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Attrezzature per forni chimici-petrolchimici: norma UNI

In vigore dal 26 luglio la UNI 11723:2018 “Attrezzature e insiemi a pressione: progettazione e costruzione di forni chimici, petrolchimici e di raffinazione”.

Si applica ai forni chimici, petrolchimici e di raffinazione con una pressione massima ammissibile superiore a 0,5 bar, rientranti nel campo di applicazione della direttiva 2014/68/UE (PED).

La norma fornisce indicazioni e linee guida per la progettazione e la costruzione di tali attrezzature al fine di ridurre al minimo i rischi derivanti dalla pressione e dalla temperatura, come prescritto dalla direttiva sopra citata. Include inoltre raccomandazioni per la supervisione e sorveglianza durante l’esercizio.

Per avere maggiori informazione e scaricare la norma in versione integrale clicca qui.

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Compiti del datore di lavoro – prevenzione incendi e primo soccorso

Quali sono gli obblighi del datore di lavoro per il primo soccorso e prevenzione incendi evacuazione?

Le indicazioni operative illustrate nella normativa affrontano lo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti citati, in considerazione di quanto disposto dall’art. 20, comma 1, lettera g) del D.lgs. n. 151/2015 che ha eliminato il comma 1-bis dell’articolo 34 del D.Lgs. 81/2008 precedentemente introdotto dal D.lgs. n. 106/2009 sul limite di imprese con cinque lavoratori.

L’ultima circola INL inoltre ha affermato che, escludendo le aziende con rischio indicato dall’art. 31, comma.6, il fatto che il datore di lavoro svolga direttamente i compiti di primo soccorso prevenzione incendi  ed evacuazione, non comporta che li svolgerà “da solo né che sia esonerato dal rispettare gli specifici obblighi previsti […] dall’articolo 18 del medesimo decreto legislativo”. 

Gli obblighi definiti sono:

  • la designazione in base a rischi e dimensione dell’azienda (art. 43 comma 2) dei lavoratori incaricati delle varie misure per la gestione dell’emergenza (articolo 18 comma 1,b); 
  • adozione delle stesse misure di prevenzione e gestione emergenza “adeguate alla natura dell’attività, alle dimensioni dell’azienda o dell’unità produttiva e al numero delle persone presenti. (articolo 18, comma 1, lettera t)”.

Il datore di lavoro anche nel caso in cui svolga direttamente le funzioni di prevenzione incendi evacuazione e primo soccorso (ovviamente con l’adeguata formazione), non potrà quindi operare in totale autonomia e dovrà dotare la propria impresa sia delle figure che delle misure citate.

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Vademecum del Ministero contro furti e rapine agli autotrasportatori

Nel periodo estivo aumentano i furti e le rapine, e numerosi sono i camion carichi di merci che nonostante le alte temperature continuano a viaggiare e a cadere spesso vittime di assalti da parte di malviventi.

Riproponiamo un Vademecum ideato dal Ministero dell’Interno che raccoglie regole  di buon senso e suggerimenti per evitare di subire rapine e appropriazioni indebite durante i viaggi. Il documento, creato con la preziosa collaborazione dell’osservatorio nazionale sui furti e le rapine in danno di autotrasportatori, si articola in dodici articoli che riguardano: la riservatezza in merito a itinerari e partenze, soste in aree con i servizi utili individuate da Geososta, evitare i recenti doganali, non lasciare incustodito il mezzo e se necessario chiuso e in zone assolutamente sicure, viaggi in convoglio, telecamere posteriori, sistemi di protezione del carico, anti-jammer, utenze telefoniche per le emergenze.

 Consulta il Vademecum cliccando qui

Immagine DPO

Privacy, cercasi Dpo disperatamente: il lavoro che tutte le aziende offrono

Con oltre 45mila offerte di lavoro a soli due mesi dall’entrata in vigore, il Dpo certificato è diventato la figura professionale maggiormente richiesta dal mercato e lo sarà sempre di più nei prossimi mesi e anni, visto che è abilitato a prestare i propri servizi in tutti i settori. Dpo è l’acronimo di Data protection officer, in italiano Responsabile della protezione dei dati personali. E’ il soggetto più rilevante tra quelli introdotti dal General Data Protection Regulation, il nuovo quadro normativo europeo di riferimento in materia di privacy.

L’importanza del Dpo certificato è tale che la richiesta delle imprese – dai grandi gruppi alle Pmi alle imprese familiari – dei professionisti e del settore pubblico è urgente e superiore alla disponibilità di questi soggetti.

