Le sostanze nocive nei cantieri di ristrutturazione rappresentano un rischio significativo per la salute dei lavoratori, soprattutto negli interventi su edifici datati, dove possono essere presenti materiali contenenti amianto, piombo e altri composti pericolosi. La demolizione, la manutenzione e la rimozione di rivestimenti possono provocare la dispersione di polveri e sostanze tossiche, esponendo gli operatori a conseguenze anche gravi. Il Dlgs 81/2008 disciplina la tutela dei lavoratori attraverso l’obbligo di valutazione dei rischi previsto dagli articoli 17 e 28, mentre il Titolo IX stabilisce le disposizioni specifiche per la protezione dalle sostanze pericolose.
In particolare, l’articolo 223 richiede al datore di lavoro di individuare gli agenti chimici pericolosi e valutare il livello, le modalità e la durata dell’esposizione. Per l’amianto, l’articolo 248 prevede l’adozione delle misure necessarie per individuare i materiali che potrebbero contenerlo prima dell’avvio dei lavori di demolizione o manutenzione. Questi adempimenti consentono di programmare gli interventi in condizioni di sicurezza, riducendo il rischio di esposizioni accidentali.
Sostanze nocive nei cantieri: quali materiali rappresentano un rischio
Le principali sostanze pericolose che possono essere presenti negli edifici esistenti comprendono amianto, piombo, policlorobifenili (PCB) e idrocarburi policiclici aromatici (IPA). L’amianto, utilizzato in passato in coperture, tubazioni, rivestimenti e materiali isolanti, può rilasciare fibre respirabili durante le lavorazioni, aumentando il rischio di sviluppare gravi malattie professionali. La legge 257/1992 ne ha vietato l’impiego in Italia, ma la sua presenza resta possibile negli edifici costruiti prima del divieto. Anche il piombo costituisce un pericolo, soprattutto nelle vecchie vernici e nei trattamenti anticorrosivi applicati su strutture metalliche. Operazioni come carteggiatura, sabbiatura e demolizione possono liberare polveri contaminanti, con possibili effetti tossici sull’organismo.
I PCB, utilizzati in passato in alcuni sigillanti, vernici e materiali da costruzione, possono essere dispersi nell’ambiente durante la rimozione dei rivestimenti. Gli IPA possono invece essere presenti in materiali contenenti catrame, come vecchi impermeabilizzanti e adesivi. La lavorazione di questi materiali può generare polveri e vapori nocivi, aumentando i rischi per gli operatori. Per questo motivo, prima di intervenire su strutture potenzialmente contaminate, è necessario individuare i materiali sospetti e, quando necessario, effettuare indagini specifiche per determinarne la composizione e definire le corrette procedure di lavoro.
Valutazione preventiva e misure di protezione per le imprese edili
Le imprese impegnate nelle attività di ristrutturazione devono adottare un approccio preventivo che parta dall’analisi delle caratteristiche dell’edificio e delle lavorazioni previste. La valutazione dei rischi deve considerare la possibile presenza di sostanze pericolose, le modalità di esposizione e le misure necessarie per proteggere i lavoratori. Le informazioni raccolte devono essere integrate nella documentazione aziendale e, per i cantieri soggetti alla relativa disciplina, nel Piano operativo di sicurezza (POS), in coerenza con quanto previsto dal Dlgs 81/2008.
Tra le misure di prevenzione assumono particolare importanza l’utilizzo di sistemi di aspirazione localizzata, il contenimento delle polveri, la delimitazione delle aree interessate e l’impiego di dispositivi di protezione individuale adeguati al rischio. È inoltre necessario garantire ai lavoratori una formazione specifica sulle sostanze presenti e sulle procedure operative da seguire. Qualora durante le lavorazioni emergano materiali sospetti non precedentemente identificati, occorre interrompere le attività che potrebbero provocarne la dispersione e procedere agli accertamenti necessari prima della ripresa.
Gli interventi di bonifica dell’amianto devono essere affidati a imprese in possesso dei requisiti previsti dalla normativa. Particolare attenzione deve essere dedicata anche alla corretta gestione e allo smaltimento dei rifiuti contaminati e alla sorveglianza sanitaria nei casi previsti. Una pianificazione accurata permette alle imprese di limitare le esposizioni, prevenire le malattie professionali e garantire condizioni di lavoro più sicure.


