La prevenzione dei rischi deve partire dalla valutazione di tutti i pericoli presenti nell’organizzazione e dalla scelta delle misure capaci di intervenire nel modo più efficace. Il riferimento principale è l’articolo 15 del Dlgs 81/2008, che individua tra le misure generali di tutela l’eliminazione dei rischi, la loro riduzione al minimo, la sostituzione di ciò che è pericoloso, il contrasto alla fonte e la priorità delle protezioni collettive rispetto a quelle individuali.
Lo stesso principio deriva dall’articolo 6 della direttiva 89/391/CEE, secondo cui il datore di lavoro deve evitare i rischi e valutare quelli che non possono essere eliminati, adeguando le misure all’evoluzione tecnica e ai cambiamenti dell’attività. Gli articoli 17 e 28 del Dlgs 81/2008 collegano questa impostazione al documento di valutazione dei rischi, che deve indicare le misure già adottate e il programma degli interventi necessari per migliorare nel tempo i livelli di sicurezza. La gerarchia non costituisce quindi una semplice indicazione tecnica, ma un criterio che deve guidare l’intero processo aziendale di valutazione, scelta e aggiornamento delle misure.
La prevenzione dei rischi parte dall’eliminazione del pericolo
La gerarchia delle misure stabilisce un ordine di priorità basato sulla capacità di ciascun intervento di ridurre l’esposizione dei lavoratori. Il primo obiettivo deve essere l’eliminazione del pericolo, ad esempio modificando una lavorazione, rimuovendo una fase non necessaria o adottando una tecnologia che eviti completamente l’esposizione. Quando ciò non è possibile, occorre sostituire materiali, sostanze, processi o attrezzature con soluzioni meno pericolose. Il livello successivo comprende le misure tecniche o ingegneristiche, come ripari, segregazioni, aspirazioni localizzate, sistemi di arresto automatico, barriere e dispositivi che isolano la fonte di rischio.
Seguono le misure organizzative, tra cui la limitazione degli accessi, la rotazione degli addetti, la riduzione dei tempi di esposizione, le procedure operative e la programmazione delle manutenzioni. I dispositivi di protezione individuale rappresentano invece l’ultimo livello della gerarchia, perché la loro efficacia dipende dalla scelta corretta, dall’addestramento, dall’utilizzo costante e dal comportamento del singolo lavoratore. Caschi, guanti, maschere e protezioni acustiche non possono quindi sostituire una misura tecnica realizzabile. Nella pratica può essere necessario integrare più interventi, mantenendo però la priorità delle soluzioni che agiscono direttamente sul pericolo e proteggono contemporaneamente tutte le persone esposte.
Le verifiche necessarie per mantenere efficaci le misure
Le imprese devono dimostrare che le misure adottate sono coerenti con i rischi individuati, concretamente applicate e mantenute efficienti nel tempo. Non è sufficiente inserire nel DVR un elenco generico di procedure o dispositivi. Per ogni rischio occorre valutare se sia possibile eliminarne la fonte, introdurre una soluzione meno pericolosa o adottare una protezione collettiva prima di ricorrere ai DPI.
La scelta deve considerare il numero dei lavoratori protetti, il livello di riduzione del rischio, la dipendenza dal comportamento umano e le necessità di controllo, manutenzione o sostituzione. Una misura tecnica che funziona senza un intervento continuo del lavoratore offre generalmente una protezione più stabile rispetto a una soluzione basata esclusivamente sul rispetto di una procedura. Il datore di lavoro deve inoltre verificare periodicamente l’efficacia degli interventi, aggiornandoli in presenza di modifiche produttive, nuove attrezzature, innovazioni tecnologiche, infortuni o risultati della sorveglianza sanitaria.
Il coinvolgimento di RSPP, medico competente, RLS, preposti e lavoratori consente di individuare criticità operative che potrebbero non emergere dalla sola analisi documentale. La formazione e le istruzioni restano indispensabili a ogni livello, ma devono accompagnare le misure tecniche e organizzative, non sostituirle. Un’applicazione corretta della gerarchia permette di ridurre il rischio residuo, rendere più efficace il sistema di prevenzione e limitare la dipendenza della sicurezza dal solo comportamento individuale.


