Gli appalti pubblici stanno mostrando una crescente attenzione verso la PAS 24000:2022, standard dedicato ai sistemi di gestione sociale delle organizzazioni. La certificazione permette alle imprese di strutturare e rendere verificabile la propria gestione di aspetti quali condizioni di lavoro, tutela delle persone, salute e sicurezza, prevenzione delle discriminazioni, gestione dei rischi sociali e controllo della catena di fornitura. Il tema assume particolare rilievo nell’ambito del Dlgs 36/2023, Codice dei contratti pubblici.
L’Allegato II.8 disciplina infatti l’utilizzo delle certificazioni e delle altre prove documentali nelle procedure di affidamento, riconoscendo, quando ne ricorrono i presupposti, la possibilità di dimostrare l’equivalenza rispetto alle certificazioni indicate dalla stazione appaltante. In questo quadro, la PAS 24000 sta trovando progressivamente spazio nelle procedure pubbliche, sia come certificazione espressamente prevista tra i criteri di valutazione, sia come possibile strumento equivalente ad altri standard di responsabilità sociale.
Appalti: quando la PAS 24000 può attribuire un punteggio
Gli appalti pubblici possono prevedere criteri premiali collegati al possesso di specifiche certificazioni nell’ambito dell’offerta tecnica. Nel corso degli ultimi anni alcune procedure hanno riconosciuto la PAS 24000 come idonea ai fini dell’attribuzione del punteggio previsto per sistemi di gestione della responsabilità sociale, mentre in altri casi lo standard è stato inserito direttamente nella documentazione di gara. Questo sviluppo non significa, tuttavia, che la PAS 24000 sia automaticamente equivalente alla SA8000 o ad altre certificazioni in qualsiasi procedura.
L’impresa deve verificare attentamente quanto previsto dal disciplinare e dimostrare, quando necessario, che lo standard posseduto garantisca requisiti sostanzialmente equivalenti a quelli richiesti. La valutazione compete alla commissione giudicatrice sulla base degli elementi forniti dall’operatore economico. Diventa quindi importante controllare non soltanto il nome della certificazione richiesta, ma anche gli obiettivi del criterio premiale, le modalità di comprova, gli eventuali requisiti di accreditamento e i chiarimenti pubblicati dalla stazione appaltante. Se la documentazione non è sufficientemente chiara, l’impresa può inoltre utilizzare gli strumenti previsti dalla procedura per richiedere chiarimenti prima della scadenza per la presentazione dell’offerta.
Le imprese possono valutare anche gli incentivi alla certificazione
Le imprese interessate alla PAS 24000 possono trovare nel 2026 anche specifiche misure territoriali di sostegno economico. Alcuni bandi delle Camere di commercio hanno infatti incluso espressamente questo standard tra le certificazioni ammissibili agli incentivi destinati ai sistemi di gestione e agli interventi ESG. Tra le misure attive figurano contributi che possono coprire una quota delle spese sostenute per consulenza, attività preparatorie, formazione e certificazione, secondo requisiti, massimali e scadenze differenti in base al territorio.
Per le PMI che partecipano alle gare pubbliche o lavorano nelle filiere di grandi committenti, la PAS 24000 può quindi assumere una doppia funzione: migliorare l’organizzazione interna sui temi della responsabilità sociale e, quando previsto dalla singola gara, rafforzare la competitività dell’offerta. Prima di avviare il percorso è però opportuno valutare l’effettiva utilità della certificazione rispetto al mercato in cui opera l’impresa e verificare preventivamente le condizioni richieste dai bandi e dalle procedure di affidamento.
La PAS 24000 non deve quindi essere considerata soltanto come un titolo formale, ma come un sistema attraverso il quale organizzare processi, responsabilità, controlli e obiettivi relativi alle condizioni di lavoro, alla salute e sicurezza, ai rischi sociali e alla gestione responsabile dei fornitori.


