Accesso al DVR: quando il datore di lavoro non può negarlo

Accesso al DVR: quando il datore di lavoro non può negarlo

L’accesso al DVR da parte del singolo lavoratore può essere riconosciuto anche senza l’intervento del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS), quando esiste un interesse diretto e concreto alla conoscenza del documento. A chiarirlo è il TAR Sicilia con la sentenza n. 2694 del 30 settembre 2026, che affronta il rapporto tra il diritto di accesso agli atti amministrativi e le disposizioni sulla sicurezza sul lavoro. Il Dlgs 81/2008, agli articoli 17 e 28, stabilisce l’obbligo del datore di lavoro di valutare tutti i rischi presenti nell’ambiente lavorativo e di documentare le misure di prevenzione e protezione adottate. 

Gli articoli 18 e 50 riconoscono inoltre al RLS il diritto di ricevere copia del documento per lo svolgimento delle proprie funzioni. Tuttavia, secondo i giudici, questa prerogativa non esclude la possibilità per il singolo dipendente di richiedere direttamente la documentazione, quando ricorrono i presupposti previsti dagli articoli 22 e seguenti della legge 241/1990. La pronuncia assume particolare rilevanza per le pubbliche amministrazioni, chiamate a garantire la trasparenza e la tutela della salute dei lavoratori.

Accesso al DVR: il caso del dipendente e la decisione del TAR

La vicenda riguarda un dipendente della Polizia Municipale di Palermo, che ricopriva anche il ruolo di preposto alla sicurezza. Il lavoratore aveva richiesto al Comune una copia del DVR relativo all’edificio in cui prestava servizio, insieme alle relazioni tecniche e ai risultati delle analisi effettuate sulla rete idrica. La richiesta nasceva dalla necessità di verificare le condizioni di sicurezza dei locali, considerando l’utilizzo prolungato dei videoterminali e una precedente contaminazione da legionella riscontrata nell’edificio. L’amministrazione non aveva risposto all’istanza, portando il dipendente a presentare ricorso al TAR. Nel corso del giudizio, il Comune aveva sostenuto che il diritto di ottenere il DVR spettasse al RLS e non direttamente al singolo lavoratore. 

I giudici hanno respinto questa interpretazione, chiarendo che le prerogative del RLS non sostituiscono il diritto individuale di accesso previsto dalla legge 241/1990. Quest’ultima riconosce infatti la possibilità di consultare documenti amministrativi quando il richiedente dimostra un interesse diretto, concreto e attuale, collegato a una situazione giuridicamente tutelata. Nel caso esaminato, il dipendente aveva un interesse specifico a conoscere i rischi presenti nel proprio ambiente di lavoro e le misure adottate per prevenirli. Il TAR ha quindi accolto il ricorso, ordinando all’amministrazione di consegnare la documentazione richiesta entro 30 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. La decisione non ha invece accertato l’eventuale inadeguatezza delle misure di sicurezza adottate.

Gli obblighi dei datori di lavoro e il diritto alla documentazione

La sentenza evidenzia l’importanza di una corretta gestione delle richieste di accesso alla documentazione sulla sicurezza. Per le pubbliche amministrazioni, il riconoscimento del diritto del RLS a ricevere il DVR non costituisce una ragione sufficiente per negare automaticamente l’accesso al singolo dipendente. Il datore di lavoro pubblico deve valutare la richiesta considerando l’interesse concreto del lavoratore e il collegamento tra i documenti richiesti e le condizioni di sicurezza dell’ambiente lavorativo. 

Un aspetto rilevante riguarda la finalità preventiva dell’accesso: il dipendente può avere interesse a conoscere la valutazione dei rischi anche prima che si verifichi un infortunio o venga avviata una controversia. È importante precisare, tuttavia, che la pronuncia riguarda una pubblica amministrazione e non introduce un diritto generalizzato e incondizionato alla consegna del DVR per tutti i lavoratori delle aziende private. 

Per queste ultime rimangono ferme le disposizioni del Dlgs 81/2008 e le specifiche prerogative riconosciute al RLS. La decisione richiama quindi l’attenzione sull’importanza di una documentazione aggiornata, coerente con i rischi effettivamente presenti e adeguatamente gestita. Garantire il corretto esercizio dei diritti di accesso, nei casi previsti dalla legge, contribuisce a rafforzare la trasparenza e la tutela della salute negli ambienti di lavoro.

Come possiamo aiutarti?