Antincendio boschivo: sicurezza nel luogo di lavoro

Antincendio boschivo: sicurezza nel luogo di lavoro

L’attività di antincendio boschivo pone sfide interpretative complesse riguardo l’applicazione del Dlgs 81/2008, specialmente nella definizione giuridica di “luogo di lavoro”. Sebbene l’articolo 62 del Testo Unico sulla Sicurezza definisca i luoghi di lavoro come gli spazi destinati a ospitare posti di lavoro, ubicati all’interno dell’azienda o dell’unità produttiva, lo scenario di un’emergenza forestale sfugge a questa staticità strutturale.

Tuttavia, il quadro normativo vigente, integrato dalle disposizioni per le attività di protezione civile e soccorso, conferma che ovunque operi un lavoratore o un volontario equiparato, si applicano le tutele prevenzionistiche, pur con gli adattamenti necessari alle effettive necessità di intervento e salvataggio. Questo implica che il fronte del fuoco, le aree di atterraggio dei mezzi aerei, le zone di rifornimento idrico e le linee tagliafuoco sono a tutti gli effetti ambienti di lavoro temporanei e mobili. In tali contesti, la valutazione dei rischi non può essere un documento statico redatto a tavolino, ma deve evolversi in un processo di “valutazione dinamica”, capace di adattarsi in tempo reale al mutare delle condizioni meteorologiche, orografiche e dell’intensità dell’evento, garantendo sempre la priorità all’incolumità degli operatori rispetto alla salvaguardia del patrimonio boschivo.

Specificità tecniche dello scenario antincendio boschivo

La gestione operativa nell’antincendio boschivo richiede una riorganizzazione mentale del concetto di sicurezza, dove il “luogo di lavoro” coincide con lo scenario incidentale. A differenza di un cantiere o di una fabbrica, i confini di questo ambiente sono fluidi e il rischio principale, il fuoco, è un agente aggressivo e imprevedibile. Le procedure di sicurezza devono quindi focalizzarsi sulla definizione della catena di comando e controllo (Sistema ICS – Incident Command System) e sulla zonizzazione dell’area di intervento.

È fondamentale distinguere tra le zone operative calde (fronte di fiamma), dove possono accedere solo operatori muniti di dispositivi di protezione individuale (DPI) di terza categoria e specifica formazione, e le zone di supporto logistico o fredde. La norma impone che, anche in emergenza, vi sia una chiara identificazione delle vie di fuga e delle aree di sicurezza (safety zones) dove le squadre possono ripiegare in caso di comportamento estremo del fuoco (es. flashover o spot fire). La pianificazione deve includere la gestione delle comunicazioni radio, essenziali per il coordinamento tra squadre di terra e flotta aerea, la cui interruzione costituisce uno dei fattori primari di incidente mortale in questo settore.

Organizzazione, formazione e responsabilità della catena di comando

Le implicazioni pratiche per gli enti gestori e le organizzazioni di volontariato si traducono in obblighi formativi e di addestramento particolarmente rigorosi. Poiché non è possibile “bonificare” preventivamente il luogo di lavoro rappresentato dall’incendio, la sicurezza si basa quasi esclusivamente sulla competenza degli operatori e sull’idoneità delle attrezzature. Il direttore delle operazioni di spegnimento (DOS) assume un ruolo assimilabile a quello di un preposto o dirigente con elevate responsabilità decisionali: deve valutare costantemente se le condizioni di sicurezza permettono l’attacco diretto alle fiamme o impongono un approccio indiretto o difensivo.

L’obbligo di fornire DPI idonei non riguarda solo l’abbigliamento ignifugo, ma include dispositivi per la protezione delle vie respiratorie da fumi tossici e strumenti per la geolocalizzazione. Inoltre, la sorveglianza sanitaria deve tenere conto dello stress termico e fisico estremo a cui sono sottoposti gli operatori. La mancata applicazione di protocolli standardizzati e la carenza di coordinamento espongono i responsabili a gravi conseguenze civili e penali in caso di infortunio, rendendo indispensabile l’adozione di procedure operative standard (SOP) condivise e testate attraverso esercitazioni periodiche.

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