La sorveglianza sanitaria in materia di stupefacenti costituisce un ambito delicato della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il quadro normativo di riferimento è delineato dal Dlgs 81/08, in particolare dagli articoli 18, 25 e 41, che disciplinano gli obblighi del datore di lavoro e i compiti del medico competente.
La sorveglianza sanitaria è finalizzata a verificare l’idoneità del lavoratore alla mansione specifica, soprattutto quando questa comporta rischi per la sicurezza, propria o di terzi. In relazione all’uso di sostanze stupefacenti, la normativa speciale e gli atti di indirizzo applicativi individuano le mansioni a rischio per le quali sono previsti accertamenti mirati. Il sistema si fonda su un equilibrio tra esigenze di prevenzione degli infortuni e tutela della dignità e riservatezza del lavoratore.
Sorveglianza sanitaria stupefacenti e orientamenti giurisprudenziali recenti
La sorveglianza sanitaria in materia di stupefacenti è stata oggetto di recenti pronunce giurisprudenziali che hanno chiarito limiti e modalità di applicazione degli accertamenti. Le decisioni hanno ribadito che i controlli devono essere strettamente collegati alle mansioni effettivamente svolte e al rischio concreto connesso all’attività lavorativa. Non è ammessa un’estensione indiscriminata degli accertamenti a categorie di lavoratori non ricomprese tra quelle individuate come a rischio.
La giurisprudenza ha inoltre sottolineato l’importanza del rispetto delle garanzie procedurali, quali la corretta informazione preventiva, la proporzionalità delle verifiche e la tutela della riservatezza dei dati sanitari. Il medico competente riveste un ruolo centrale nella valutazione dell’idoneità e nella gestione degli eventuali esiti positivi, che non possono tradursi automaticamente in provvedimenti disciplinari, ma devono essere inseriti in un percorso sanitario e valutativo coerente con la normativa vigente. La sorveglianza sanitaria in materia di stupefacenti si configura dunque come uno strumento di prevenzione, non come un mezzo di controllo generalizzato.
Impatti organizzativi per imprese e lavoratori
Le implicazioni operative per le imprese sono significative. Le aziende devono individuare con precisione le mansioni soggette a controllo, aggiornare il documento di valutazione dei rischi e coordinarsi con il medico competente per definire protocolli sanitari conformi alla normativa. La mancata corretta applicazione delle regole può esporre il datore di lavoro a contestazioni sotto il profilo amministrativo e giuslavoristico.
I lavoratori devono essere informati in modo chiaro sulle finalità degli accertamenti e sulle modalità di svolgimento, nel rispetto dei principi di trasparenza e proporzionalità. La sorveglianza sanitaria in materia di stupefacenti non incide sulla libertà personale in senso astratto, ma interviene esclusivamente quando la mansione comporta rischi rilevanti per la sicurezza collettiva. La corretta applicazione delle disposizioni rafforza la cultura della sicurezza e contribuisce a ridurre i rischi connessi a comportamenti incompatibili con determinate attività lavorative.


