Come deve avvenire la gestione operativa di gas e liquidi infiammabili

Come deve avvenire la gestione operativa di gas e liquidi infiammabili

L’impiego di gas compressi, GPL e liquidi infiammabili nei cantieri edili rappresenta una fonte di rischio significativa per l’innesco di incendi o esplosioni, in particolare negli ambienti chiusi dove la ventilazione è scarsa o assente. Queste sostanze, in presenza di aria, possono formare miscele potenzialmente esplosive all’interno del loro campo di infiammabilità.

Per tale motivo è fondamentale adottare misure tecniche e organizzative mirate, che comprendano l’uso di prodotti con caratteristiche di infiammabilità meno critiche e l’eliminazione di fonti di innesco come scintille, fiamme libere o superfici surriscaldate.

In particolare, nei locali chiusi, è obbligatoria la ventilazione naturale (con aperture alte e basse) o forzata, attivata da sensori che rilevino la presenza di vapori infiammabili, per evitare che si raggiungano concentrazioni pericolose. Queste misure, se integrate correttamente nella progettazione del cantiere e nelle procedure operative, riducono notevolmente il rischio di incidenti.

Lo stoccaggio delle bombole e dei contenitori di liquidi infiammabili

Le aree destinate allo stoccaggio di bombole o contenitori di liquidi infiammabili devono essere localizzate all’esterno degli ambienti di lavoro, in spazi recintati, aerati, separati da fonti di calore e protetti da eventuali urti o cadute. Se posizionate all’interno, le aree devono essere realizzate in compartimenti dedicati, con pareti resistenti al fuoco, pavimentazione impermeabile e sistemi di raccolta per eventuali perdite. I materiali devono essere disposti ordinatamente, evitando l’accumulo di sostanze combustibili o infiammabili in prossimità delle scorte.

Le bombole, in particolare, devono essere stoccate in posizione verticale, ancorate in modo stabile e tenute al riparo da irraggiamento solare diretto, pioggia o calore. Nelle aree di stoccaggio devono essere presenti cartelli di divieto (es. “vietato fumare”, “materiali infiammabili”), estintori adeguati al tipo di rischio (come quelli a polvere o CO₂), dispositivi di protezione individuale per gli operatori e istruzioni operative chiaramente visibili. L’uso di armadi ignifughi certificati è consigliato quando si tratta di quantità limitate, soprattutto in ambienti interni.

La gestione operativa dei liquidi

Il travaso dei liquidi e l’uso delle bombole devono avvenire in spazi ben ventilati, lontano da possibili fonti di innesco, utilizzando solo attrezzature idonee e in buono stato. Ogni attività deve essere eseguita da personale formato e informato sui rischi specifici. In caso di utilizzo dell’acetilene, gas particolarmente instabile, è indispensabile limitarne la presenza all’essenziale, garantendo condizioni di sicurezza ulteriori, come dispositivi anti-ritorno di fiamma e operatori esperti.

È importante che il datore di lavoro garantisca un controllo costante delle condizioni ambientali, installando sistemi di rilevamento di vapori o gas potenzialmente pericolosi e predisponendo un piano d’emergenza ben strutturato, comprensivo di evacuazione e gestione degli incidenti. Le buone pratiche includono inoltre la rotazione delle scorte, la verifica delle scadenze dei materiali, la sorveglianza dello stato di conservazione delle bombole e il divieto assoluto di riparazioni improvvisate sugli impianti. L’efficacia delle misure adottate deve essere oggetto di verifica periodica e aggiornamento continuo, soprattutto in presenza di modifiche operative o nuove valutazioni del rischio.

Come possiamo aiutarti?