Fotografia Capobianco-Calderone - XIII Assemblea Nazionale di Conflavoro

Calderone: “Prevenzione e rieducazione alla Sicurezza sul Lavoro sin dalla scuola”

Sicurezza sul Lavoro su cui si deve investire prima degli infortuni, non dopo”, lo dichiara il presidente nazionale di Conflavoro PMI, Roberto Capobianco, durante la XIII Assemblea nazionale dei presidenti dell’associazione tenutasi a Palazzo delle Esposizioni a Roma

In occasione dell’evento sono intervenuti anche il ministro del Lavoro, e delle Politiche Sociali, Marina Calderone; Adolfo Urso, ministro per le Imprese e il Made in Italy; il sottosegretario agli Esteri, Maria Tripodi. A seguito gli interventi video del ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini e del ministro per gli Affari europei, il sud, le politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto.

Durante l’assemblea si sono svolti anche due Tavoli in materia di Economia e Lavoro, cui hanno partecipato i sen. Maurizio Gasparri, Daniele Manca, Antonio Misiani e gli on. Walter Rizzetto, Tiziana Nisini, Valentina Barzotti, Riccardo Zucconi e Mauro Del Barba. Presenti in platea, tra gli altri, anche Angelo Raffaele Margiotta segretario generale Confsal e Bruno Mariani segretario generale Fesica.

L’intervento del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone

L’impresa ha bisogno di Sicurezza”, ribadisce il ministro Calderone durante il suo intervento: “La sicurezza è un tema culturale che va affrontato già dalle scuole”, dice.

Numeri ancora troppo alti quelli degli infortuni che ci ricordano l’importanza della “prevenzione e della rieducazione con l’obiettivo comune di zero morti sul lavoro”.  

Sicurezza sul Lavoro nelle scuole, l’intervento dell’onorevole Walter Rizzetto

Introdurre l’insegnamento della Sicurezza sul Lavoro e del Diritto del Lavoro già nelle scuole superiori. È la proposta depositata dall’onorevole Walter Rizzetto, presidente dell’XI Commissione Lavoro.

Proposta presentata anche da Unasf Conflavoro PMI al sottosegretario al lavoro, il sen. Claudio Durigon, durante l’ultimo Italian Summit HSE.

“I nostri ragazzi sono molto bravi con la tecnologia, sono preparati sulle lingue e devono esserlo anche sulla propria Sicurezza – ha dichiarato l’onorevole Rizzetto durante la XIII Assemblea nazionale dei presidenti di Conflavoro PMI -. La formazione crea cultura e la cultura crea Sicurezza”. 

covid-19

Covid-19, dall’inizio della pandemia più di 320mila contagi sul lavoro

Online il 32esimo report nazionale sulle infezioni da Covid-19 di origine professionale elaborato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail, con cui si conclude la pubblicazione periodica dei monitoraggi del fenomeno infortunistico legato al virus, iniziata tre anni fa.

I contagi sul lavoro segnalati all’Istituto dall’inizio della pandemia alla data dello scorso 30 aprile sono 320.724, pari a circa un sesto del totale delle denunce di infortunio pervenute dal gennaio 2020.

Rispetto alle 315.055 infezioni rilevate al 31 dicembre 2022, i casi in più sono 5.669 (+1,8%), di cui 2.829 riferiti al primo quadrimestre di quest’anno e i restanti 2.840 agli anni e ai mesi precedenti.

Dal nuovo report emerge anche che nei primi quattro mesi del 2023 l’incidenza media delle denunce da Covid-19 sul totale degli infortuni denunciati è stata di una ogni 65 infortuni, molto più contenuta rispetto al 2020 (una denuncia su quattro), al 2021 (una su 12) e al 2022 (una su sei).

Più colpite le donne ma a morire sono soprattutto gli uomini

L’età media dei contagiati sul lavoro dall’inizio dell’epidemia è di 46 anni per entrambi i sessi, con la quota maggiore dei casi concentrata nella classe tra i 50 e i 64 anni (42,2%), seguita dalle fasce 35-49 anni (35,9%), under 35 anni (19,8%) e over 64 anni (2,1%).

La componente femminile, in particolare, supera quella maschile in tutte le regioni a eccezione della Campania, dove l’incidenza femminile è pari al 49,6%. A morire, però, sono soprattutto gli uomini (82,7%).

I casi mortali dovuti a Covid-19 sono 901 con un’età media di 58 anni

Le denunce di contagi sul lavoro da Covid-19 con esito mortale pervenute all’Inail dall’inizio della pandemia sono 901, pari a circa un sesto del totale dei decessi segnalati all’Istituto dal gennaio 2020 e concentrate quasi esclusivamente nel 2020 (592) e nel 2021 (296).

