Il turismo è al centro di una nuova misura destinata a sostenere gli investimenti delle imprese nella transizione energetica, nella sostenibilità e nella digitalizzazione. Il Fondo per il sostegno alle imprese del turismo – Green Tour è disciplinato dal decreto del Ministero del Turismo del 16 marzo 2026 e dal decreto direttoriale n. 96263 del 18 giugno 2026. La misura dispone complessivamente di 109 milioni di euro, di cui 59 milioni destinati ai contributi a fondo perduto e 50 milioni ai finanziamenti agevolati.
Possono accedere le imprese che operano nei settori turistici individuati dai codici ATECO previsti dalla disciplina, comprese strutture ricettive, attività della ristorazione, stabilimenti balneari, strutture termali e altre realtà appartenenti alla filiera. I programmi devono prevedere investimenti compresi tra 1 e 15 milioni di euro e devono essere avviati dopo la presentazione della domanda. Il decreto direttoriale n. 112 del 3 settembre 2026 ha inoltre prorogato il termine per l’accesso alle agevolazioni, fissando la nuova scadenza alle ore 17:00 del 30 settembre 2026.
Turismo green: quali interventi possono essere finanziati
Il turismo sostenibile viene sostenuto attraverso programmi che devono essere orientati in via prevalente al miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture e alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Tra gli interventi ammessi rientrano la coibentazione degli edifici, la sostituzione di serramenti e superfici vetrate, la realizzazione di pareti ventilate, tetti verdi e schermature solari, l’efficientamento dell’illuminazione e degli impianti e la sostituzione dei sistemi di riscaldamento con soluzioni più efficienti.
Sono inoltre finanziabili impianti fotovoltaici e solari termici, pompe di calore, sistemi di accumulo dell’energia e soluzioni per il recupero delle acque piovane. La misura comprende anche interventi di digitalizzazione, come cablaggi, infrastrutture per la trasmissione dei dati, sistemi di automazione e controllo degli impianti e tecnologie per una gestione più efficiente degli edifici. Possono rientrare inoltre interventi per migliorare l’accessibilità delle strutture, riqualificare spazi destinati al benessere, allo sport, ai congressi e agli eventi e, quando strettamente funzionale al progetto, procedere alla rimozione dell’amianto. Il programma deve quindi essere costruito in modo organico, mettendo al centro il miglioramento delle prestazioni energetiche e ambientali della struttura.
Le imprese devono presentare progetti sostenibili e documentati
Le imprese interessate devono valutare con attenzione sia la sostenibilità tecnica sia quella economico-finanziaria del programma di investimento. La domanda deve essere accompagnata da un progetto strutturato, nel quale siano definiti gli interventi, gli obiettivi attesi e il relativo cronoprogramma. La valutazione tiene conto, tra gli altri elementi, del risparmio energetico conseguibile, dell’impiego di fonti rinnovabili, della presenza di sistemi di automazione, delle ricadute occupazionali e della capacità dell’investimento di favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici.
Assumono rilievo anche gli interventi rivolti all’accessibilità, le certificazioni ambientali e la sostenibilità complessiva del progetto. Il contributo diretto alla spesa può arrivare, nei casi previsti dalla disciplina e nel rispetto dei limiti applicabili, fino al 30% dei costi ammissibili, con un tetto massimo di 4,5 milioni di euro.
Per le PMI possono inoltre essere ammesse alcune spese di consulenza strettamente collegate agli interventi, entro i limiti stabiliti dalla misura. La scadenza del 30 settembre rende quindi necessario verificare tempestivamente i requisiti di accesso e predisporre una documentazione completa, così da trasformare gli investimenti energetici e digitali in un’opportunità concreta di sviluppo per le imprese turistiche.


