Le polizze catastrofali rappresentano un obbligo per le imprese italiane, introdotto dall’articolo 1, commi 101 e seguenti, della legge 213/2023, con l’obiettivo di garantire una maggiore protezione del patrimonio aziendale dai danni causati da calamità naturali. La normativa prevede la stipula di contratti assicurativi a copertura di eventi come terremoti, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni, secondo le condizioni definite dal decreto ministeriale 18/2025. L’obbligo riguarda le imprese con sede legale in Italia e quelle estere con stabile organizzazione nel territorio nazionale, tenute all’iscrizione nel Registro delle imprese, con l’esclusione delle imprese agricole disciplinate dall’articolo 2135 del Codice civile.
Dopo le proroghe previste dal decreto-legge 39/2025 e dal decreto-legge 200/2025, il quadro normativo si arricchisce di nuove disposizioni. Con il Provvedimento n. 175 del 29 settembre 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 12 ottobre 2026, l’IVASS ha infatti introdotto modifiche al Regolamento 36/2017, rafforzando il sistema di monitoraggio dei contratti assicurativi contro i rischi catastrofali. Le nuove disposizioni riguardano principalmente gli obblighi informativi delle compagnie assicurative e non introducono ulteriori obblighi di stipula per le imprese.
Polizze catastrofali: le novità sui controlli assicurativi
Il Provvedimento IVASS 175/2026 definisce nuovi contenuti e termini per la trasmissione delle informazioni relative alle coperture assicurative contro gli eventi catastrofali. L’obiettivo è rendere più strutturato il monitoraggio del mercato, consentendo all’Autorità di vigilanza di raccogliere dati sui contratti stipulati e sulle relative condizioni economiche. Le compagnie assicurative sono quindi chiamate a trasmettere informazioni secondo le modalità previste dal Regolamento 36/2017 e dai relativi allegati aggiornati. Il monitoraggio permette di osservare l’andamento delle coperture, dei premi applicati e delle caratteristiche dei contratti, favorendo una maggiore conoscenza del mercato assicurativo.
Per le imprese, pur non essendo previsti nuovi adempimenti direttamente collegati al provvedimento, le disposizioni rappresentano un elemento importante per la trasparenza del sistema. Rimangono invece invariati gli obblighi assicurativi già stabiliti dalla normativa nazionale. Le coperture devono riguardare i beni individuati dalla legge, tra cui terreni, fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature industriali o commerciali, secondo le condizioni e le esclusioni previste. Il quadro delle scadenze è stato progressivamente definito attraverso diversi interventi normativi: il termine generale è stato fissato al 31 marzo 2025 per le grandi imprese, al 1° ottobre 2025 per le medie e al 31 dicembre 2025 per le piccole e microimprese. Per alcuni settori, tra cui pesca, acquacoltura, somministrazione di alimenti e bevande e attività turistico-ricettive, il termine è stato successivamente prorogato al 31 marzo 2026.
Beni aziendali da assicurare e conseguenze per le imprese
Le imprese soggette all’obbligo assicurativo devono verificare che i contratti stipulati garantiscano una copertura conforme alla normativa, prestando attenzione ai beni assicurati, agli eventi previsti e alle condizioni contrattuali. Particolare importanza assumono la corretta individuazione del patrimonio aziendale, i massimali, le franchigie e gli eventuali scoperti, che possono incidere sull’entità dell’indennizzo in caso di calamità. La copertura può riguardare anche beni utilizzati attraverso contratti di locazione o leasing, secondo le disposizioni applicabili e tenendo conto dell’eventuale assicurazione già stipulata da altri soggetti.
Per quanto riguarda le conseguenze del mancato adempimento, l’articolo 1, comma 102, della legge 213/2023 stabilisce che l’assenza della polizza debba essere considerata nell’assegnazione di contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubbliche, comprese quelle previste in occasione di eventi calamitosi. Non è tuttavia prevista un’esclusione automatica e generalizzata da ogni beneficio, poiché le amministrazioni competenti devono definire le modalità di applicazione della disposizione.
Le imprese devono quindi valutare attentamente la propria posizione assicurativa e verificare le condizioni richieste per accedere alle misure di sostegno. Una copertura adeguata rappresenta inoltre uno strumento di tutela economica, capace di limitare le conseguenze finanziarie derivanti dai danni alle strutture e alle attrezzature produttive. La corretta gestione del rischio catastrofale contribuisce così a rafforzare la continuità operativa e la capacità delle imprese di affrontare eventi naturali particolarmente gravi.


