delle Leggi presso la Presidenza del Consiglio, con compiti di monitoraggio e proposta. La riforma si inserisce in un quadro più ampio di semplificazione che include anche la valutazione dell’impatto di genere, mirando a una legislazione più inclusiva e sostenibile.

Delega per la sicurezza: ferrovie, navi e pesca

Un aspetto cruciale della Legge 167/2025 riguarda la delega al Governo per il riordino della normativa sulla salute e sicurezza in settori ad alto rischio e finora disciplinati da regole frammentate: il comparto ferroviario, portuale, marittimo e quello delle navi da pesca. Per anni, l’articolo 3 del Dlgs 81/2008 aveva previsto l’emanazione di decreti attuativi mai realizzati, lasciando questi ambiti in una sorta di limbo normativo o regolati da leggi datate (come i Dlgs 271 e 272 del 1999 o la legge del 1974 per le ferrovie). La nuova legge sblocca questa impasse, delegando l’esecutivo ad adottare uno o più decreti legislativi che coordinino le specifiche discipline di settore con i principi generali del Testo Unico sulla Sicurezza. L’intento è superare la stratificazione normativa attuale per creare un sistema coerente, che garantisca anche ai lavoratori di treni, navi e pescherecci gli stessi standard di tutela previsti per la generalità dei settori produttivi, riducendo le incertezze interpretative che spesso ostacolano la prevenzione.

Semplificazione normativa e impatto sulle imprese

Le implicazioni di questo provvedimento per le aziende e gli operatori dei settori coinvolti sono significative. L’armonizzazione delle regole con il Dlgs 81/2008 comporterà una revisione delle procedure di sicurezza, della valutazione dei rischi e della formazione, richiedendo un adeguamento ai nuovi standard unificati. Per il settore della pesca e marittimo, spesso caratterizzati da piccole imprese e dinamiche particolari, la sfida sarà coniugare la specificità del lavoro a bordo con i rigori del Testo Unico. La riforma promette però anche una semplificazione amministrativa e una maggiore certezza del diritto, eliminando duplicazioni e zone grigie. Inoltre, l’introduzione della VIG obbligherà il legislatore a considerare la sostenibilità a lungo termine delle norme tecniche, favorendo investimenti in sicurezza che siano duraturi e non solo risposte emergenziali. Le imprese dovranno monitorare attentamente i decreti attuativi in arrivo per aggiornare i propri modelli di organizzazione e gestione (MOG) e garantire la compliance.

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