Le emissioni industriali sono al centro dei nuovi chiarimenti forniti dalla Commissione europea sull’applicazione della direttiva (UE) 2024/1785, che ha modificato la direttiva 2010/75/UE relativa alla prevenzione e alla riduzione integrate dell’inquinamento. La disciplina rafforza l’approccio europeo alla prevenzione dell’inquinamento prodotto dalle attività industriali, introducendo una maggiore attenzione non soltanto alle emissioni nell’aria, nell’acqua e nel suolo, ma anche all’efficienza nell’utilizzo delle risorse, alla produzione di rifiuti, all’economia circolare e alla decarbonizzazione.
La direttiva è entrata in vigore il 4 agosto 2024 e ha previsto il 1° luglio 2026 come termine per il recepimento da parte degli Stati membri. Con la Comunicazione C/2026/4834 del 15 settembre 2026, la Commissione ha ora raccolto 55 domande e risposte per chiarire alcuni degli aspetti applicativi più rilevanti. Il documento interviene, tra gli altri temi, sui livelli di emissione, sulle prestazioni ambientali, sui sistemi di gestione ambientale, sugli scarichi indiretti nell’acqua, sull’innovazione e sulle disposizioni transitorie. L’obiettivo è favorire un’applicazione più uniforme delle nuove regole da parte delle autorità competenti e dei gestori delle installazioni interessate.
Emissioni industriali: cosa chiariscono le nuove FAQ europee
Le emissioni industriali devono essere gestite secondo criteri sempre più legati alle migliori tecniche disponibili, le cosiddette BAT, che costituiscono il riferimento per la definizione delle condizioni autorizzative e dei valori limite applicabili agli impianti. Le FAQ chiariscono in particolare come devono essere considerate le nuove disposizioni per la determinazione di valori limite di emissione più rigorosi e come devono essere valutate le prestazioni ambientali delle installazioni. Un altro tema centrale riguarda il sistema di gestione ambientale previsto dall’articolo 14 bis della direttiva 2010/75/UE, come modificata dalla nuova disciplina.
Per le installazioni interessate, il sistema deve consentire di programmare e monitorare le misure necessarie per migliorare le prestazioni ambientali, tenendo conto anche del consumo di acqua, energia e materie prime e della produzione di rifiuti. La disciplina prevede inoltre verifiche periodiche sull’adeguatezza e sull’efficacia del sistema. I chiarimenti interessano anche gli scarichi indiretti nelle acque, le possibilità di sperimentare tecniche emergenti e innovative e le specifiche disposizioni applicabili ad alcune attività che utilizzano solventi organici o agli allevamenti di pollame e suini. Le FAQ aiutano quindi a leggere in modo coordinato obblighi che coinvolgono diversi aspetti della gestione ambientale dell’attività produttiva.
Le imprese devono verificare autorizzazioni e gestione ambientale
Le imprese che gestiscono installazioni rientranti nel campo di applicazione della disciplina sulle emissioni industriali devono valutare con attenzione l’impatto delle nuove disposizioni sulla propria organizzazione. Il rispetto dei soli limiti emissivi non esaurisce infatti gli adempimenti richiesti, perché il nuovo quadro normativo rafforza il controllo sulle prestazioni ambientali complessive dell’impianto. Diventa quindi importante verificare la coerenza delle autorizzazioni esistenti, il rispetto delle conclusioni sulle BAT applicabili, le modalità di monitoraggio delle emissioni e la presenza di procedure adeguate per la gestione delle risorse e dei rifiuti.
Particolare attenzione deve essere dedicata anche al sistema di gestione ambientale, che deve essere mantenuto aggiornato e sottoposto alle verifiche previste dalla disciplina. Per le imprese, questo comporta la necessità di integrare maggiormente gli aspetti ambientali nelle decisioni organizzative e produttive, monitorando consumi, prestazioni e possibili margini di miglioramento. Una corretta gestione permette non solo di rispondere agli obblighi autorizzativi, ma anche di individuare con maggiore tempestività eventuali criticità e programmare interventi tecnici o organizzativi.
I chiarimenti europei rappresentano quindi uno strumento utile per accompagnare l’applicazione della direttiva e consentire alle imprese interessate di verificare in modo più consapevole la propria conformità alla disciplina sulle emissioni industriali.


