Il fenomeno del tecnostress si inserisce nel quadro della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro come rischio emergente connesso alla crescente digitalizzazione dei processi produttivi. Il Dlgs 81/2008 impone al datore di lavoro la valutazione di tutti i rischi, compresi quelli legati allo stress lavoro correlato e ai fattori organizzativi.
La diffusione di strumenti digitali, piattaforme collaborative e modalità di lavoro agile ha trasformato tempi e modalità della prestazione, incidendo sull’equilibrio tra vita professionale e personale. Il rischio non si limita agli aspetti ergonomici ma riguarda la sfera psicosociale, con possibili effetti su concentrazione, motivazione e benessere complessivo del lavoratore.
Tecnostress gestione rischi e obblighi di valutazione aziendale
Il tecnostress gestione rischi richiede un’analisi specifica nell’ambito della valutazione dei rischi prevista dal Dlgs 81/2008. Il datore di lavoro deve considerare il sovraccarico informativo, la reperibilità costante e l’utilizzo prolungato di dispositivi digitali come fattori potenzialmente stressogeni. La valutazione deve tener conto dell’organizzazione del lavoro, dei carichi cognitivi e delle modalità di comunicazione interna.
Le misure preventive possono includere la definizione di regole chiare su tempi di connessione, gestione delle comunicazioni e diritto alla disconnessione. La formazione dei lavoratori rappresenta uno strumento essenziale per sviluppare competenze digitali consapevoli e per favorire una gestione equilibrata delle tecnologie. La pianificazione organizzativa deve inoltre promuovere pause adeguate e un corretto bilanciamento dei carichi di lavoro.
Impatti organizzativi e strategie di prevenzione
Le imprese sono chiamate a integrare il rischio da tecnostress nei propri modelli organizzativi e nel documento di valutazione dei rischi. La digitalizzazione può rappresentare un’opportunità di efficienza solo se accompagnata da una gestione attenta degli effetti sul benessere dei lavoratori.
Il coinvolgimento delle figure della prevenzione e del medico competente consente di monitorare eventuali segnali di disagio e di attivare interventi correttivi. Le policy aziendali su smart working e utilizzo degli strumenti digitali devono essere coerenti con i principi di tutela della salute.
I lavoratori, dal canto loro, devono essere messi nelle condizioni di riconoscere i segnali di affaticamento e di adottare comportamenti responsabili nell’uso delle tecnologie. La corretta gestione del tecnostress contribuisce a migliorare il clima aziendale, a ridurre l’assenteismo e a rafforzare la sostenibilità organizzativa nel medio periodo.


