Studi sanitari non medici e obblighi Dlgs 81/08

Studi sanitari non medici e obblighi Dlgs 81/08

Gli studi sanitari non medici rientrano pienamente nell’ambito di applicazione del Dlgs 81/2008, che disciplina la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro in ogni settore di attività, pubblico e privato. Le attività svolte in strutture quali studi fisioterapici, centri estetici avanzati, ambulatori di professioni sanitarie non mediche e strutture analoghe comportano l’esposizione a rischi specifici che devono essere oggetto di una valutazione dettagliata ai sensi degli articoli 17 e 28 del decreto. 

Il datore di lavoro è tenuto a individuare i pericoli presenti, adottare misure di prevenzione e protezione adeguate e organizzare il servizio di prevenzione e protezione, nominando le figure obbligatorie previste dalla normativa. L’obbligo di formazione, informazione e addestramento dei lavoratori, previsto dagli articoli 36 e 37, assume particolare rilevanza in contesti dove si utilizzano attrezzature elettromedicali, sostanze chimiche e strumenti potenzialmente taglienti o pungenti.

Gli studi sanitari non medici tra rischio biologico e organizzazione della sicurezza

Gli studi sanitari non medici presentano un profilo di rischio che può includere esposizione ad agenti biologici, contatto con fluidi corporei, utilizzo di dispositivi elettrici e gestione di rifiuti sanitari. Il rischio biologico deve essere valutato in conformità al Titolo X del Dlgs 81/2008, con particolare attenzione alle procedure di sanificazione, sterilizzazione e smaltimento dei materiali contaminati. La gestione degli ambienti di lavoro richiede protocolli chiari per la pulizia delle superfici, la ventilazione dei locali e la separazione delle aree operative.

La sicurezza elettrica rappresenta un ulteriore elemento critico, soprattutto in presenza di apparecchiature elettromedicali che necessitano di manutenzione periodica e verifiche tecniche documentate. L’organizzazione interna deve prevedere procedure per la gestione delle emergenze, la presenza di presidi di primo soccorso e la pianificazione delle attività in modo da ridurre sovraccarichi operativi e rischi ergonomici. La corretta integrazione tra aspetti tecnici e organizzativi consente di garantire standard di sicurezza coerenti con le disposizioni normative vigenti.

Le responsabilità operative per titolari e lavoratori

Le strutture che operano in ambito sanitario non medico sono chiamate a tradurre gli obblighi normativi in un sistema di gestione effettivo e documentato. Il documento di valutazione dei rischi deve essere aggiornato in relazione all’introduzione di nuove attrezzature, modifiche organizzative o cambiamenti nelle modalità operative. Il datore di lavoro deve assicurare la sorveglianza sanitaria nei casi previsti, fornire dispositivi di protezione individuale adeguati e vigilare sul rispetto delle procedure interne. 

I lavoratori, dal canto loro, sono tenuti a utilizzare correttamente le attrezzature e i dispositivi di protezione, nonché a segnalare eventuali situazioni di pericolo. L’adozione di protocolli strutturati e la verifica periodica della loro efficacia contribuiscono a ridurre il rischio di infortuni e malattie professionali. 

Per le imprese del settore, una gestione conforme al Dlgs 81/2008 non rappresenta soltanto un obbligo giuridico, ma anche un elemento di qualità organizzativa e affidabilità professionale nei confronti dell’utenza.

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