pulizia urbana

Pulizia urbana, rischi per la salute e sicurezza e come prevenirli

Il settore della pulizia urbana svolge un ruolo essenziale nella manutenzione e nell’igiene delle nostre città. Tuttavia, i lavoratori di questo settore affrontano rischi significativi per la loro sicurezza e salute sul posto di lavoro. Questo articolo esplorerà i principali rischi legati all’attività di pulizia urbana e fornirà strategie di prevenzione per garantire un ambiente di lavoro più sicuro.

I rischi nel settore della pulizia urbana

Infortuni legati agli incidenti stradali. I lavoratori della pulizia urbana spesso operano in strade trafficate, aumentando il rischio di incidenti stradali. Sono esposti a veicoli in movimento, compresi camion, autobus e automobili. Questi incidenti possono causare gravi lesioni o addirittura la morte.

Lesioni da oggetti taglienti o perforanti. Durante le attività di pulizia, i lavoratori possono entrare in contatto con oggetti taglienti o perforanti, come vetri rotti, lattine schiacciate o aghi. Questo aumenta il rischio di ferite, tagli o punture, che possono causare infezioni o danni permanenti.

Esposizione a sostanze chimiche pericolose. I prodotti chimici utilizzati nella pulizia urbana possono rappresentare un rischio per la salute dei lavoratori se non vengono gestiti correttamente. L’esposizione a detergenti, solventi o sostanze chimiche nocive può causare irritazioni cutanee, problemi respiratori o danni agli organi interni.

Movimentazione manuale di carichi pesanti. I lavoratori della pulizia urbana spesso devono sollevare e trasportare carichi pesanti, come sacchi di spazzatura o attrezzature. La movimentazione errata di carichi può portare a lesioni muscoloscheletriche, come dolori alla schiena, distorsioni o ernie.

Pulizia urbana, la prevenzione

Fornire formazione e addestramento adeguati. La formazione è essenziale per sensibilizzare i lavoratori sui rischi specifici del settore della pulizia urbana e sulle misure preventive da adottare. I dipendenti dovrebbero ricevere istruzioni sul corretto utilizzo delle attrezzature di sicurezza, la gestione dei prodotti chimici e le tecniche di sollevamento sicure.

Utilizzare attrezzature di protezione individuale (API). Fornire e incoraggiare l’uso di attrezzature di protezione individuale, come caschi, guanti, occhiali protettivi e calzature antiscivolo. Queste API aiutano a ridurre il rischio di lesioni e proteggono i lavoratori da potenziali pericoli.

Implementare misure di sicurezza stradale. Per ridurre il rischio di incidenti stradali, è fondamentale implementare misure di sicurezza stradale efficaci. Ciò include la segnaletica stradale adeguata per avvisare i conducenti dell’attività di pulizia in corso, l’utilizzo di barriere di protezione per separare le zone di lavoro dal traffico veicolare e l’adozione di protocolli di sicurezza per il parcheggio e la posizione dei veicoli di pulizia.

Gestione sicura dei rifiuti. Una corretta gestione dei rifiuti è essenziale per prevenire lesioni da oggetti taglienti o perforanti. I lavoratori dovrebbero essere addestrati su come maneggiare correttamente i rifiuti, utilizzando dispositivi di protezione come guanti resistenti alle perforazioni e contenitori appositi per il deposito dei materiali taglienti.

Valutazione e controllo dei rischi chimici. Condurre valutazioni dei rischi per identificare le sostanze chimiche pericolose utilizzate nella pulizia urbana e implementare misure di controllo adeguate. Ciò può includere l’utilizzo di prodotti chimici meno nocivi, l’uso di dispositivi di protezione come maschere respiratorie e guanti resistenti ai prodotti chimici, nonché la corretta etichettatura e conservazione dei prodotti chimici.

Promuovere una corretta ergonomia. Fornire formazione sull’ergonomia e incoraggiare pratiche di lavoro sicuro per ridurre il rischio di lesioni muscoloscheletriche. Questo può includere l’utilizzo di strumenti e attrezzature ergonomiche, la rotazione dei compiti per evitare sovraccarichi su specifici gruppi muscolari e la promozione di pause frequenti per il riposo e il recupero.

Promuovere una cultura della sicurezza. La promozione di una cultura della sicurezza è fondamentale per prevenire gli infortuni nel settore della pulizia urbana. Incentivare la segnalazione tempestiva di situazioni pericolose, incoraggiare la partecipazione attiva dei lavoratori nel processo decisionale sulla sicurezza e premiare il comportamento sicuro possono contribuire a creare un ambiente di lavoro in cui la sicurezza è una priorità condivisa.

risarcimento

Infortuni sul lavoro, taglio al risarcimento Inail

Si riduce il risarcimento per gli infortuni sul lavoro 2023. Alle famiglie delle vittime sul lavoro, da quest’anno spetterà un massimo di 14.500 euro contro i 22.400 del 2022: lo ha stabilito il Governo, con decreto 75/2023.

