Intelligenza artificiale: uno standard europeo per gestirla

Intelligenza artificiale: uno standard europeo per gestirla

L’intelligenza artificiale entra sempre più nei processi aziendali e richiede strumenti capaci di governarne rischi, responsabilità e modalità di utilizzo. In questo quadro si inserisce la UNI CEI EN ISO/IEC 42001:2026, recepita a livello europeo e in vigore in Italia dal 30 luglio 2026. La norma definisce i requisiti per creare, attuare, mantenere e migliorare nel tempo un sistema di gestione dedicato all’AI. Il riferimento si affianca al Regolamento UE 2024/1689, conosciuto come AI Act, che dal 2 agosto 2026 ha raggiunto una nuova fase applicativa, pur prevedendo scadenze differenziate per alcune categorie di sistemi. 

L’obiettivo dello standard non è sostituire gli obblighi previsti dalla normativa europea, ma offrire alle organizzazioni un metodo strutturato per integrare l’intelligenza artificiale nei propri processi, individuando responsabilità, rischi, controlli e criteri di monitoraggio.

L’intelligenza artificiale entra nei sistemi di gestione aziendale

La UNI CEI EN ISO/IEC 42001 può essere applicata dalle organizzazioni che sviluppano, forniscono o utilizzano prodotti e servizi basati sull’intelligenza artificiale, indipendentemente dalle loro dimensioni o dal settore di attività. La norma richiede innanzitutto di individuare il contesto nel quale l’AI viene utilizzata, definendo obiettivi, responsabilità e possibili effetti sui soggetti coinvolti. Particolare attenzione viene riservata alla gestione dei rischi, alla qualità e alla tracciabilità delle informazioni, alla trasparenza dei processi e al controllo delle prestazioni dei sistemi. 

L’organizzazione deve inoltre valutare gli impatti che possono derivare dall’uso dell’intelligenza artificiale e definire misure adeguate per limitarli. La struttura della norma segue un’impostazione compatibile con altri sistemi di gestione, facilitando l’integrazione con modelli già adottati per qualità, sicurezza delle informazioni o salute e sicurezza sul lavoro. Questo consente alle imprese di evitare una gestione separata dell’AI e di inserirla invece all’interno di procedure, verifiche e responsabilità già presenti nell’organizzazione.

La gestione dell’AI richiede controlli, competenze e responsabilità

Le imprese che utilizzano sistemi di intelligenza artificiale devono quindi considerare non soltanto le opportunità offerte dalla tecnologia, ma anche i nuovi rischi organizzativi e operativi. Un sistema di AI può incidere sulle modalità di lavoro, sui processi decisionali, sulla gestione dei dati e sulle attività svolte dai lavoratori. Per questo è importante individuare con chiarezza chi è responsabile della selezione, dell’utilizzo e del controllo degli strumenti adottati, verificando anche che le persone coinvolte dispongano delle competenze necessarie. 

La supervisione umana resta un elemento centrale, soprattutto quando l’AI supporta decisioni che possono avere conseguenze sulle persone o sull’organizzazione del lavoro. La ISO 42001 favorisce inoltre la documentazione delle attività, il monitoraggio dei risultati e il riesame periodico del sistema, permettendo di correggere eventuali criticità e adattare le misure adottate all’evoluzione tecnologica. 

Per le imprese, il recepimento europeo dello standard rappresenta quindi un riferimento utile per affrontare l’introduzione dell’AI con un approccio più ordinato e consapevole, collegando innovazione, gestione dei rischi e responsabilità organizzativa.

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