La sicurezza delle macchine non può essere affidata esclusivamente alla presenza di un pulsante di arresto di emergenza. Il quadro normativo europeo richiede infatti che la prevenzione dei rischi venga affrontata già nella fase di progettazione e attraverso un insieme coordinato di misure tecniche. Il Regolamento (UE) 2023/1230 relativo alle macchine, destinato a sostituire la precedente disciplina europea, stabilisce specifici requisiti di sicurezza e tutela della salute per la progettazione e la costruzione delle attrezzature.
In particolare, il punto 1.2.4.3 dell’Allegato III disciplina l’arresto di emergenza e precisa che tale funzione deve consentire di evitare situazioni di pericolo attuali o imminenti. Lo stesso regolamento chiarisce però che questi dispositivi rappresentano una soluzione di riserva rispetto alle altre misure di protezione e non possono sostituirle. Anche il Dlgs 81/2008, agli articoli 70 e 71, richiede che le attrezzature messe a disposizione dei lavoratori siano conformi ai requisiti di sicurezza e mantenute in condizioni adeguate durante tutto il loro utilizzo.
Sicurezza delle macchine: l’emergenza viene dopo la prevenzione
La sicurezza delle macchine deve quindi partire dall’eliminazione o dalla riduzione dei pericoli prima che diventi necessario ricorrere all’arresto di emergenza. Il cosiddetto pulsante rosso svolge una funzione fondamentale quando si verifica una situazione imprevista, ma non può correggere una progettazione insufficiente o sostituire ripari, interblocchi, barriere, sensori e altri sistemi destinati a impedire l’accesso alle zone pericolose. Una macchina deve essere progettata in modo che le funzioni di arresto siano integrate con l’intero sistema di comando e che l’attivazione del dispositivo interrompa il processo pericoloso nel più breve tempo possibile, senza generare nuovi rischi.
Lo sblocco dell’arresto di emergenza, inoltre, non deve provocare automaticamente il riavvio della macchina, ma soltanto consentirne una successiva rimessa in funzione. La funzione deve restare sempre disponibile e operativa indipendentemente dalla modalità di utilizzo. Il principio è quindi quello della prevenzione integrata: l’emergenza rappresenta l’ultima barriera di sicurezza, mentre la protezione principale deve derivare dalla progettazione, dalle caratteristiche tecniche della macchina e dalla corretta organizzazione delle attività.
Le imprese devono verificare protezioni, comandi e manutenzione
Le imprese devono considerare l’arresto di emergenza come uno degli elementi di un sistema più ampio di prevenzione. Il datore di lavoro è tenuto a verificare che le attrezzature siano utilizzate nel rispetto delle condizioni previste, che i dispositivi di protezione siano efficienti e che eventuali anomalie o manomissioni vengano individuate e rimosse tempestivamente.
La manutenzione periodica assume quindi un ruolo essenziale, perché un dispositivo presente ma non funzionante non garantisce alcuna protezione effettiva. Devono inoltre essere valutati la posizione dei comandi, la loro accessibilità e la rapidità con cui possono essere azionati in caso di pericolo. La formazione degli operatori resta indispensabile per assicurare un utilizzo consapevole delle attrezzature, ma non può sostituire le misure tecniche necessarie per ridurre il rischio alla fonte.
La sicurezza delle macchine deve essere affrontata con un approccio organico che comprenda progettazione, scelta delle attrezzature, manutenzione, controlli, formazione e procedure operative. La presenza del pulsante rosso costituisce quindi una protezione aggiuntiva, non la garanzia che una macchina possa essere considerata sicura.