La quota minima scende quindi dai 6mila euro dello scorso anno a 4mila euro.

Cos’è il risarcimento vittime sul lavoro

Il risarcimento vittime sul lavoro è un’indennità ‘una tantum’ a favore dei familiari di coloro che hanno subito infortuni gravi o letali sul lavoro. La prestazione economica è riconosciuta ai superstiti di infortuni mortali sul lavoro (coniuge e figli, e in loro assenza a genitori, fratelli e sorelle), corrisposta per eventi accaduti anche all’estero in cui siano rimasti coinvolti assicurati INAIL, lavoratori domestici tutelati dalla Legge 493/99 oppure militari, vigili del fuoco, forze di polizia, liberi professionisti e autonomi.

Come fare domanda

La domanda per ottenere il risarcimento va presentata dai superstiti entro 40 giorni dal decesso del lavoratore, alla sede territoriale INAIL competente (per domicilio del lavoratore). L’indennità una tantum sarà erogata entro 30 giorni dall’accertamento.

unicef

Unicef Italia, 74 ragazzi morti sul lavoro in cinque anni

Come indicano i dati Unicef Italia, in cinque anni, tra il 2017 e il 2021, sono stati 74 i ragazzi morti in incidenti sul lavoro. La maggior parte di loro, 67, aveva un’età compresa tra 15 e 19 anni, gli altri 7 meno di 14.

Presentato in occasione della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile e realizzato incrociando dati contenuti in report e database presenti su portali nazionali dell’Inail e dell’Inps, il rapporto Unicef Italia rivela anche che è in crescita il numero dei ragazzi lavoratori. Nel 2022 sono 69.601 i lavoratori minorenni tra i 15-17 anni, in aumento rispetto ai 51.845 del 2021 e ai 35.505 del 2020; la posizione di “dipendente” raccoglie la maggiore percentuale di lavoratori, seguita da “operai agricoli” e “voucher”.

I dati del report Unicef Italia

Delle denunce di infortunio sul lavoro 223.262 riguardano i minorenni fino a 14 anni (erano 31.857 nel 2021 e 18.534 nel 2020) e 128.878 i ragazzi nella fascia di età 15-19 anni (erano 18.923 nel 2021 e 11.707 nel 2020). Le regioni con le percentuali più elevate di denunce totali di incidenti dei lavoratori sotto i 19 anni sono Lombardia (76.942), Emilia Romagna (40.000), Veneto (39.810) e Piemonte (31.997), che da sole ricoprono più del 50% delle denunce di infortunio nazionali. Mentre Abruzzo, Basilicata, Sardegna, e Valle d’Aosta sono le regioni, che con la Provincia autonoma di Trento, nel quinquennio non hanno registrato nessun infortunio con esito mortale.

La fascia di età entro i 19 anni nel 2021 i lavoratori sono 310.258, in salita rispetto ai 243.856 del 2020. Le cinque regioni con il maggior numero di ragazzi fino a 19 anni occupati complessivamente nell’arco dei cinque anni sono Lombardia (240.252), Veneto (155.987), Emilia Romagna (134.694), Lazio (119.256) e Puglia (108.867). Per quanto riguarda il genere, dei 310.287 minorenni fino a 19 anni coinvolti nel lavoro nel 2021, 193.138 sono maschi e 117.149 sono femmine (in aumento rispetto ai 154.194 maschi e le 89.674 femmine nel 2020).

Il maggiore impiego di lavoratori di sesso maschile entro i 19 anni rispetto a lavoratrici di sesso femminile, mostra la tendenza delle donne a essere più istruite degli uomini; il 65,3% delle donne ha almeno un diploma (rispetto al 60,1% degli uomini); le laureate arrivano al 23,1% (rispetto al 16,8% degli uomini). Il divario di genere nel tasso di occupazione (55,7% contro 75,8%) si riduce al crescere del livello di istruzione (31,7 punti per i titoli bassi, 20,3 per i medi e 7,3 punti per gli alti). Ma per le giovani donne che decidono di abbandonare gli studi, ottenendo al più un titolo secondario inferiore, le possibilità di occupazione rispetto ai loro coetanei maschi sono di gran lunga minori (20,8% rispetto a 41,9%).

diisocianati

Su Fad Certificata è disponibile il corso per l’uso in sicurezza dei diisocianati

Su Fad Certificata ora è disponibile anche il corso di Livello base di 2 ore e di Livello Intermedio di 3 ore per l’uso in sicurezza dei Diisocianati (Livello Intermedio, di 3 ore).

