Grafene e sicurezza sul lavoro: i rischi dell'esposizione

Grafene e sicurezza sul lavoro: i rischi dell’esposizione

Il grafene è un materiale innovativo sempre più utilizzato nei processi industriali, ma la sua diffusione solleva nuove questioni relative alla salute e alla sicurezza dei lavoratori. Una scheda informativa pubblicata dall’INAIL il 1° ottobre 2026 approfondisce i possibili rischi derivanti dall’esposizione professionale ai nanomateriali a base di grafene, illustrandone le caratteristiche, le principali vie di esposizione e le misure di prevenzione. Il grafene è costituito da un singolo strato di atomi di carbonio e presenta proprietà particolarmente interessanti, tra cui elevata resistenza meccanica, leggerezza e conducibilità elettrica e termica. 

Queste caratteristiche ne favoriscono l’impiego in numerosi settori, dall’elettronica all’industria automobilistica, fino alla produzione di batterie, rivestimenti e materiali compositi. Tuttavia, le dimensioni estremamente ridotte delle particelle possono comportare rischi per la salute, soprattutto quando vengono disperse nell’aria e inalate durante le attività lavorative. La gestione di tali esposizioni rientra negli obblighi generali di valutazione dei rischi previsti dagli articoli 17 e 28 del Dlgs 81/2008 e, quando applicabile, nella disciplina relativa agli agenti chimici contenuta nel Titolo IX, Capo I.

Grafene: le vie di esposizione e i possibili effetti sulla salute

Il principale elemento di attenzione riguarda la possibilità che le particelle di grafene e dei materiali derivati vengano rilasciate nell’ambiente di lavoro durante le operazioni di produzione, manipolazione e lavorazione. L’esposizione può verificarsi soprattutto attraverso l‘inalazione di particelle aerodisperse, ma anche mediante il contatto con la pelle e, accidentalmente, attraverso l’ingestione. Le situazioni maggiormente critiche possono comprendere la movimentazione delle polveri, la miscelazione dei materiali, le lavorazioni meccaniche e le operazioni di pulizia e manutenzione degli impianti. Una volta inalate, alcune particelle possono raggiungere le regioni profonde dell’apparato respiratorio, dove potrebbero provocare reazioni biologiche indesiderate. 

Gli studi disponibili evidenziano possibili effetti infiammatori, stress ossidativo e alterazioni cellulari, ma le conoscenze scientifiche sugli effetti a lungo termine nell’uomo sono ancora limitate. La pericolosità dipende inoltre da diversi fattori, tra cui dimensioni, forma, composizione chimica, caratteristiche superficiali e concentrazione delle particelle. Non tutti i materiali a base di grafene presentano quindi necessariamente lo stesso livello di rischio. La scheda informativa richiama l’importanza di approfondire le condizioni di esposizione professionale, considerando che l’evoluzione delle nanotecnologie richiede un continuo aggiornamento delle conoscenze scientifiche e delle strategie di prevenzione.

Le misure di prevenzione per le imprese che utilizzano nanomateriali

La presenza di grafene nei processi produttivi richiede alle imprese di individuare le attività che possono determinare il rilascio di particelle e valutare le possibili conseguenze per i lavoratori. In applicazione del Dlgs 81/2008, il datore di lavoro deve considerare le caratteristiche dei materiali utilizzati, le modalità di lavorazione, la durata dell’esposizione e l’efficacia delle misure di protezione adottate. Particolare attenzione deve essere riservata alla riduzione della dispersione delle particelle nell’ambiente, privilegiando, quando tecnicamente possibile, sistemi di lavorazione chiusi, aspirazione localizzata e procedure che limitino la movimentazione delle polveri. 

È inoltre importante adottare modalità di pulizia che evitino la risospensione delle particelle, verificare l’efficienza degli impianti di ventilazione e predisporre procedure sicure per la gestione dei materiali e dei rifiuti. Quando necessario, devono essere individuati dispositivi di protezione individuale adeguati alle caratteristiche dell’esposizione. Un ruolo fondamentale è svolto dalla formazione dei lavoratori, che devono essere informati sui possibili rischi e sulle corrette modalità di utilizzo delle sostanze. 

La valutazione deve essere aggiornata quando cambiano i processi produttivi o emergono nuove informazioni scientifiche. L’assenza di valori limite di esposizione professionale specifici e generalmente applicabili ai nanomateriali rende particolarmente importante adottare un approccio precauzionale, finalizzato a ridurre quanto più possibile l’esposizione. La gestione preventiva di questi rischi permette alle imprese di utilizzare materiali innovativi senza trascurare la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

Come possiamo aiutarti?