L’HSE Manager assume un ruolo più definito e strategico con la UNI 11720:2025, entrata in vigore il 27 febbraio 2025 in sostituzione dell’edizione del 2018. La norma tecnica disciplina le attività professionali non regolamentate in ambito salute, sicurezza e ambiente e si inserisce nel quadro della legge 4/2013, che riconosce la possibilità di qualificare le competenze attraverso norme UNI e certificazioni rilasciate da organismi accreditati.
La nuova edizione individua due profili distinti: lo Specialista HSE, orientato alle competenze tecnico-operative, e il Manager HSE, incaricato di supportare il vertice nelle strategie, negli obiettivi e nel coordinamento integrato dei processi HSE. La norma non introduce una nuova figura obbligatoria prevista dal Dlgs 81/2008 e non sostituisce il datore di lavoro, i dirigenti, i preposti, il RSPP o le altre funzioni titolari di specifici compiti giuridici. Offre invece un riferimento per valutare conoscenze, abilità, autonomia e responsabilità del professionista chiamato a collegare prevenzione, tutela ambientale, organizzazione e continuità aziendale.
L’HSE Manager tra strategia, leadership e rischi emergenti
La UNI 11720:2025 supera la precedente distinzione tra Manager HSE operativo e strategico e riconduce il profilo manageriale a una figura unica, affiancata dal nuovo Specialista HSE. L’HSE Manager non è più descritto soltanto come garante della conformità tecnica, ma come professionista capace di contribuire alle decisioni organizzative e alla gestione complessiva del rischio. Le conoscenze normative restano essenziali, ma devono essere integrate con capacità di leadership, comunicazione, analisi dei dati, gestione del cambiamento e coordinamento tra funzioni diverse.
La prevenzione viene così collegata alla sostenibilità, ai sistemi di gestione, alla responsabilità sociale e alla resilienza dell’organizzazione. Il professionista deve inoltre saper interpretare rischi che non dipendono esclusivamente da macchine, impianti o sostanze, ma anche dalla digitalizzazione, dall’interazione tra persone e tecnologie, dal carico cognitivo, dallo stress lavoro-correlato, dall’organizzazione delle attività e dalla qualità delle relazioni interne. L’obiettivo è passare da una gestione frammentata degli adempimenti a una visione sistemica, nella quale salute, sicurezza e ambiente concorrono alle decisioni aziendali e al miglioramento continuo.
Le imprese tra qualificazione e integrazione dei processi HSE
Le imprese possono utilizzare la UNI 11720:2025 per definire con maggiore precisione i compiti, l’autonomia e le competenze richieste alle persone che operano nella funzione HSE. La scelta del profilo deve essere coerente con le dimensioni, i rischi, la struttura e la complessità dell’organizzazione: lo Specialista HSE presidia prevalentemente le attività tecniche e operative, mentre il Manager HSE supporta la direzione nella definizione delle politiche e nel coordinamento dei processi.
La certificazione non costituisce un obbligo generalizzato, ma può offrire una verifica indipendente delle competenze e diventare un elemento utile nei sistemi di qualificazione, negli incarichi professionali e nei rapporti contrattuali. Dal 28 febbraio 2026 gli organismi accreditati applicano i requisiti della UNI 11720:2025 anche al mantenimento e al rinnovo delle certificazioni esistenti. Il periodo di transizione si conclude il 27 febbraio 2027: entro tale data le certificazioni rilasciate secondo la precedente edizione devono essere adeguate ai nuovi requisiti.
Per le aziende, l’applicazione efficace della norma richiede tuttavia più di una qualifica formale. Servono un mandato chiaro, l’accesso alle informazioni, il dialogo con il vertice, risorse adeguate e il coinvolgimento delle diverse funzioni. In questo modo l’HSE Manager può favorire decisioni più consapevoli, anticipare i rischi emergenti e trasformare la prevenzione in un fattore stabile di qualità organizzativa.


