L’elaborato tecnico della copertura, noto come ETC, è uno strumento previsto dal DLgs 81/2008, in particolare dall’articolo 91, comma 1, lettera b), nell’ambito del fascicolo dell’opera. La sua funzione è quella di garantire la sicurezza degli operatori che lavorano in quota, fornendo indicazioni chiare e dettagliate già in fase di progettazione e successivamente durante la realizzazione e manutenzione delle opere. L’obbligo di redazione ricade sul coordinatore per la progettazione, o sul progettista in sua assenza, mentre in fase esecutiva l’aggiornamento compete al coordinatore per l’esecuzione o al direttore dei lavori. L’ETC diventa indispensabile in tutti i casi di lavori che comportino un rischio di caduta superiore ai due metri, sia su edifici pubblici che privati, come nel caso di interventi di ristrutturazione, manutenzione o nuova costruzione.
Contenuti tecnici obbligatori dell’ETC
L’ETC deve essere redatto in modo completo e comprensivo di una serie di elaborati tecnici, grafici e documentali. In primo luogo, occorrono planimetrie e disegni in scala adeguata che indichino i percorsi di accesso e uscita, i sistemi di ancoraggio, le aree non calpestabili, le zone di arresto o di trattenuta caduta, nonché lo spazio libero necessario per evitare l’impatto in caso di caduta.
A queste tavole grafiche va affiancata una relazione tecnica illustrativa che descriva le soluzioni progettuali adottate, accompagnata da una relazione di calcolo redatta da un tecnico abilitato, in cui vengono verificate le caratteristiche statiche e dinamiche dei dispositivi di ancoraggio.
Un altro elemento indispensabile è la certificazione dei dispositivi installati, che deve provenire dal fabbricante, a cui si aggiunge la dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore. Quest’ultima deve attestare la corretta installazione secondo le istruzioni e le prescrizioni del produttore, eventualmente supportata da documentazione fotografica laddove il fissaggio non sia più ispezionabile. Infine, l’elaborato deve contenere il manuale d’uso e il programma di manutenzione, che resteranno a disposizione del proprietario o del responsabile della gestione dell’immobile. A livello tecnico, un riferimento importante è rappresentato dalla norma UNI 11560, che disciplina in modo dettagliato la progettazione, l’installazione e la verifica dei sistemi di ancoraggio permanenti sulle coperture.
Implicazioni pratiche per imprese, professionisti e lavoratori
La presenza di un ETC completo e conforme è un requisito essenziale non solo ai fini della sicurezza, ma anche dal punto di vista amministrativo. In assenza di questo documento, il titolo abilitativo (permesso di costruire o SCIA) può non essere ritenuto valido, con conseguenti ricadute sia per il committente che per l’impresa esecutrice.
Per i professionisti, l’elaborato rappresenta uno strumento operativo che consente di integrare il piano di sicurezza e coordinamento (PSC) e i piani operativi di sicurezza (POS), fornendo indicazioni precise per la gestione delle attività in quota.
Per le imprese, avere un ETC ben strutturato significa poter organizzare i lavori con maggiore efficienza, riducendo i rischi di infortuni e garantendo la conformità normativa.
Per i lavoratori, l’ETC costituisce un punto di riferimento chiaro per operare in sicurezza, riducendo l’improvvisazione e i margini di errore. Una volta conclusi i lavori, il documento deve essere consegnato al proprietario o al gestore dell’immobile, che ne avrà la responsabilità per la manutenzione e dovrà assicurarsi che venga aggiornato e utilizzato come guida nei successivi interventi.
In questo senso, l’ETC non è un adempimento formale, ma uno strumento vivo e dinamico che accompagna l’intero ciclo di vita dell’edificio, rappresentando un investimento concreto in termini di prevenzione e tutela della salute e sicurezza sul lavoro.


