La bonifica dell’amianto rappresenta un intervento fondamentale per tutelare la salute dei lavoratori e prevenire i rischi derivanti dall’esposizione alle fibre di questo materiale, ancora presente in numerosi edifici costruiti prima del suo divieto. L’amianto è stato ampiamente utilizzato in edilizia per le sue proprietà isolanti e di resistenza al calore, soprattutto in coperture, tubazioni, pavimentazioni e rivestimenti. La legge 257/1992 ne ha vietato la produzione e la commercializzazione, mentre il decreto ministeriale 6 settembre 1994 disciplina la valutazione e la gestione dei materiali contenenti amianto negli edifici.
Il Dlgs 81/2008, in particolare il Titolo IX, Capo III, stabilisce gli obblighi di protezione dei lavoratori esposti durante le attività di manutenzione, demolizione e bonifica. Il quadro normativo è stato inoltre aggiornato dal Dlgs 213/2025, che recepisce la Direttiva UE 2023/2668, rafforzando le misure di tutela contro l’esposizione professionale. La presenza di amianto non comporta automaticamente l’obbligo di rimozione, ma richiede una valutazione delle condizioni dei materiali e del rischio di dispersione delle fibre. Quando emerge una situazione di pericolo, è necessario individuare gli interventi più adeguati per garantire la sicurezza degli ambienti e degli operatori.
Bonifica amianto: le differenze tra rimozione, incapsulamento e confinamento
Le principali tecniche di bonifica dell’amianto sono tre: rimozione, incapsulamento e confinamento. La scelta dipende dallo stato di conservazione dei materiali, dalle caratteristiche dell’edificio e dalle condizioni di esposizione. La rimozione consiste nell’eliminazione fisica dei manufatti contenenti amianto e nel successivo smaltimento dei rifiuti prodotti. Questa soluzione permette di eliminare definitivamente la presenza del materiale interessato, ma richiede particolari precauzioni per evitare la dispersione delle fibre durante le lavorazioni. L’incapsulamento prevede invece l’applicazione di prodotti specifici che penetrano nei materiali o ne rivestono la superficie, impedendo il rilascio delle fibre nell’ambiente.
È una tecnica generalmente indicata per materiali in condizioni compatibili con il trattamento, ma non elimina l’amianto e richiede controlli successivi. Il confinamento consiste nella realizzazione di una barriera fisica che separa i manufatti contenenti amianto dagli ambienti circostanti. Un esempio è la sovracopertura delle lastre in cemento-amianto, che deve essere preceduta dalle necessarie valutazioni tecniche e strutturali. Anche questa soluzione lascia il materiale nell’edificio e comporta la necessità di monitorarne le condizioni nel tempo. Prima di scegliere il metodo di intervento è quindi indispensabile effettuare un sopralluogo, individuare i materiali presenti e valutarne lo stato di conservazione. L’obiettivo è adottare una soluzione efficace, evitando lavorazioni che possano aumentare il rischio di esposizione.
Piano di lavoro e misure di protezione per le imprese di bonifica
Le imprese incaricate degli interventi di bonifica devono rispettare precisi obblighi organizzativi e documentali. L’articolo 256 del Dlgs 81/2008 prevede, per i lavori di demolizione o rimozione dell’amianto, la predisposizione di un piano di lavoro contenente le misure necessarie a garantire la sicurezza dei lavoratori e la protezione dell’ambiente circostante.
Il piano deve descrivere le tecniche operative, le attrezzature utilizzate, i dispositivi di protezione individuale, le procedure di decontaminazione e le modalità di gestione dei materiali rimossi. Deve inoltre essere trasmesso all’organo di vigilanza competente almeno 30 giorni prima dell’inizio delle attività, salvo le eccezioni previste per i casi di urgenza. Gli interventi devono essere affidati a imprese specializzate, iscritte all’Albo nazionale gestori ambientali nelle categorie pertinenti.
Durante le lavorazioni è necessario delimitare le aree interessate, ridurre la dispersione delle fibre e garantire l’impiego di adeguati dispositivi di protezione delle vie respiratorie. Particolare attenzione deve essere dedicata anche alla formazione degli operatori, alla corretta gestione dei rifiuti contenenti amianto e alle verifiche finali previste. Per i datori di lavoro, una pianificazione accurata degli interventi consente di prevenire esposizioni pericolose, rispettare gli obblighi normativi e ridurre il rischio di malattie professionali.


