Il modello 770/2026 rappresenta uno degli adempimenti centrali per i sostituti d’imposta, chiamati a comunicare all’Agenzia delle entrate i dati relativi alle ritenute operate nel 2025, ai versamenti effettuati, alle compensazioni utilizzate e ai crediti d’imposta maturati. Il modello, approvato con provvedimento n. 72221 del 27 febbraio 2026, riguarda il periodo d’imposta 2025 e deve essere trasmesso in via telematica entro il 2 novembre 2026, poiché il termine ordinario del 31 ottobre cade di sabato.
L’adempimento interessa datori di lavoro, enti e altri soggetti che hanno operato ritenute su redditi di lavoro dipendente, assimilati, autonomo, provvigioni, redditi diversi, dividendi, redditi di capitale e altre somme fiscalmente rilevanti. La dichiarazione mantiene una struttura articolata, composta dal frontespizio e dai diversi quadri dichiarativi, tra cui ST, SV e SX, che assumono particolare rilievo per la gestione dei versamenti, delle addizionali e dei crediti.
Le novità del modello 770/2026 nei quadri dichiarativi
Le principali novità del modello 770/2026 riguardano soprattutto il quadro SX, con l’introduzione del nuovo rigo SX50, dedicato alla somma che non concorre alla formazione del reddito prevista dall’articolo 1, comma 4, della legge n. 207/2024. Il rigo deve essere utilizzato dai sostituti d’imposta che, nel corso del 2025, hanno riconosciuto ai lavoratori dipendenti interessati la somma esente e devono indicare il credito maturato, gli importi eventualmente recuperati, il credito da recuperare, quello utilizzato in F24 e l’eventuale residuo.
Il quadro SX viene aggiornato anche nella struttura del rigo SX1, mentre nel quadro ST sono inseriti nuovi riferimenti collegati ai versamenti e ai recuperi effettuati dai sostituti d’imposta, compresi quelli connessi al credito derivante dalla somma esente. Nel quadro SI viene introdotto un nuovo codice per specifiche ipotesi di utili e proventi equiparati. Rileva, inoltre, l’ampliamento dei soggetti abilitati alla trasmissione, con l’inclusione degli iscritti nel registro dei revisori legali di cui al Dlgs 39/2010.
Gli effetti operativi per imprese, datori e consulenti
Gli effetti pratici per imprese e datori di lavoro sono legati soprattutto alla corretta ricostruzione dei dati fiscali e alla coerenza tra modello 770, Certificazione unica, modelli F24 e operazioni di conguaglio. La novità del rigo SX50 richiede particolare attenzione perché collega il credito maturato dal sostituto d’imposta alla somma esente riconosciuta ai lavoratori dipendenti e agli eventuali recuperi effettuati in sede di conguaglio.
Errori nella gestione dei dati possono incidere sulla dichiarazione, sulla corretta esposizione dei crediti e sull’allineamento con i versamenti già effettuati. Per questo è opportuno che imprese, consulenti e uffici amministrativi verifichino per tempo le informazioni relative alle ritenute, ai codici tributo, alle compensazioni e ai crediti utilizzati.
La possibilità di suddividere l’invio del modello in più flussi, entro il limite previsto, resta utile per organizzare meglio le diverse tipologie di reddito, ma richiede che le certificazioni siano state trasmesse nei termini. Il modello 770/2026 conferma quindi un adempimento non solo dichiarativo, ma anche di controllo della gestione fiscale del rapporto di lavoro.


