commissione

Si compone la commissione di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia

Si compone la commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati.

La commissione è stata istituita con delibera del 12 aprile.

In commissione i seguenti deputati: 

  • Alessia Ambrosi (FdI)
  • Valentina Barzotti (M5S)
  • Davide Bellomo (Lega)
  • Marco Cerreto (FdI)
  • Giandiego Gatta (FI)
  • Andrea Giaccone (Lega)
  • Dario Giagoni (Lega)
  • Chiara Gribaudo (PD)
  • Naike Gruppioni (AZ-IV)
  • Giovanna Iacono (PD)
  • Umberto Maerna Novo (FdI)
  • Lorenzo Malagola (FdI)
  • Francesco Mari (AVS)
  • Patrizia Marrocco (FI)
  • Calogero Pisano (NM)
  • Andrea Quartini (M5S)
  • Gaetana Russo (FdI)
  • Arturo Scotto (PD)
  • Aboubakar Soumahoro (Misto)
  • Riccardo Zucconi (FdI)

Di cosa si occuperà la commissione di inchiesta sulla Sicurezza sul Lavoro

La proposta individua i seguenti compiti della Commissione di inchiesta:

  • approfondire la conoscenza della dimensione del fenomeno degli infortuni sul lavoro, con particolare riguardo al numero di incidenti mortali, di malattie e di invalidità, verificando e quantificando l’esistenza di eventuali differenze tra le vittime con specifico riguardo al genere di appartenenza, al territorio di ubicazione del luogo di lavoro, all’età, al settore lavorativo, al tipo contrattuale e al tipo aziendale e/o societario;
  • individuare le principali cause degli infortuni sul lavoro, con particolare riguardo all’incidenza dei fenomeni di interposizione illecita, somministrazione irregolare di manodopera, di sfruttamento, della pratica del lavoro sommerso e irregolare e del controllo di imprese da parte di organizzazioni criminali;
  • accertare il livello di applicazione delle norme antinfortunistiche e l’efficacia della legislazione vigente;
  • verificare l’efficacia dei controlli svolti dagli organi ispettivi;
  • quantificare il costo degli infortuni sul lavoro e la relativa incidenza sulla finanza pubblica;
  • valutare gli eventuali casi di presenza di minori nei luoghi di lavoro, con particolare riguardo ai minori che provengono dall’estero, nonché le misure adottate per la protezione degli stessi nei casi di esposizione a rischi di infortunio;
  • individuare eventuali misure, di natura legislativa e amministrativa, finalizzate ad accrescere l’efficacia della prevenzione e ad attenuare gli effetti degli infortuni;
  • valutare la congruità delle provvidenze e degli interventi di assistenza previsti dalla normativa vigente in favore dei lavoratori e dei loro familiari in caso di incidente mortale, malattia e invalidità e infortunio sul lavoro;
  • analizzare i casi di sfruttamento o di minor tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nell’ambito della intermediazione di manodopera.
amianto

Amianto, come gestire le emergenze nei cantieri di bonifica

Un documento Inail dal titolo Bonifica da amianto: iter procedurali e figure professionali coinvolte. Istruzioni operative Inail per la tutela dei lavoratori e degli ambienti di vita presenta un’attenta descrizione delle problematiche e delle fasi di un cantiere di bonifica amianto, delle misure di prevenzione e protezione da adottare, delle attività di formazione e addestramento dei lavoratori del settore e delle modalità di gestione delle emergenze.

Vengono poi indicate le principali figure professionali coinvolte e i relativi ruoli, specificati gli elaborati tecnico-amministrativi da presentare alle competenti PP.AA. e le specifiche sui corretti iter procedurali da adottare.

