Infortuni nei metalli: dati, rischi e prevenzione sul lavoro

Infortuni nei metalli: dati, rischi e prevenzione sul lavoro

Gli infortuni nella fabbricazione di prodotti in metallo richiedono un’attenzione specifica per la varietà delle lavorazioni, l’impiego di macchine e utensili e l’esposizione a rumore, vibrazioni, sostanze chimiche e movimentazione dei carichi. Il comparto comprende attività come carpenteria, stampaggio, saldatura, trattamento e finitura dei materiali e conta oltre 69mila imprese e più di 610mila occupati. Il quadro normativo di riferimento resta il Dlgs 81/2008, che all’articolo 17 attribuisce al datore di lavoro la valutazione di tutti i rischi e la conseguente elaborazione del documento di valutazione dei rischi. 

L’articolo 28 precisa che l’analisi deve considerare anche la scelta delle attrezzature, delle sostanze e dei preparati chimici, nonché la sistemazione dei luoghi di lavoro. Per queste attività risultano inoltre centrali il titolo III, relativo all’uso delle attrezzature e dei dispositivi di protezione individuale, e il titolo IX, dedicato alla protezione dagli agenti chimici. I dati statistici di settore rappresentano quindi un supporto concreto per aggiornare il DVR, individuare le mansioni più esposte e programmare interventi coerenti con i rischi effettivamente riscontrati.

Gli infortuni più frequenti nelle lavorazioni metalliche

I dati relativi al periodo 2020-2024 mostrano 82.778 denunce di infortunio avvenuto in occasione di lavoro e 11.847 casi in itinere nella fabbricazione di prodotti in metallo. Le denunce durante l’attività sono passate da 14.065 nel 2020 a 16.248 nel 2024, con un incremento del 15,5%, mentre gli incidenti nel tragitto casa-lavoro sono cresciuti del 54,5%. Nel quinquennio sono stati denunciati 209 decessi, dei quali 163 in occasione di lavoro e 46 in itinere. Nel 2024 la perdita di controllo di una macchina, di un mezzo, di un utensile o di un oggetto ha rappresentato il 31,1% dei casi codificati. 

Le ferite risultano la lesione più frequente, seguite da contusioni, fratture e distorsioni. La mano è la parte del corpo maggiormente interessata, con il 43,1% degli infortuni indennizzati, mentre occhi, piedi e caviglie raggiungono complessivamente il 17,8%. Anche le malattie professionali mostrano un andamento crescente: nel 2024 le denunce sono state 2.417, il 21,3% in più rispetto all’anno precedente, e oltre due casi su tre hanno riguardato l’apparato muscolo-scheletrico. Il quadro evidenzia il peso di movimenti ripetitivi, posture non corrette, vibrazioni e movimentazione dei carichi, oltre ai rischi derivanti dal contatto con macchine, utensili e materiali.

Le misure preventive per macchine, sostanze e lavoratori

Le imprese possono utilizzare queste evidenze per rafforzare la prevenzione nelle fasi di taglio, saldatura, stampaggio, carpenteria, trattamento e finitura dei metalli. La priorità riguarda la sicurezza delle macchine, che richiede protezioni efficienti, dispositivi di arresto accessibili, manutenzione programmata e procedure chiare per pulizia, regolazione e sblocco. La frequenza delle lesioni alle mani rende necessario verificare l’idoneità dei ripari, degli utensili e dei guanti, senza affidare la protezione al solo dispositivo individuale. 

La crescita delle patologie muscolo-scheletriche impone inoltre di valutare movimenti ripetitivi, posture incongrue, vibrazioni e movimentazione manuale dei carichi, adattando postazioni, ritmi e attrezzature. Per le sostanze chimiche devono essere controllate le schede di sicurezza, l’aspirazione localizzata, le modalità di stoccaggio e la possibilità di sostituire i prodotti più pericolosi. Dal 24 agosto 2023, il regolamento REACH richiede una formazione specifica per gli utilizzatori industriali e professionali di prodotti contenenti diisocianati oltre i limiti previsti, da rinnovare almeno ogni cinque anni. 

L’analisi degli infortuni, dei quasi infortuni e delle malattie professionali deve infine tradursi in obiettivi misurabili, controlli periodici e aggiornamenti della formazione. In questo modo, i dati del comparto diventano uno strumento operativo per migliorare il DVR, orientare la sorveglianza sanitaria e rendere più efficaci le misure di prevenzione.

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