Significa che, per molti, questa è chiaramente l’occasione giusta per intraprendere una nuova carriera lavorativa o implementare conoscenze che, ormai, è obbligatorio aggiornare. Ma, attenzione, per diventare Data protection officer è necessaria una formazione professionale certificata.

***Per saperne di più e diventare Dpo certificato, devi soltanto cliccare qui!

 L’importanza di essere un Dpo

Il Dpo costituisce il punto di contatto con il garante della privacy per le questioni connesse al trattamento dei dati personali. Assolve, pertanto, a funzioni di supporto e consultive, di controllo e informative circa l’applicazione del Gdpr.

Il Dpo è obbligatorio in presenza di determinate ipotesi. Vediamo quali.

– Il trattamento è effettuato da un’autorità pubblica.

– Le attività principali del titolare del trattamento o del responsabile consistono in trattamenti che per loro natura, ambito di applicazione e/o finalità, richiedono il monitoraggio regolare e sistematico degli interessati su larga scala.

– Le attività principali del titolare del trattamento o del responsabile consistono nel trattamento, su larga scala, di categorie particolari di dati personali o di dati relativi a condanne penali e a reati.

Attenzione: al di fuori di questi casi, il titolare o il responsabile del trattamento possono comunque designare un responsabile della protezione dei dati, anzi è altamente consigliato.

I compiti del Dpo

Il nuovo regolamento europeo sulla privacy prevede che il Dpo sia responsabile di numerosi compiti. Scopriamo insieme i principali?

– Informare e fornire consulenza al titolare del trattamento o al responsabile del trattamento. Ma anche ai dipendenti che eseguono il trattamento in merito agli obblighi derivanti dal Gdpr, nonché da altre disposizioni UE o degli Stati membri relative alla protezione dei dati.

– Sorvegliare l’osservanza del Gdpr, di altre disposizioni europee o degli Stati membri relative alla protezione dei dati. Il riferimento è anche alle politiche del titolare del trattamento o del responsabile del trattamento in materia di protezione dei dati personali. In tutto ciò sono compresi l’attribuzione delle responsabilità, la sensibilizzazione e la formazione del personale che partecipa ai trattamenti e alle connesse attività di controllo.

– Fornire pareri circa la valutazione d’impatto sulla protezione dei dati e sorvegliarne lo svolgimento.

– Cooperare con autorità di controllo per questioni connesse al trattamento, tra cui la consultazione preventiva  o relativa a qualunque altra questione.

Un Dpo certificato in azienda? Raccomandato sempre!

Fermo restando i casi in cui la designazione del Dpo è obbligatoria, il Gdpr ne permette comunque la designazione discrezionale nelle ipotesi in cui non sia prevista esplicitamente la sua figura. E’ lo stesso garante della privacy a raccomandare la presenza del Dpo nell’impresa a prescindere dalle dimensioni della stessa.

Adesso hai capito perché questa figura professionale tanto più se certificata è molto richiesta dal mercato? Esatto, proprio perché la designazione del Dpo è sempre conveniente per le aziende, a prescindere dal coefficiente di pericolosità del trattamento e della relativa protezione.

Se vuoi te lo spieghiamo ancora meglio qui, vieni a scoprire cosa abbiamo pensato per te!

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Pubblicata la banca dati Eu-Osha

Pubblica da Eu-Osha una banca dati che raccoglie tool e guide riguardanti i rischi sul lavoro in presenza di sostanze pericolose. Si tratta di un nuovo passaggio dell’attività di sensibilizzazione e informazione prevista dalla campagna Ambiente di lavoro sani e sicuri 2018-2019 lanciata ufficialmente lo scorso aprile.

Attraverso questa banca dati sarà possibile consultare strumenti pubblicati negli anni da istituzioni, enti, associazioni di categoria, aziende sulla gestione delle sostanze pericolose.In totale sono state raccolte 702 risorse in 70 pagine.

Rischi specifici, peculiarità dei differenti settori lavorativi, delle varie figure presenti negli ambienti di lavoro. Formazione, sostituzione, valutazione del rischio. 

Gli strumenti raccolti da Eu-Osha provengono da ogni Paese europeo coinvolto e possono essere consultati ordinando diversi filtri: Paese, lingua, settore, attività lavorative, effetti sulla salute, gruppi di lavoratori; gruppi destinatari, tipologia di strumento; ambiti prioritari.

Scopri tutti i video, manuali, guide, ricerche sul tema Salute e sicurezza negli ambienti di lavoro in presenza di sostanze pericolose cliccando qui.

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