La gestione delle emergenze nei cantieri di bonifica da amianto

Come si legge nel documento, le emergenze possono avere diverse cause. Possono dipendere “da errati comportamenti umani, da procedure non ‘adeguate’ o non ‘coordinate’, da avarie o guasti di macchine, apparecchiature od impianti, da eventi di natura tecnica (corto circuito, esplosione, etc.) oltre che da avvenimenti straordinari naturali quali terremoti, alluvioni, etc”.

Al verificarsi di una situazione di emergenza è poi importante che i lavoratori contattino immediatamente i propri responsabili. I lavoratori dovranno anche dovranno essere a conoscenza del piano dei soccorsi vigente in cantiere e del comportamento da tenere in caso di allarme o di incidente.

lavorazione legno

Industria manifatturiera, aumentano le denunce di infortunio (+17,1%)

Dopo il forte calo del 2020, nel 2021 le denunce di infortunio sul lavoro nell’industria manifatturiera sono aumentate del 17,1%.

Nello stesso periodo i decessi hanno fatto registrare una contrazione di 40 denunce, ma sul dato del 2020 hanno pesato molto di più le morti legate alle infezioni da Covid-19 di origine professionale. Le 208 vittime del 2021, infatti, sono in linea con il dato medio del triennio pre-pandemia.

A fare il punto della situazione è il nuovo numero del periodico Dati Inail, curato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto.

L’incremento dei casi ha interessato quasi tutte le attività

L’aumento delle denunce di infortunio rilevato nel 2021 nell’industria manifatturiera ha interessato tutte le attività a eccezione della fabbricazione di prodotti farmaceutici (-10,3%) e dell’industria del tabacco (-19,4%).

Le attività nelle quali si contano più infortuni e casi mortali sono la fabbricazione di prodotti in metallo (22% delle denunce e 23% dei decessi di tutto il manifatturiero) e la fabbricazione dei macchinari (13% per entrambi).

Gli infortunati sono prevalentemente uomini (85%), con differenze significative, però, tra i vari comparti: nell’abbigliamento sono meno di un terzo, nella farmaceutica circa il 60%, mentre sono la quasi totalità – più di nove casi su 10 – nella metallurgia e, in generale, nelle industrie che lavorano minerali e metalli.   

Malattie professionali nell’industria manifatturiera

Per quanto riguarda le malattie professionali, le più frequenti nell’industria manifatturiera sono quelle a carico del tessuto muscolare e del tessuto connettivo, che colpiscono in prevalenza i maschi: considerando le sole patologie definite positivamente, nel 2021 sono state 2.402 su un totale di 3.958 casi.

Seguono, con 754 casi in totale, le malattie del sistema nervoso, che vedono maggiormente interessate le donne (393 denunce).

Nel quinquennio 2017-2021 l’andamento delle denunce è stato in crescita fino al 2020, quando il forte shock dovuto alla pandemia si è tradotto in un calo del 26,4% rispetto al 2019, da 10.891 a 8.018 casi. Nel 2021, invece, con la ripresa delle attività, le patologie lavoro-correlate denunciate sono state 10.083, in crescita del 25,8% rispetto all’anno precedente.

Quasi un terzo delle malattie nella fabbricazione prodotti di metallo e nelle industrie alimentari

Nello stesso quinquennio risulta evidente come la fabbricazione di prodotti in metallo e le industrie alimentari, raccolgano oltre il 30% delle denunce, registrando rispettivamente il 15,9% e il 14,3% del totale. Insieme alla fabbricazione di macchinari e apparecchiature (8,2%), alla fabbricazione di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (7,2%) e alla fabbricazione di altri mezzi di trasporto (6,6%) si supera il 50% del complesso delle tecnopatie denunciate all’Inail nel periodo preso in considerazione.

Il rischio cancerogeno nella lavorazione del legno

Dopo l’analisi dell’andamento infortunistico e tecnopatico, il nuovo numero di Dati Inail dedica anche un approfondimento al rischio connesso alla dispersione nell’aria delle polveri di legno duro, classificate dalla Iarc (International Agency for Research on Cancer) come cancerogeni certi per l’uomo.

