Just Culture: errori e near miss per migliorare la sicurezza

Just Culture: errori e near miss per migliorare la sicurezza

La sicurezza sul lavoro non dipende soltanto dall’esistenza di procedure e adempimenti, ma anche dalla capacità dell’organizzazione di far emergere errori, anomalie e quasi incidenti prima che producano conseguenze. In questo quadro si inserisce la Just Culture, un modello organizzativo sviluppato inizialmente nei settori caratterizzati da elevati livelli di rischio e successivamente applicato anche alla prevenzione nei luoghi di lavoro. Il principio consiste nel distinguere l’errore umano dalla negligenza o dalla violazione consapevole, favorendo la segnalazione degli eventi senza trasformare automaticamente ogni criticità in una ricerca del colpevole. 

La Just Culture non costituisce uno specifico obbligo previsto dal Dlgs 81/2008, ma presenta diversi punti di contatto con il sistema italiano di prevenzione. L’articolo 15 individua le misure generali di tutela, mentre l’articolo 18 prevede, tra gli obblighi del datore di lavoro e del dirigente, l’aggiornamento delle misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi e all’evoluzione della tecnica. L’articolo 20 stabilisce inoltre che i lavoratori contribuiscano all’adempimento degli obblighi di sicurezza e segnalino le condizioni di pericolo delle quali vengono a conoscenza. La partecipazione e la circolazione delle informazioni assumono quindi un ruolo importante nella gestione dei rischi.

Sicurezza e Just Culture: imparare dagli errori e dai near miss

La sicurezza può migliorare quando errori e near miss vengono trattati come informazioni utili per comprendere le debolezze dell’organizzazione. Il near miss è un evento che non provoca un infortunio o un danno, ma che avrebbe potuto produrlo in circostanze leggermente diverse. Registrare e analizzare questi episodi permette di individuare criticità relative a procedure, attrezzature, organizzazione del lavoro, formazione o comportamenti prima che si trasformino in eventi più gravi. La Just Culture punta proprio a creare un contesto nel quale il lavoratore possa segnalare una situazione anomala sapendo che l’obiettivo principale sarà comprenderne le cause e migliorare il sistema di prevenzione. Questo approccio non elimina le responsabilità individuali e non significa tollerare comportamenti intenzionalmente pericolosi. 

Richiede invece di distinguere tra errore involontario, comportamento rischioso e violazione consapevole, adottando risposte coerenti con le diverse situazioni. Uno degli ostacoli principali può essere la paura che una segnalazione produca automaticamente conseguenze disciplinari o personali. Quando questa percezione prevale, anomalie e quasi incidenti possono non emergere e l’impresa perde informazioni che potrebbero consentire di intervenire prima del verificarsi di un infortunio. La prevenzione diventa quindi più efficace quando alla segnalazione segue un’analisi concreta delle cause tecniche, organizzative e comportamentali.

Le procedure aziendali per favorire segnalazioni e prevenzione

Le imprese che intendono adottare questo approccio devono costruire procedure di segnalazione semplici, definite e realmente utilizzabili dai lavoratori. È importante stabilire chi riceve le segnalazioni, come vengono registrate e analizzate, quali interventi correttivi devono seguire e come viene restituito un riscontro a chi ha evidenziato la criticità. Il coinvolgimento di datore di lavoro, dirigenti, preposti, RSPP, RLS e lavoratori può trasformare la raccolta dei near miss in uno strumento utile per verificare l’efficacia delle misure adottate, aggiornare le procedure e individuare nuovi elementi da considerare nella valutazione dei rischi. 

Anche la formazione assume un ruolo centrale, perché deve aiutare i lavoratori a riconoscere condizioni pericolose e anomalie e a comprendere l’utilità della loro segnalazione. Allo stesso tempo, chi gestisce il processo deve essere in grado di ricercare le cause dell’evento senza limitarsi all’individuazione dell’errore individuale. Un sistema credibile richiede infine coerenza: se le segnalazioni vengono ignorate o percepite esclusivamente come strumenti di controllo, la partecipazione tende a ridursi. 

Al contrario, procedure trasparenti, riscontri concreti e interventi tracciabili possono aumentare la fiducia e consentire all’impresa di utilizzare gli errori come informazioni preventive. La Just Culture può così contribuire a rafforzare una cultura della sicurezza più partecipata, nella quale prevenire significa anche imparare sistematicamente dalle criticità che emergono durante il lavoro.

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