Il greenwashing è al centro di una crescente attenzione normativa e tecnica, con l’obiettivo di rendere le dichiarazioni ambientali più chiare, verificabili e comprensibili. In questo quadro si inserisce la nuova ISO 14021:2026, pubblicata il 24 giugno 2026, che sostituisce l’edizione 2016 e il successivo emendamento del 2021. La norma tecnica disciplina le autodichiarazioni ambientali relative a prodotti e servizi, comprese quelle diffuse attraverso etichette, imballaggi, materiale pubblicitario e canali digitali. Il suo aggiornamento si colloca inoltre in un contesto europeo più rigoroso.
La direttiva (UE) 2024/825 ha rafforzato la tutela dei consumatori contro le pratiche commerciali ambientali ingannevoli ed è stata recepita in Italia con il Dlgs 20 febbraio 2026, n. 30. Le nuove disposizioni del Codice del consumo troveranno applicazione dal 27 settembre 2026 e intervengono, tra l’altro, sulle asserzioni ambientali generiche, sulle etichette di sostenibilità e sulle dichiarazioni relative alle prestazioni ambientali future. La ISO 14021 resta una norma tecnica volontaria e non sostituisce gli obblighi di legge, ma offre alle organizzazioni criteri strutturati per rendere più solide e dimostrabili le proprie comunicazioni ambientali.
Il greenwashing e le nuove regole per le autodichiarazioni
Il greenwashing viene contrastato dalla nuova ISO 14021 attraverso un sistema più strutturato per la formulazione delle autodichiarazioni ambientali. La terza edizione richiede che le dichiarazioni siano inserite in un programma documentato, con regole, criteri e informazioni capaci di dimostrarne la fondatezza. Rispetto alla versione precedente viene quindi rafforzato il peso della documentazione conservata a supporto delle affermazioni utilizzate dall’organizzazione. Una dichiarazione ambientale non deve limitarsi a essere efficace dal punto di vista comunicativo, ma deve poter essere sostenuta da elementi verificabili e da metodologie coerenti.
La norma riguarda affermazioni espresse attraverso parole, simboli o elementi grafici e può trovare applicazione sia sulle confezioni sia nei materiali commerciali e sulle piattaforme digitali. Il nuovo impianto è inoltre coordinato con la ISO 14020:2022, che contiene principi e requisiti generali comuni alle dichiarazioni ambientali. Alcune categorie di comunicazioni, come quelle relative a carbon neutral, net zero, impronte ambientali, sostenibilità e circolarità, sono trattate separatamente e non rientrano direttamente nel campo delle autodichiarazioni disciplinate dalla ISO 14021. L’obiettivo è ridurre il ricorso a formule vaghe o non sufficientemente supportate e rendere più trasparente il rapporto tra ciò che l’impresa comunica e le evidenze disponibili.
Le imprese devono documentare e verificare le dichiarazioni
Le imprese che utilizzano messaggi ambientali su prodotti, servizi o attività dovrebbero quindi rivedere procedure e materiali di comunicazione, verificando che ogni affermazione sia precisa, pertinente e supportata da documentazione adeguata. La prima attività consiste nel censire le dichiarazioni già presenti su etichette, siti internet, brochure, campagne pubblicitarie e altri canali, individuando quelle che potrebbero risultare troppo generiche o non dimostrabili.
Occorre poi chiarire chi è responsabile della raccolta delle evidenze, della verifica dei dati e dell’autorizzazione alla pubblicazione dei messaggi. Questa organizzazione assume particolare rilievo anche alla luce delle nuove regole del Codice del consumo. Il Dlgs n. 30/2026 considera infatti scorrette, in determinate condizioni, le asserzioni ambientali generiche prive di adeguato fondamento e vieta di estendere all’intero prodotto o all’intera attività dell’impresa caratteristiche ambientali che riguardano soltanto un aspetto specifico.
Anche le dichiarazioni sulle prestazioni ambientali future devono poggiare su impegni chiari, obiettivi misurabili e un piano realistico. Per le aziende, l’aggiornamento della ISO 14021 rappresenta quindi un’occasione per rafforzare il controllo interno delle comunicazioni ambientali, ridurre il rischio di contestazioni e rendere più credibili le informazioni rivolte a clienti e consumatori.