Il numero dei casi mortali si è infatti notevolmente ridotto nel 2022, con 12 decessi denunciati, mentre nel primo quadrimestre di quest’anno è stato registrato un solo caso mortale. L’età media dei deceduti è 58 anni (57 per le donne, 59 per gli uomini) e la fascia di età con più casi quella tra i 50 e i 64 anni (71,4%), seguita dagli over 64 anni (18,4%), dalla classe 35-49 anni (9,6%) e dagli under 35 anni (0,6%).

Un decesso su cinque nella sanità e assistenza sociale

Il 63,4% delle denunce da Covid-19 riguarda il settore della sanità e assistenza sociale, al primo posto anche per numero di casi mortali (21,0% dei decessi codificati). Seguono l’amministrazione pubblica, con il 9,0% dei contagi denunciati, il trasporto e magazzinaggio con l’8,0%, il noleggio e servizi di supporto, con il 3,9%, il commercio all’ingrosso e al dettaglio con il 2,6%, le attività dei servizi di alloggio e ristorazione con il 2,2% e il settore manifatturiero con il 2,0%.

L’assenza media supera le tre settimane

Il nuovo report della Csa riporta anche il dato aggiornato delle infezioni di origine professionale riconosciute e indennizzate dall’Inail dall’inizio della pandemia. Al 30 aprile 2023 il 79% di tutte le denunce è stato riconosciuto positivamente, generando nel 94% dei casi un indennizzo. Per i casi mortali, invece, la percentuale di riconoscimento si attesta provvisoriamente al 63%. Tra gli indennizzi prevalgono in assoluto le inabilità temporanee (99%), con le menomazioni permanenti limitate allo 0,8% e le rendite a superstiti per i decessi allo 0,2%.

L’inabilità temporanea riconosciuta per ogni tipo di indennizzo ha raggiunto complessivamente 4,5 milioni di giornate, con un numero medio di giorni di assenza dal lavoro, compresi i tre di franchigia, pari a 23.

incendi in autorimesse

Prevenzione incendi in autorimesse, un documento Inail

È disponible sul portale dell’Inail la pubblicazione dedicata alla prevenzione incendi in autorimesse redatta in collaborazione con il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e il Consiglio nazionale degli ingegneri nell’ambito dei progetti previsti nel Piano delle attività di ricerca per il triennio 2022/2024, disponibile online sul portale dell’Istituto.

L’obiettivo è quello di favorire l’apprendimento dei metodi e degli strumenti previsti dal Codice di prevenzione incendi, illustrandone utilità, vantaggi e applicazioni pratiche mediante l’analisi di un caso studio, offrendo così a progettisti e tecnici anche strumenti operativi per affrontare problematiche reali e inquadrarle nel contesto del protocollo indicato dal Codice.

Nella progettazione dell’autorimessa confronto tra vecchie e nuove regole  

Il caso studio esaminato nella guida riguarda un’autorimessa condominiale esistente, di tipo interrato, costituita da 2 piani e ricompresa nell’ambito di un edificio per civili abitazioni, realizzata con una struttura in calcestruzzo armato e con solai di materiali misti.

La progettazione viene eseguita mettendo a confronto i risultati conseguiti sia attraverso la normativa pre Codice sia secondo la nuova regola tecnica verticale (RTV) V.6, che integra le indicazioni fornite dal Codice.

Dal codice soluzioni progettuali aggiornate tecnologicamente

Anche questa pubblicazione sulla prevenzione incendi in autorimesse si inserisce nella collana di focus tematici che illustrano le caratteristiche principali e le modalità applicative del Codice di prevenzione incendi. Entrato in vigore nel 2015, il Codice si presenta come un testo normativo organico, in linea con il progresso tecnologico e gli standard internazionali di protezione e prevenzione.

Obiettivo del Codice è quello di offrire aggiornamenti a tecnici e progettisti, privilegiando l’approccio prestazionale e proponendo un insieme di soluzioni progettuali sia conformi che alternative.

Prevenzione incendi in autorimesse, le nuove regole tecniche

Come spiegato nell’introduzione, dopo l’emanazione del Codice il Corpo dei Vigili del Fuoco ha iniziato a implementare la sezione V delle regole tecniche verticali, ampliandole dalle tre originarie riguardanti le aree a rischio specifico (V.1), le aree a rischio per atmosfere esplosive (V.2) e i vani degli ascensori (V.3).

La finalità è quella di sostituire, a lungo termine e gradualmente, il corpus normativo attuale passando dall’approccio prescrittivo tradizionale a quello basato sulla metodologia prestazionale del Codice.

Successivamente, con il dm 12 aprile 2019, è venuto meno il cosiddetto ‘doppio binario’ e per le attività soggette e non normate non è più possibile scegliere il principio progettuale da utilizzare tra quelli offerti dal Codice e i preesistenti criteri tecnici, divenendo obbligatorio l’utilizzo del Codice.

