Sicurezza sul lavoro: doveri e responsabilità dei lavoratori

Sicurezza sul lavoro: doveri e responsabilità dei lavoratori

La sicurezza sul lavoro coinvolge direttamente anche il lavoratore, considerato dal Dlgs 81/2008 parte attiva del sistema di prevenzione. L’articolo 20 stabilisce che ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti nel luogo di lavoro, tenendo conto della formazione ricevuta, delle istruzioni impartite e dei mezzi messi a disposizione dal datore di lavoro. Il principio si inserisce nel più ampio quadro definito dall’articolo 2087 del Codice civile, che impone all’imprenditore di adottare tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori.

La nozione contenuta nell’articolo 2 del Testo unico assicura una tutela ampia, indipendente dalla tipologia contrattuale, e comprende chi svolge un’attività nell’organizzazione di un datore di lavoro anche senza retribuzione o per apprendere una professione. Gli obblighi del lavoratore non sostituiscono quindi le responsabilità organizzative e di vigilanza del datore di lavoro, dei dirigenti e dei preposti, ma completano il sistema prevenzionistico attraverso una collaborazione consapevole. Gli articoli 36 e 37 del Dlgs 81/2008 confermano inoltre che informazione, formazione e addestramento costituiscono i presupposti indispensabili perché il lavoratore possa conoscere i rischi e adottare comportamenti corretti.

La sicurezza affidata ai comportamenti del lavoratore

La disciplina individua obblighi precisi. Il lavoratore deve rispettare le disposizioni impartite, utilizzare correttamente attrezzature, sostanze pericolose, mezzi di trasporto e dispositivi di sicurezza, oltre a impiegare in modo appropriato i DPI forniti. Deve segnalare immediatamente anomalie, carenze e condizioni di pericolo al datore di lavoro, al dirigente o al preposto e, nei casi urgenti, deve adoperarsi nei limiti delle proprie competenze per ridurre un rischio grave e immediato. Non può rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza, né eseguire operazioni estranee alle proprie competenze o capaci di mettere in pericolo sé stesso e gli altri.

Rientrano tra i doveri anche la partecipazione ai programmi di formazione e addestramento e la sottoposizione ai controlli sanitari previsti o disposti dal medico competente. A seguito delle modifiche introdotte dal Dl 159/2025, convertito dalla legge 198/2025, il tempo dedicato ai controlli sanitari obbligatori deve essere computato nell’orario di lavoro, fatta eccezione per quelli svolti in fase preassuntiva. Per i lavoratori impiegati in appalto o subappalto resta inoltre l’obbligo di esporre la tessera di riconoscimento.

Le sanzioni e il concorso di colpa negli infortuni

La violazione degli obblighi di sicurezza può produrre conseguenze penali, amministrative e disciplinari. L’articolo 59 del Dlgs 81/2008 prevede, per l’inosservanza di diversi obblighi indicati dall’articolo 20, l’arresto fino a un mese o un’ammenda. La mancata esposizione della tessera di riconoscimento è invece soggetta a una sanzione amministrativa pecuniaria. Sul piano del rapporto di lavoro, comportamenti particolarmente gravi o reiterati possono inoltre determinare l’applicazione delle sanzioni previste dal contratto collettivo e dal codice disciplinare.

In caso di infortunio, la condotta imprudente del lavoratore non elimina automaticamente la responsabilità datoriale. Occorre verificare se l’impresa abbia valutato correttamente i rischi, fornito attrezzature e DPI idonei, impartito istruzioni comprensibili, garantito una formazione effettiva e vigilato sull’applicazione delle procedure. Il comportamento del lavoratore può incidere sulla ricostruzione delle responsabilità quando risulta consapevolmente contrario alle regole apprese oppure del tutto estraneo alle mansioni e imprevedibile rispetto al processo lavorativo.

La semplice disattenzione o l’esecuzione non corretta di un’attività comunque riconducibile alle mansioni non bastano, da sole, a interrompere il collegamento con le eventuali carenze organizzative dell’impresa. Per le aziende diventa quindi essenziale documentare la formazione, organizzare controlli effettivi, intervenire sulle condotte non sicure e favorire la segnalazione tempestiva delle criticità. La responsabilizzazione del lavoratore è efficace soltanto all’interno di un’organizzazione che renda concretamente possibile operare in sicurezza.

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