Il rischio radon è disciplinato nel quadro normativo nazionale dal Dlgs 101/2020, che ha recepito la direttiva Euratom 2013/59 e ha ridefinito in modo organico la protezione dalle esposizioni alle radiazioni ionizzanti. Il rischio radon riguarda in particolare l’esposizione a un gas radioattivo naturale che può accumularsi negli ambienti chiusi, soprattutto nei locali interrati e seminterrati.
Il rischio radon rientra a pieno titolo tra i rischi da agenti fisici e deve essere considerato dal datore di lavoro nell’ambito della valutazione dei rischi prevista dal Dlgs 81/2008. La normativa individua livelli di riferimento, obblighi di misurazione e specifici adempimenti per i luoghi di lavoro situati in aree prioritarie o caratterizzati da condizioni strutturali che favoriscono l’accumulo del gas.
Rischio radon e quadro normativo di riferimento
Il rischio radon viene affrontato dal legislatore attraverso un sistema che combina prevenzione, monitoraggio e intervento correttivo. Il Dlgs 101/2020 stabilisce il livello di riferimento per la concentrazione media annua di radon nei luoghi di lavoro e impone al datore di lavoro l’obbligo di effettuare misurazioni nei casi previsti dalla norma. Il rischio radon assume particolare rilievo per le attività svolte in locali sotterranei, semisotterranei o al piano terra, nonché per le attività localizzate in zone individuate come prioritarie dalle autorità competenti.
La normativa prevede tempistiche precise per l’esecuzione delle misurazioni e per l’eventuale adozione di misure correttive, qualora i valori riscontrati superino il livello di riferimento. Il rischio radon viene quindi gestito attraverso un approccio graduale, che parte dalla valutazione e può arrivare all’obbligo di interventi tecnici sugli ambienti di lavoro.
Impatti operativi per imprese e lavoratori
Le implicazioni pratiche del rischio radon sono significative per le imprese e per i lavoratori. Le imprese devono integrare la valutazione del rischio radon nel documento di valutazione dei rischi, pianificando le misurazioni e individuando eventuali interventi di mitigazione. Il rischio radon comporta l’adozione di misure tecniche come il miglioramento della ventilazione, la sigillatura delle superfici di contatto con il terreno o l’installazione di sistemi di depressurizzazione.
Per i lavoratori la gestione corretta del rischio radon rappresenta una tutela fondamentale della salute, considerando che l’esposizione prolungata a concentrazioni elevate è associata a effetti sanitari rilevanti.
La valutazione e il controllo del rischio consentono di ridurre l’esposizione e di garantire ambienti di lavoro più sicuri. In questo contesto il rischio radon diventa anche un’opportunità per rafforzare la cultura della prevenzione e per migliorare la qualità complessiva degli ambienti di lavoro, riducendo il rischio di sanzioni e responsabilità per il datore di lavoro.






