Controlli sicurezza e attività ispettiva confermano un quadro ancora critico per le imprese, soprattutto in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il rapporto annuale sull’attività di vigilanza 2025 dell’Ispettorato nazionale del lavoro evidenzia una forte attenzione verso la prevenzione degli infortuni, l’applicazione effettiva del Dlgs 81/2008 e il rispetto degli obblighi documentali, organizzativi e formativi previsti dalla normativa.
Nel corso dell’anno sono stati registrati 157.381 accertamenti complessivi e 83.488 ispezioni irregolari, con un tasso generale di irregolarità pari al 74%. Il dato assume particolare rilievo perché si inserisce in una strategia di controllo sempre più orientata alla qualità degli interventi, all’analisi dei dati e alla selezione mirata delle situazioni maggiormente esposte a rischio. L’attenzione delle aziende sulla necessità di non considerare la sicurezza come un adempimento meramente formale, ma come un sistema organizzato che deve essere aggiornato, verificabile e realmente applicato nei luoghi di lavoro.
Controlli tecnici e violazioni prevenzionistiche accertate
Il comparto della vigilanza tecnica in materia di salute e sicurezza ha riguardato 51.928 ispezioni, concentrate soprattutto nei settori a maggiore esposizione al rischio. L’edilizia rappresenta l’ambito più controllato, con 25.273 ispezioni, seguita dal terziario, dall’industria e dall’agricoltura. Su 40.474 ispezioni definite, 33.249 hanno portato all’accertamento di violazioni delle norme di prevenzione, con un tasso di irregolarità pari all’82,1%. Pur trattandosi di una lieve flessione rispetto all’anno precedente, il dato resta particolarmente elevato e conferma la presenza diffusa di carenze nella gestione della sicurezza.
Le violazioni penali in materia di salute e sicurezza sono state 89.851, in aumento rispetto al 2024, mentre le violazioni amministrative rilevate sono state 3.630. Di particolare interesse è anche la campagna straordinaria denominata operazione stop, avviata per rafforzare il contrasto agli infortuni e alle malattie professionali in settori sensibili come edilizia, agricoltura, impianti di depurazione, trattamento delle acque reflue, reti fognarie e impianti di biogas. La campagna ha superato gli obiettivi programmati, con 7.632 ispezioni effettuate e 7.064 violazioni complessivamente riscontrate, di cui 5.766 specificamente riferite alla salute e sicurezza sul lavoro.
Dvr, POS, formazione e patente a crediti tra le criticità principali
Le ricadute pratiche per le imprese sono significative, perché i dati mostrano come le contestazioni non riguardino soltanto aspetti marginali, ma obblighi fondamentali del sistema prevenzionistico. Tra le gravi violazioni richiamate nell’Allegato I del Dlgs 81/2008 emergono in particolare la mancata elaborazione del DVR, che rappresenta il 44% delle fattispecie contestate nei provvedimenti di sospensione, la mancanza di protezioni verso il vuoto, la mancata elaborazione del POS, l’assenza del servizio di prevenzione e protezione con nomina dell’RSPP, le carenze nella protezione contro i contatti elettrici, la mancata elaborazione del piano di emergenza ed evacuazione e la mancata formazione e addestramento.
Nel 2025 sono stati adottati 13.263 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale, di cui oltre il 37% determinato da gravi violazioni in materia di salute e sicurezza. A ciò si aggiungono i dati sulla patente a crediti nei cantieri, con violazioni a carico di committenti e responsabili dei lavori per mancata verifica dei titoli abilitanti, sanzioni per attività svolta in assenza di patente, revoche per dichiarazioni non veritiere e sospensioni cautelari a seguito di infortuni gravi o mortali.
Per le aziende diventa quindi essenziale rafforzare il controllo interno, aggiornare la documentazione, verificare l’efficacia della formazione e assicurare che ogni misura prevista sia concretamente applicata. La prevenzione non si esaurisce nella presenza dei documenti, ma richiede coerenza tra valutazione dei rischi, organizzazione del lavoro, vigilanza operativa e comportamento effettivo dei lavoratori.


