Il sopralluogo del medico competente: annuale o biennale?

Il sopralluogo del medico competente: annuale o biennale?

Nel contesto della sicurezza sul lavoro, la periodicità dei sopralluoghi da parte del medico competente è una questione cruciale per la valutazione dei rischi e la protezione della salute dei lavoratori

Secondo il Dlgs 81/2008, il medico competente deve effettuarli almeno una volta all’anno, ma non sempre la cadenza annuale è obbligatoria. Infatti, la periodicità può essere differita, purché motivata in base alla valutazione dei rischi riportata nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).

Il ruolo del DVR nella definizione della periodicità dei sopralluoghi

L’articolo 25, comma 1, lettera l) del Dlgs 81/2008 stabilisce che la periodicità dei sopralluoghi non debba essere rigida, ma possa essere adeguata in base alla valutazione dei rischi e agli specifici fattori aziendali.

Il DVR è il documento chiave che definisce tali periodicità, comprendendo anche i criteri di valutazione dei rischi, le misure di prevenzione e protezione, nonché le scelte organizzative che influenzano la salute e sicurezza sul lavoro. Ogni scelta deve essere esplicitamente motivata e formalizzata all’interno del DVR.

Quando è possibile la periodicità biennale?

La periodicità biennale, anziché annuale, è possibile quando l’azienda presenta una situazione stabile, con assenza di modifiche significative nei processi produttivi, nelle attrezzature o nei rischi, come indicato nel Dlgs 81/08. Se la sorveglianza sanitaria non evidenzia criticità e le misure di prevenzione sono adeguate, la periodicità biennale è consentita. 

Tuttavia, la decisione finale sulla cadenza deve essere presa congiuntamente tra datore di lavoro e medico competente, basata su valutazioni oggettive, e formalizzata nel DVR.

Implicazioni per le imprese e i lavoratori

L’opportunità di passare a una cadenza biennale dei sopralluoghi può comportare vantaggi organizzativi e operativi per le imprese, riducendo i costi associati alla medicina del lavoro. 

Tuttavia, l’importanza di una valutazione accurata dei rischi resta fondamentale per garantire che le condizioni aziendali giustifichino tale scelta. Inoltre, la possibilità di sopralluoghi straordinari deve essere prevista, qualora intervengano cambiamenti significativi nell’ambiente di lavoro, per tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori.

Pubblicata la ISO 3941:2026, nuova classificazione degli incendi

Pubblicata la ISO 3941:2026, nuova classificazione degli incendi

La ISO 3941:2026, pubblicata il 21 gennaio 2026, introduce una nuova classificazione degli incendi, destinata a rivoluzionare il settore della prevenzione incendi e della sicurezza sul lavoro. 

Sostituendo la precedente edizione del 2007, questa norma fornisce una classificazione dettagliata degli incendi basata sul tipo di combustibile coinvolto, con un focus particolare sugli incendi causati da batterie agli ioni di litio, una problematica sempre più diffusa con l’avanzare della tecnologia.

La nuova classe L e le novità nella classificazione degli incendi

Una delle principali novità introdotte dalla ISO 3941:2026 è l’introduzione della classe L, dedicata agli incendi provocati da batterie agli ioni di litio. Questi incendi, definiti elettrochimici, si distinguono per la densità energetica molto elevata, che provoca una rapida propagazione e un comportamento termico estremo rispetto agli incendi tradizionali di altre classi. 

La classificazione mantiene però anche le storiche classi di incendi, come la classe A (materiali solidi combustibili), la classe B (liquidi infiammabili), la classe C (gas infiammabili), la classe D (metalli combustibili) e la classe F (oli e grassi da cucina), che continuano a essere fondamentali per la gestione del rischio incendio.

Implicazioni pratiche per la sicurezza sul lavoro e le imprese

L’introduzione della classe L avrà impatti significativi sul modo in cui le aziende gestiscono la sicurezza antincendio, in particolare nei luoghi dove vengono utilizzate batterie agli ioni di litio, come carrelli elevatori elettrici, sistemi di accumulo di energia e aree di ricarica. 

Le imprese dovranno ora rivedere le proprie dotazioni antincendio, introducendo estintori idonei a spegnere incendi di classe L, poiché quelli tradizionali potrebbero risultare insufficienti. Inoltre, le aziende dovranno integrare specifiche procedure di emergenza per le aree di ricarica delle batterie, migliorando la formazione dei dipendenti in relazione a queste nuove tipologie di incendi.

Attuazione direttiva RED III: Il Dlgs 5/2026 ridisegna il quadro delle fonti rinnovabili in Italia

Attuazione direttiva RED III: Il Dlgs 5/2026 ridisegna il quadro delle fonti rinnovabili in Italia

Il 4 febbraio 2026 entrerà in vigore il Decreto Legislativo n. 5/2026, che recepisce la Direttiva Europea RED III, apportando modifiche sostanziali alla normativa sulle fonti rinnovabili in Italia

Questo provvedimento risponde agli obiettivi dell’Unione Europea per il 2030, che prevede il raggiungimento di almeno il 42,5% di energia proveniente da fonti rinnovabili, con l’intento di accelerare e semplificare la realizzazione di nuovi impianti energetici in tutto il territorio.

