Il Decreto Ambiente-bis 2026 introduce importanti novità in materia di tutela ambientale, gestione dei rifiuti, economia circolare e bonifica dei siti contaminati. Il provvedimento, contenuto nel decreto-legge 8 ottobre 2026, n. 177, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 234 dell’8 ottobre 2026 ed è entrato in vigore il 9 ottobre 2026. Le disposizioni intervengono su diversi aspetti della normativa ambientale, modificando in particolare il Dlgs 152/2006, che disciplina la tutela dell’ambiente e la gestione dei rifiuti.
L’obiettivo è rafforzare le procedure di valutazione ambientale, migliorare la gestione delle emergenze climatiche, favorire il recupero delle risorse e rendere più efficaci gli interventi di bonifica. Le modifiche interessano soprattutto le imprese operanti nei settori dell’edilizia, dell’industria e della gestione dei rifiuti, chiamate a confrontarsi con nuove disposizioni e semplificazioni operative.
Decreto Ambiente-bis 2026: cosa cambia per rifiuti e bonifiche
Le principali novità riguardano le procedure ambientali, la gestione delle terre e rocce da scavo e gli interventi di risanamento dei siti contaminati. L’articolo 1 modifica alcune disposizioni del Dlgs 152/2006 relative alle valutazioni di impatto ambientale (VIA), rafforzando le attività istruttorie e intervenendo sulle modalità di finanziamento delle procedure. Particolare attenzione è riservata anche alle autorizzazioni integrate ambientali di competenza statale, attraverso il potenziamento delle verifiche connesse agli aspetti sanitari. Una delle modifiche più rilevanti per le imprese è contenuta nell’articolo 4, che introduce l’articolo 185-ter nel Dlgs 152/2006. La disposizione prevede una disciplina specifica per le terre e rocce da scavo, elevando a 4.000 metri cubi complessivi, di cui al massimo 800 metri cubi di rifiuti pericolosi, i limiti quantitativi previsti per il deposito temporaneo delle categorie di rifiuti individuate dalla norma.
Inoltre, per i cantieri che producono fino a 20 metri cubi di terre e rocce destinate al riutilizzo diretto nello stesso sito, viene prevista la possibilità di procedere senza preventiva caratterizzazione ambientale, nel rispetto delle condizioni stabilite. Tale semplificazione non si applica ai materiali contenenti determinate sostanze o provenienti da siti sottoposti a bonifica. Il decreto interviene inoltre sulla governance dei sistemi di responsabilità estesa del produttore e contiene disposizioni relative agli interventi di bonifica, con particolare attenzione alle aree maggiormente interessate da fenomeni di contaminazione. Sul fronte climatico, l’articolo 2 istituisce un fondo da 11 milioni di euro annui a decorrere dal 2027, destinato ai comuni per affrontare specifiche problematiche ambientali.
Le nuove disposizioni ambientali e gli adempimenti delle imprese
Le modifiche introdotte dal Decreto Ambiente-bis richiedono alle imprese di verificare le procedure utilizzate per la gestione dei materiali, dei rifiuti e delle autorizzazioni ambientali. Per le aziende edili, la nuova disciplina delle terre e rocce da scavo può rappresentare un’opportunità di semplificazione, soprattutto nei cantieri di dimensioni contenute. È tuttavia necessario verificare che siano rispettati i limiti quantitativi, le condizioni di riutilizzo e le esclusioni previste dalla normativa.
Le imprese che producono o gestiscono rifiuti devono inoltre prestare attenzione alle disposizioni relative al deposito temporaneo, assicurando una corretta classificazione dei materiali e il rispetto degli altri requisiti applicabili. Per le attività industriali soggette a valutazione di impatto ambientale o ad autorizzazione integrata ambientale, diventa importante considerare le modifiche procedurali introdotte dal decreto. Le misure sulle bonifiche e sulla mitigazione del rischio idrogeologico possono inoltre favorire la realizzazione di interventi di risanamento e recupero ambientale, con possibili opportunità per le imprese specializzate.
Il provvedimento è già in vigore, ma dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni dalla pubblicazione, con la possibilità di modifiche durante l’iter parlamentare. Per le aziende è quindi fondamentale seguire l’evoluzione normativa e valutare tempestivamente gli effetti delle nuove disposizioni sulle proprie attività, garantendo il rispetto degli obblighi ambientali e una gestione più efficiente delle risorse.


