La movimentazione manuale dei carichi è una delle attività più comuni nei luoghi di lavoro ed è regolata dal DLgs 81/2008, Titolo VI. La normativa non stabilisce un limite di peso assoluto valido in ogni situazione, ma impone al datore di lavoro l’obbligo di valutare il rischio e di adottare misure di prevenzione volte a proteggere i lavoratori da patologie e infortuni, in particolare quelli a carico del sistema muscolo-scheletrico e della colonna vertebrale.
l decreto richiama inoltre il principio generale secondo cui devono essere privilegiate soluzioni organizzative e tecniche per ridurre al minimo la necessità di movimentazione manuale, prevedendo l’uso di ausili meccanici e la formazione adeguata del personale. L’articolo 168 sottolinea la necessità di identificare le condizioni in cui la movimentazione comporta rischi specifici, mentre l’allegato XXXIII individua i principali fattori da considerare, come peso, ingombro, postura e caratteristiche dell’ambiente di lavoro.
Limiti indicativi di peso e differenze per età e sesso
Pur non essendoci un valore unico stabilito dalla legge, esistono limiti indicativi utilizzati a livello tecnico e sanitario. Per un uomo adulto in condizioni ideali il peso massimo sollevabile può arrivare a 25 chilogrammi, mentre per una donna adulta il limite consigliato è di 15 chilogrammi. Se il sollevamento è ripetuto o frequente, i valori raccomandati scendono rispettivamente a 19 e 11 chilogrammi. Per i lavoratori adolescenti, i limiti sono più bassi: 19 chilogrammi per i maschi e 12 per le femmine in caso di sollevamenti occasionali, con ulteriori riduzioni per le attività ripetute. Un discorso a parte riguarda le lavoratrici in gravidanza: fino al sesto mese il limite consigliato è di 10 chilogrammi, mentre dal settimo mese in poi il sollevamento è vietato. Questi valori vanno interpretati come indicazioni di massima, che devono essere adattate al contesto specifico tenendo conto di postura, modalità di presa, distanza del carico dal corpo, altezza del sollevamento e frequenza del gesto.
Valutazione ergonomica e prevenzione dei rischi
La gestione sicura della movimentazione manuale non può limitarsi a controllare il peso del carico. È indispensabile un’analisi ergonomica complessiva che consideri la frequenza dei movimenti, la durata dell’attività, le condizioni ambientali e l’eventuale presenza di fattori aggravanti come superfici irregolari, spazi ristretti o necessità di torsioni del busto.
Il DLgs 81/2008 impone al datore di lavoro di ridurre al minimo i rischi adottando misure organizzative, fornendo attrezzature idonee e garantendo una sorveglianza sanitaria periodica ai lavoratori esposti.
Per la valutazione si utilizzano diversi metodi riconosciuti, come il metodo NIOSH per il sollevamento, il metodo Snook & Ciriello per spinta e traino e il metodo OCRA per i movimenti ripetitivi. L’adozione di buone pratiche ergonomiche, unita a formazione e addestramento, rappresenta la chiave per ridurre patologie diffuse come lombalgie, ernie del disco e disturbi muscolo-scheletrici, tra le principali cause di assenza dal lavoro. La prevenzione, quindi, non è solo un obbligo normativo, ma un investimento in produttività e benessere dei lavoratori.


