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Conflavoro PMI chiede misura strutturale, nel frattempo arriva l’ok dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro per proseguire con formazione in videoconferenza

Conflavoro PMI ha partecipato all’ultima riunione convocata dal Ministero del Lavoro. All’ordine del giorno la valutazione – alla luce della fine dello stato di emergenza in data 31 marzo 2022 – del “Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Sars-Cov-2/Covid19 – negli ambienti di lavoro”, sottoscritto il 6 aprile 2021.

Al Tavolo di confronto è stata confermata la necessità di continuare ad applicare le linee guida anti-contagio contenute nel suddetto Protocollo. Lo scopo è consentire lo svolgimento in sicurezza di tutte le attività economiche, produttive e sociali. E, dunque, come richiesto da Conflavoro PMI, anche la possibilità di svolgere i corsi di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro attraverso la videoconferenza.

La richiesta di Conflavoro PMI

Per Conflavoro PMI ha partecipato al Tavolo Raffaele Galasso, responsabile delle Relazioni istituzionali, oltre ai referenti Ministero della Salute, del Ministero dello Sviluppo economico e delle principali Parti sociali.

I partecipanti hanno convenuto di programmare un ulteriore confronto alla fine di aprile per verificare se ci siano le condizioni per consentire un aggiornamento del Protocollo in termini di alleggerimento graduale delle misure restrittive. Il rappresentante di Conflavoro PMI ha ribadito l’importanza che venga ulteriormente confermata la possibilità di svolgere i corsi di formazione, soprattutto in materia di salute e sicurezza sul lavoro, anche a distanza, per poi procedere ad una regolamentazione organica dello strumento affinché i corsi obbligatori – non di addestramento – svolti in videoconferenza vengano equiparati a quelli svolti in presenza.

Tale previsione, il giorno seguente, è stata inoltre chiarita dal direttore dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, Bruno Giordano, come egli stesso ha ricordato durante i lavori dell’Italian Summit HSE, primo vertice nazionale del settore (leggi qui), organizzato da Conflavoro PMI.

Con circolare n°2 del 7 aprile 2022, infatti, l’INL ha stabilito che:

– la formazione può realizzarsi in FAD con le modalità disciplinate dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano;
– in assenza di regolamentazione regionale, si ritiene applicabile quanto previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011, per la formazione dei lavoratori in materia di tutela della salute e sicurezza.

Pertanto, riferisce la circolare, si ritiene ammissibile, per la componente formativa di base e trasversale, ricorrere ad una specifica ed evoluta forma di FAD consistente in un modello di formazione in remoto caratterizzato da forme di interattività a distanza tra i discenti e i docenti e/o gli e-tutor e/o altri discenti, in modalità sincrona.

È necessario, dunque, che tali modalità siano rispettate anche da parte di organismi di formazione accreditati.


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