Rischi professionali nella gestione di rifiuti e acque

Rischi professionali nella gestione di rifiuti e acque

I rischi professionali connessi alle attività di gestione dei rifiuti, delle acque e di risanamento richiedono particolare attenzione per la varietà delle esposizioni che possono interessare i lavoratori. I dati sulle denunce di malattia professionale costituiscono uno strumento importante per individuare le criticità del comparto e orientare le misure di prevenzione. Il quadro di riferimento è rappresentato dal Dlgs 81/2008, che all’articolo 17 attribuisce al datore di lavoro l’obbligo non delegabile di effettuare la valutazione dei rischi e, all’articolo 28, stabilisce che questa debba riguardare tutti i pericoli per la salute e la sicurezza presenti nell’attività lavorativa.

Nel settore della gestione dei rifiuti e delle acque assumono particolare rilievo il rischio biologico, quello chimico, la movimentazione manuale dei carichi, il rumore, le vibrazioni e le condizioni ergonomiche. A questi si aggiungono attività svolte in ambienti particolari, come impianti di trattamento, reti fognarie e spazi confinati, nei quali la prevenzione deve essere definita in relazione alle effettive condizioni operative.

I rischi più rilevanti nelle denunce di malattia professionale

I rischi presenti nel settore possono determinare effetti sulla salute che emergono anche a distanza di tempo dall’esposizione. L’analisi delle denunce di malattia professionale permette quindi di osservare fenomeni differenti rispetto agli infortuni, che sono generalmente collegati a un evento immediatamente identificabile. Tra le patologie da considerare con maggiore attenzione rientrano quelle dell’apparato muscoloscheletrico, legate alla movimentazione dei carichi, alle posture incongrue, ai movimenti ripetitivi e allo svolgimento di attività fisicamente impegnative. 

Un altro ambito rilevante riguarda l’esposizione ad agenti biologici, particolarmente significativa nelle operazioni di raccolta e trattamento dei rifiuti, nella depurazione delle acque reflue e nelle attività che comportano il contatto con materiali contaminati. Possono inoltre essere presenti agenti chimici, polveri, aerosol e sostanze potenzialmente irritanti o nocive. Rumore e vibrazioni, derivanti dall’utilizzo di mezzi, macchinari e attrezzature, rappresentano ulteriori fattori da valutare. I dati sulle denunce non devono tuttavia essere interpretati come una fotografia automatica delle patologie effettivamente riconosciute: la denuncia costituisce l’avvio del procedimento e deve essere successivamente valutata ai fini del riconoscimento dell’origine professionale.

La prevenzione deve partire dalle condizioni reali di lavoro

Le imprese che operano nella gestione dei rifiuti e delle acque devono utilizzare le informazioni sulle malattie professionali come supporto alla valutazione dei rischi e all’individuazione delle misure di prevenzione più adeguate. Il DVR deve essere costruito sulle effettive mansioni svolte, sulle modalità operative e sui livelli di esposizione, evitando valutazioni generiche che non distinguano le diverse attività. 

Quando la valutazione dei rischi lo prevede, assume un ruolo centrale anche la sorveglianza sanitaria disciplinata dall’articolo 41 del Dlgs 81/2008, attraverso la quale il medico competente può verificare l’idoneità del lavoratore alla mansione e contribuire all’individuazione precoce di possibili effetti sulla salute. Alle misure sanitarie devono affiancarsi interventi tecnici e organizzativi, corretta manutenzione di mezzi e attrezzature, procedure per le attività più critiche, formazione e addestramento dei lavoratori e utilizzo appropriato dei DPI. 

Particolare attenzione deve essere riservata al rischio biologico e alle attività di trattamento delle acque e dei rifiuti, adottando prioritariamente misure collettive e organizzative e ricorrendo ai DPI come ulteriore livello di protezione. L’analisi delle denunce assume quindi un valore preventivo: conoscere le patologie che interessano il comparto consente alle imprese di intervenire sui fattori di rischio prima che l’esposizione possa produrre conseguenze sulla salute dei lavoratori.

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