Pulizie in sicurezza: cadute e rischio elettrico da evitare

Pulizie in sicurezza: cadute e rischio elettrico da evitare

Le pulizie nei luoghi di lavoro sono attività spesso considerate ordinarie, ma possono esporre gli operatori a rischi rilevanti se non vengono valutate e organizzate in modo adeguato. Il Dlgs 81/2008 impone al datore di lavoro di valutare tutti i rischi connessi alle attività svolte, ai sensi degli articoli 17 e 28, e di adottare misure di prevenzione coerenti con mansioni, ambienti, attrezzature e interferenze presenti. Nel settore delle pulizie, i pericoli possono riguardare cadute dall’alto, uso improprio di scale portatili, contatto con parti elettriche in tensione, movimentazione di materiali, esposizione a sostanze chimiche e attività svolte presso sedi di terzi. 

Nei casi in cui l’impresa di pulizie operi in appalto, assume particolare rilievo anche l’articolo 26 del Dlgs 81/2008, che richiama gli obblighi di cooperazione, coordinamento e informazione tra committente e appaltatore. La prevenzione, quindi, non può limitarsi alla consegna di attrezzature idonee, ma deve includere istruzioni operative, formazione, controllo delle condizioni ambientali e verifica delle interferenze.

Pulizie e rischi specifici tra scale e impianti elettrici

Gli episodi analizzati confermano come gli infortuni nelle attività di pulizia possano derivare anche da gesti apparentemente semplici, ma svolti in condizioni non pienamente controllate. Un primo caso riguarda un lavoratore impegnato in pulizie straordinarie presso un’azienda cliente, che utilizza una scala doppia per pulire un portone d’ingresso. Durante l’attività, lo spostamento laterale del corpo provoca la perdita di equilibrio e la caduta a terra, con conseguenze gravi. L’elemento significativo non è l’irregolarità della scala, risultata conforme, ma l’uso non corretto dell’attrezzatura e la mancata prevenzione del rischio di sbilanciamento. 

Un secondo caso riguarda invece un’attività tecnica svolta in appalto su parti meccaniche e quadri elettrici dichiarati fuori tensione. L’infortunio avviene per folgorazione, a causa della presenza di parti attive non protette e di una messa fuori tensione non completata correttamente. In questa dinamica emergono due aspetti centrali: la necessità di verificare in modo effettivo l’assenza di tensione e l’obbligo di fornire informazioni precise ai lavoratori sui rischi presenti nell’area di intervento.

Le misure operative per prevenire gli infortuni

Le imprese devono affrontare le attività di pulizia con una valutazione specifica, evitando di trattarle come prestazioni semplici o prive di criticità. L’uso delle scale portatili deve essere limitato a lavori temporanei e di breve durata, con attrezzature integre, adatte all’attività, posizionate su superfici stabili e utilizzate secondo il manuale d’uso. Il lavoratore non deve sporgersi lateralmente, trasportare carichi ingombranti durante salita o discesa o svolgere attività che compromettano l’equilibrio. 

Quando la superficie da pulire è oltre l’altezza delle spalle, è opportuno valutare soluzioni alternative, come attrezzature con manico estensibile o trabattelli idonei. Per il rischio elettrico, invece, è fondamentale che le aree siano consegnate solo dopo verifiche reali, documentate e comprensibili per chi deve operare. Il committente deve fornire informazioni corrette sui rischi interferenti, mentre l’appaltatore deve formare i lavoratori, definire procedure chiare e verificare che l’attività sia compatibile con le condizioni di sicurezza dichiarate. 

Questi casi confermano che la sicurezza nelle pulizie richiede organizzazione, coordinamento e controllo operativo. Anche le attività più ricorrenti devono essere pianificate con attenzione, perché l’esperienza del lavoratore non sostituisce formazione, procedure e vigilanza.

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