Gli oneri legati alle misurazioni da effettuare nell’ambito di monitoraggi ambientali sono particolarmente elevati per le aziende artigiane e per le micro, piccole e medie imprese che si dedicano alle attività di prima e seconda lavorazione del legno. Di qui l’impegno dell’Istituto in approfondimenti igienistico-industriali e monitoraggi ambientali per individuare soluzioni e misure di prevenzione e protezione atte a mitigare i livelli di rischio, dando la precedenza alle aziende artigiane e alle imprese di dimensioni più piccole.

medicinali pericolosi

Gestione dei medicinali pericolosi ai sensi del CLP

La gestione dei medicinali pericolosi è un tema di grande importanza per la sicurezza e la salute pubblica. L’Unione Europea ha svolto un ruolo di primo piano nella definizione di linee guida e regolamenti che garantiscono una corretta gestione di tali sostanze.

In particolare, la Guida europea sulla gestione dei medicinali pericolosi ai sensi del CLP (Classification, Labeling, and Packaging) rappresenta un significativo passo avanti nella protezione dei cittadini europei e nella salvaguardia dell’ambiente.

Tali medicinali possono avere effetti cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione (CMR) nei lavoratori esposti. Pertanto, è fondamentale disporre di adeguate pratiche di gestione. 

Guida europea sulla gestione dei medicinali pericolosi ai sensi del CLP

La commissione europea ha pubblicato la guida per la gestione sicura dei medicinali pericolosi sul lavoro con l’intento di fornire degli esempi pratici per ridurre l’esposizione dei lavoratori ai medicinali pericolosi in tutte le fasi del ciclo di vita: produzione, trasporto e stoccaggio, preparazione, somministrazione a pazienti umani e animali e gestione dei rifiuti.

Nelle prime sezioni viene infatti trattata la gestione degli incidenti che si possono verificare durante il ciclo di vita mentre successivamente vengono trattati in maniera specifica ogni singolo step del ciclo di vita.

Quali sono i medicinali pericolosi oggetto della trattazione

Le sostanze oggetto della trattazione del documento riguardano i prodotti medicinali che, ai sensi del Regolamento (CE) 1272/2008 (CLP), presentano la seguente classificazione:

  • cancerogeni di categoria 1A o 1B;
  • mutageni di categoria 1A o 1B;
  • tossici per la riproduzione 1A o 1B.

pvc

PVC, vietato utilizzo se la concentrazione di piombo è uguale o superiore allo 0,1% in peso

Divieto di “immettere sul mercato o usare in articoli fabbricati a partire da polimeri o copolimeri di cloruro di vinile (PVC) se la concentrazione di piombo è uguale o superiore allo 0,1 % in peso del materiale in PVC.

Lo prevede una modifica, da parte della Commissione europea, all’allegato XVII del regolamento (CE) n. 1907/2006 (REACH) alla voce 63 in merito alla presenza del piombo in miscele e in articoli in PVC. Il presente regolamento è entrato in vigore il 29 maggio 2023 con la pubblicazione in Gu del regolamento (UE) 2023/923.

Piombo e PVC, cosa prevede il Regolamento UE (2023/923)

Il Regolamento prevede restrizioni, in particolare sarà vietato:

  • immettere sul mercato o usare articoli fabbricati a partire da polimeri o copolimeri di cloruro di vinile (PVC) se la concentrazione di piombo è uguale o superiore allo 0,1 % in peso del materiale in PVC, si applica con effetto dal 29 novembre 2024.

Le restrizioni prevedono alcune deroghe alla loro applicabilità, quanto sopra non si applica:

  • agli articoli in pvc contenenti pvc flessibile recuperato, fino al 28 maggio 2025;
  • agli articoli in PVC contenenti PVC rigido recuperato fino al 28 maggio 2033 se la concentrazione di piombo è inferiore all’1,5 % in peso del PVC rigido recuperato.

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