Le brache di sollevamento, o imbracature, sono accessori utilizzati per collegare carichi a dispositivi di sollevamento come gru, paranchi o argani. Realizzate in funi metalliche, catene o fibre tessili sintetiche, possono avere configurazioni mono o pluribraccio, anello continuo o modulare. Tale tipologia rientra nella Direttiva Macchine (2006/42/CE) come componente non integralmente incorporato.
Marcatura CE e norme tecniche applicabili alle brache di sollevamento
Deve essere apposta la marcatura CE secondo la Direttiva Macchine e norme armonizzate: EN 1492‑1 per le brache tessili e EN 818‑1 e seguenti per le catene di sollevamento.
Le targhette devono riportare informazioni essenziali quali portata massima (WLL), grado (es. 8), numero di bracci, dimensioni e dati identificativi del fabbricante, conformemente al Regolamento UE. Devono essere presenti manuali d’uso, manutenzione e dichiarazione di conformità.
Fattore di sicurezza e prove di carico
Per le brache tessili, il coefficiente di sicurezza minimo è 7:1, mentre per quelle in catena è almeno 4:1. Le prove possono essere statiche o dinamiche e necessarie prima dell’uso o prima dell’immissione sul mercato. La capacità portante varia in base all’angolo di sollevamento: fino a 45° rimane invariata, sopra subisce riduzioni secondo la scheda tecnica del produttore.
Tipologie e scelta in base alle condizioni operative
Esistono brache in tessuto piane, ad anello o con anima metallica, e brache in catena o funi d’acciaio. La scelta dipende dal peso e tipo di carico, temperatura ambiente, abrasione o possibilità di tagli. Le brache tessili, compatte e leggere, necessitano protezioni aggiuntive (tubi, coperture o anima metallica) in presenza di spigoli vivi o agenti aggressivi.
Montaggio corretto: equilibrio e distribuzione del peso
Durante l’attacco, ogni braccio deve essere orientato uniformemente intorno al centro di gravità, con l’uso di ganci appropriati. Prima del sollevamento completo, si consiglia il test a pochi centimetri da terra per verificare stabilità ed equo tensionamento dei bracci.
Controlli periodici: frequenze e operatori qualificati
In conformità all’art. 71 del D.Lgs. 81/2008, le brache devono essere ispezionate prima dell’uso e sottoposte a controlli frequenti (trimestrali) e periodici (annuali), con frequenze coerenti all’utilizzo e alle stesse schede tecniche. Tali verifiche devono essere effettuate da personale competente, formato secondo la norma UNI EN 1492‑1, e documentate tramite registro di controllo conservato in azienda.
Protezioni per impieghi gravosi
Per operazioni in presenza di abrasione, taglio o calore, devono essere adottati protezioni aggiuntive come tubi in Dyneema, Nylon o schermi metallici. Questi elementi preservano l’integrità delle brache e ne aumentano la durata operativa.
Formazione e buone prassi operative
I soggetti coinvolti nella movimentazione devono ricevere formazione specifica sull’uso, manutenzione e rischi correlati alle brache. Devono saper interpretare le marcature, comprendere l’effetto dell’angolo di sollevamento sulla portata e riconoscere eventuali danneggiamenti. La formazione va effettuata all’assunzione, al trasferimento e all’introduzione di nuove attrezzature .
Integrazione nel sistema di gestione della sicurezza
Le attività di scelta, controllo, formazione e manutenzione delle brache devono essere incluse nel Documento di Valutazione dei Rischi. Il sistema di prevenzione coinvolge congiuntamente datore di lavoro, RSPP, medico competente, RLS e operatori, in un’ottica di gestione integrata del rischio aziendale.