Fra queste attività rientrano anche le autorimesse, che quindi ora possono essere progettate esclusivamente con la RTV V.6.

settore corilicolo

Sicurezza nel settore corilicolo, l’indagine Inail

Il settore corilicolo riveste un interesse crescente nel panorama agricolo nazionale, con un volume annuo di circa 110 mila tonnellate che rende l’Italia seconda solo alla Turchia nella produzione delle nocciole.

Del tema si occupa la pubblicazione curata dalla Direzione regionale Campania dell’Inail, che nasce con l’intento di illustrare sia i possibili rischi connessi alla corilicoltura sia le principali misure di prevenzione e protezione da adottare per rendere più sicure le distinte fasi di lavorazione.

La provincia di Avellino al centro dell’indagine di approfondimento

Il progetto promosso da Inail Campania è stato condotto con il coinvolgimento di un gruppo di imprese avellinesi rappresentative del settore, con diverse dimensioni e caratteristiche.

Nella provincia irpina le nocciole sono coltivate prevalentemente in terreni collinari, che, a causa delle forti pendenze, rendono difficile l’impiego di attrezzature, esponendo gli addetti al rischio di infortuni.

Soprattutto nella fase di raccolta dei frutti, gli operatori si trovano ad assumere posture incongrue e a sollevare e spostare manualmente carichi considerevoli, con conseguenze per il sistema muscoloscheletrico. Lo studio segnala inoltre come il ricorso a prodotti chimici quali antiparassitari e concimi possa produrre effetti significativi sulla salute dei lavoratori.

Tecniche di coltivazione e rischi per i lavoratori del settore corilicolo

Grazie ai dati raccolti, la ricerca offre una panoramica dettagliata delle diverse attività necessarie per la gestione e la cura di un noccioleto, che vanno dal controllo dei polloni alla potatura, alla lavorazione del terreno alla ripuntatura, all’andanatura.

Vengono poi indicati i criteri per una gestione corretta del suolo, con i trattamenti antiparassitari e i diserbanti da utilizzare, e i principi da seguire per l’irrigazione, la raccolta, l’essicazione e il conferimento conclusivo per la distribuzione.

Per ognuna di queste attività, lo studio riporta una scheda informativa contenente gli elementi di rischio e i relativi fattori di influenza, i danni fisici attesi e le misure di prevenzione e protezione da adottare per chi lavora nel settore corilicolo.

applicativo inail

Nuovo applicativo Inail per ridurre i livelli di rischio

Rendere fruibili prodotti e strumenti tecnici per la riduzione dei livelli di rischio, individuando soluzioni specialistiche finalizzate alla tutela della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro attraverso uno specifico applicativo informatico. È quello che permette a imprese e datori di lavoro il nuovo ambiente di consultazione interattivo proposto dall’Inail con la pubblicazione della circolare n.18 del 19 maggio 2023.

Alla base dell’applicativo Inail ricerche scientifiche e criteri metodologici

Predisposto in attuazione dell’art. 28 del dlgs 81/2008 in tema di valutazione dei rischi, il nuovo applicativo Inailè basato su un impianto tecnologico mutuato da esperienze di ricerca nazionali ed internazionali. Prevede la definizione di standard metodologici nella validazione degli strumenti per la riduzione dei livelli di rischio.

In questo modo sarà possibile aggiornare l’archivio interattivo con ulteriori procedure di valutazione, sulla base dell’evoluzione tecnico-scientifica delle attività di ricerca e di prevenzione in materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro. 

Indicazioni e norme di utilizzo

L’accesso all’applicativo è disponibile sul portale Inail a partire dal 22 maggio attraverso il percorso ‘Attività>Prevenzione e sicurezza>Strumenti‘ per la valutazione del rischio.

Per agevolare la ricerca, l’utente ha a disposizione una serie di filtri con cui effettuare la selezione dei prodotti presenti in banca dati, come il tipo di attività economica e lavorativa da opzionare anche mediante il codice Ateco. Oppure può individuare tipologie specifiche di rischi, selezionando ad esempio da quelli ergonomici a quelli da agenti fisici.

Da ultimo, può indicare anche il tipo di strumento da utilizzare, scegliendolo tra applicativi, banche dati, buone pratiche, linee di indirizzo e linee guida, schede informative, procedure, software.

Assistenza agli utenti online e tramite contact center

Per ogni altra informazione e richiesta di assistenza, nell’area Supporto e Contatti del sito dell’Istituto è disponibile il servizio Inail risponde. È possibile rivolgersi anche al Contact center al numero 066001, accessibile sia da rete fissa sia da rete mobile.

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