Novità introduce dal Dlgs 5/2026 sulla produzione di energia rinnovabile

Il Dlgs 5/2026 porta significative modifiche al precedente D.Lgs. 199/2021, focalizzandosi su quattro aree principali: industria e idrogeno, edilizia, trasporti e mobilità, e semplificazione amministrativa. Per la prima volta, vengono stabiliti target vincolanti per l’utilizzo di combustibili rinnovabili di origine non biologica (RFNBO), come l’idrogeno verde, nei settori più difficili da decarbonizzare. 

In edilizia, l’obiettivo è spingere verso l’elettrificazione dei consumi termici e l’integrazione solare negli edifici. Il settore dei trasporti darà priorità alla ricarica intelligente e bidirezionale dei veicoli elettrici, mentre le amministrazioni locali e le imprese beneficeranno di una semplificazione nelle procedure autorizzative tramite l’introduzione delle “zone di accelerazione per le rinnovabili”.

Implicazioni per imprese e lavoratori: vantaggi e obblighi

Le modifiche introdotte dal Dlgs 5/2026 avverranno con impatti diretti sulle imprese e sugli operatori del settore energetico, in particolare per quanto riguarda l’incremento dei target di energia rinnovabile e l’adeguamento alle normative sull’idrogeno verde. Le imprese industriali dovranno aumentare annualmente la quota di rinnovabili, con obblighi specifici per la produzione di idrogeno verde. 

Anche il settore edilizio vedrà una spinta verso l’installazione di impianti fotovoltaici e una maggiore efficienza energetica negli edifici, mentre i gestori delle infrastrutture di ricarica saranno obbligati ad adeguarsi tecnologicamente alla ricarica intelligente. 

Le nuove disposizioni incoraggeranno l’uso di tecnologie innovative e favoriranno l’espansione di progetti di energia rinnovabile, offrendo opportunità economiche a chi saprà adattarsi alle nuove sfide

Aggiornamento del testo coordinato del Dlgs 81/2008: le novità normative

Aggiornamento del testo coordinato del Dlgs 81/2008: le novità normative

Il testo coordinato del Dlgs 81/2008, aggiornato a gennaio 2026, ha ricevuto importanti modifiche e integrazioni, a seguito del continuo sviluppo della normativa sulla sicurezza sul lavoro. 

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha pubblicato una nuova versione che include aggiornamenti cruciali, come le linee guida per la protezione dei lavoratori dal calore e dalle radiazioni solari, nonché altre disposizioni emesse dal Ministero del Lavoro e dalle Conferenze delle Regioni.

Le modifiche al testo coordinato del Dlgs 81/2008

Tra gli aggiornamenti principali, il testo ora include nuove normative per la protezione dei lavoratori contro il calore e la radiazione solare, nonché numerosi aggiustamenti normativi che riguardano gli articoli più significativi, come gli articoli 3-bis, 2, 5 e 6, e modifiche agli Allegati. 

Un’altra importante modifica riguarda il Decreto-Legge n. 159 del 31 ottobre 2025, che ha introdotto misure urgenti per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Questi cambiamenti si inseriscono nel continuo aggiornamento delle normative europee e italiane, con l’obiettivo di garantire un ambiente di lavoro sempre più sicuro.

Impatti per imprese e lavoratori: vantaggi e obblighi

L’aggiornamento del Dlgs 81/2008 offre significativi vantaggi, soprattutto in termini di protezione dei lavoratori. Le nuove linee guida e le modifiche legislative renderanno più stringenti i controlli sulla sicurezza, soprattutto in relazione ai rischi legati alle temperature elevate e alle esposizioni a radiazioni. 

Le imprese dovranno adeguarsi rapidamente a queste modifiche, implementando misure di protezione adeguate e aggiornando le proprie procedure interne. 

Per i lavoratori, queste novità rappresentano una tutela maggiore in termini di salute e sicurezza sul lavoro.

Coordinatori e organi di vigilanza: la proposta di una carta dei doveri

Coordinatori e organi di vigilanza: la proposta di una carta dei doveri

Il settore della sicurezza nei cantieri ha recentemente affrontato una problematica importante riguardante le difficoltà relazionali tra coordinatori della sicurezza e organi di vigilanza

Questi contrasti hanno portato a situazioni di tensione, compromettendo l’efficacia delle azioni preventive e correttive. Per affrontare queste difficoltà, è emersa la proposta di una “Carta dei Doveri”, volta a migliorare la collaborazione tra le due figure professionali, garantendo una gestione più chiara e trasparente delle attività di sicurezza.

La carta dei doveri: una soluzione per chiarire i ruoli

La proposta di una Carta dei Doveri si inserisce nel contesto di una regolamentazione esistente che non introduce nuove norme, ma punta a migliorare la gestione operativa dei cantieri attraverso un approccio pratico e condiviso

Questo documento intende chiarire le responsabilità e i doveri di coordinatori e organi di vigilanza, delineando con maggiore precisione le modalità di interazione tra le due figure. Il fine principale è quello di prevenire i conflitti, promuovendo il rispetto reciproco e una comunicazione aperta.

Impatti pratici per imprese e lavoratori

L’introduzione della Carta dei Doveri avrà implicazioni dirette sulla gestione delle attività di sicurezza nei cantieri. Per le imprese, il beneficio principale risiede nella creazione di un ambiente più cooperativo e meno conflittuale, che contribuirà a una maggiore efficienza nelle operazioni quotidiane e nella gestione delle criticità.

Per i lavoratori, una chiara definizione dei ruoli garantirà una tutela maggiore, riducendo il rischio di malintesi e aumentando la responsabilità condivisa.

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