Un modifica al Regolamento REACH 2006/1907/CE ha infatti disposto l’obbligo di formazione, con cadenza quinquennale, a partire dal 24 agosto 2023, per tutti coloro che sul lavoro manipolano diisocianati.

Cosa sono i diisocianati e cosa prevede il Regolamento

I diisocianati sono composti utilizzati come componenti chimici in una vasta gamma di settori e applicazioni e sono contenuti all’interno di numerosi prodotti come schiume poliuretaniche, sigillanti, adesivi, rivestimenti e pitture.

Essendo le problematiche respiratorie e i rush cutanei derivanti dall’utilizzo di tali composti, ritenute particolarmente gravi, il nuovo Regolamento UE n. 1149/2020 della Commissione del 3 agosto 2020 ha infatti modificato l’allegato XVII del regolamento REACH 2006/1907/CE concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche.

Chi ha l’obbligo di frequenza del corso Diisocianati?

Per sapere con certezza chi ha l’obbligo di frequenza al corso è possibile controllare la “SCHEDA DI SICUREZZA” nella Sezione 3 dei prodotti chimici utilizzati dalle aziende, verificando se tra le sostanze sono citati i diisocianati. Altrimenti, sempre nella “SCHEDA DI SICUREZZA” alla Sezione 15, controllando se è citata la restrizione n.74.

Contenuti Formativi

  •     Chimica dei diisocianati
  •     Pericoli di tossicità (compresa tossicità acuta)
  •     Esposizione ai diisocianati
  •     Valori limite di esposizione professionale
  •     Modalità di sviluppo della sensibilizzazione
  •     Odore come segnale di pericolo
  •     Importanza della volatilità per il rischio
  •     Viscosità, temperatura e peso molecolare dei diisocianati
  •     Igiene personale
  •     Attrezzature di protezione individuale necessarie
  •     Rischio di esposizione per contatto cutaneo e per inalazione
  •     Rischio connesso al processo di applicazione utilizzato
  •     Sistema di protezione della pelle e delle vie respiratorie
  •     Ventilazione
  •     Pulizia, fuoriuscite, manutenzione
  •     Smaltimento di imballaggi vuoti
  •     Protezione degli astanti
  •     Individuazione delle fasi critiche di manipolazione
  •     Sicurezza basata sui comportamenti (behaviour-based)
  •     Ulteriori aspetti basati sui comportamenti (behaviour-based)
  •     Manutenzione
  •     Gestione dei cambiamenti
  •     Valutazione delle istruzioni di sicurezza esistenti
  •     Rischio connesso al processo di applicazione utilizzato
  •     Certificazione o prova documentale del completamento della formazione 

In arrivo il corso sulla sicurezza per l’uso dei diisocianati livello avanzato

Presto su Fad Certificata sarà disponibile anche il corso sulla Sicurezza per l’uso dei diisocianati livello avanzato.

nuovo indicatore globale

C’è il nuovo indicatore globale per il monitoraggio della salute dei lavoratori

C’è il nuovo indicatore globale per il monitoraggio della salute dei lavoratori. In qualità di Centro di collaborazione dell’Oms per la salute dei lavoratori, l’Inail ha partecipato allo studio e alla costruzione dell’indicatore globale, sia per quanto riguarda lo sviluppo metodologico, sia fornendo le informazioni relative all’attuale sistema nazionale di monitoraggio delle malattie professionali.

L’Oms e l’Organizzazione internazionale del lavoro, nelle loro stime congiunte del carico di malattie e infortuni sul lavoro, hanno rilevato che nell’anno 2016, nel mondo, si sono verificati 1,9 milioni di decessi causati da selezionati fattori di rischio occupazionale. Di questi decessi, 1,5 milioni (81%) sono stati conseguenza di malattie professionali.

Sulla base di questi dati, è emersa evidente la necessità di definire un indicatore in grado di monitorare il tasso di mortalità da malattie professionali.

Nuovo indicatore globale per il monitoraggio della salute dei lavoratori, la pubblicazione sul Bulletin of the World health organization

Il nuovo indicatore è presentato in un articolo scientifico pubblicato il 1° giugno sul Bulletin of the World health organization ed è disponibile anche attraverso l’applicazione dell’Oms sul carico delle malattie occupazionali che mette a disposizione una mappa interattiva, uno strumento di disaggregazione dei dati per regione, sesso e fascia di età e uno strumento per il download dei dati.

Il nuovo indicatore potrà migliorare i sistemi di monitoraggio della salute dei lavoratori, incrementando l’attenzione sull’impatto delle malattie professionali e contribuendo a promuovere la ricerca su misure e interventi di prevenzione.

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