Infortuni sul lavoro: marzo 2026 chiede più prevenzione ora

Infortuni sul lavoro: marzo 2026 chiede più prevenzione

Gli infortuni sul lavoro denunciati all’INAIL entro il mese di marzo 2026 confermano un quadro che richiede attenzione costante da parte di imprese, consulenti e figure della prevenzione. I dati del primo trimestre, pur essendo ancora provvisori e soggetti a consolidamento, offrono una lettura utile sull’andamento del fenomeno infortunistico e tecnopatico. Il riferimento normativo principale resta il Dlgs 81/2008, che impone al datore di lavoro la valutazione di tutti i rischi, l’adozione delle misure di prevenzione e protezione, la formazione dei lavoratori e l’aggiornamento del DVR in relazione all’evoluzione dell’organizzazione aziendale. 

Le denunce complessive di infortunio, comprese quelle relative agli studenti, sono state 150.440, in aumento del 5,3% rispetto alle 142.843 registrate nello stesso periodo del 2025. I casi mortali denunciati sono invece passati da 210 a 192, con una riduzione dell’8,6%. Il dato, tuttavia, deve essere letto con prudenza, perché le denunce non coincidono automaticamente con i casi riconosciuti e perché l’andamento trimestrale può risentire dei tempi amministrativi e sanitari necessari alla definizione delle pratiche.

Infortuni in aumento e decessi in calo nel primo trimestre

Le denunce di infortunio in occasione di lavoro, al netto degli studenti, sono state 101.163, con un incremento del 4,4% rispetto alle 96.944 del primo trimestre 2025. L’aumento riguarda soprattutto la gestione industria e servizi, che passa da 86.058 a 89.920 casi, mentre l’agricoltura registra una lieve diminuzione. Tra i settori con incrementi più evidenti emergono i servizi di alloggio e ristorazione, il trasporto e magazzinaggio, le costruzioni, il commercio, i servizi di supporto alle imprese, la sanità e assistenza sociale e il comparto manifatturiero. Sul piano territoriale, le denunce crescono in tutte le principali aree del Paese, con aumenti più marcati nelle Isole, al Centro e nel Nord-Ovest. 

Le denunce mortali in occasione di lavoro, sempre al netto degli studenti, sono state 136, dieci in meno rispetto al 2025. Anche gli infortuni in itinere risultano in aumento, con 22.040 denunce, pari a un incremento del 9,6%, mentre i casi mortali nel tragitto casa-lavoro diminuiscono da 59 a 53.

Le imprese devono leggere i dati come un indicatore operativo

Le imprese devono considerare questi dati non come un semplice aggiornamento statistico, ma come un segnale operativo per rafforzare la prevenzione interna. L’aumento delle denunce in occasione di lavoro richiama la necessità di verificare la coerenza del DVR, l’effettività della formazione, la corretta informazione dei lavoratori, l’adeguatezza delle procedure operative e il controllo delle attività più esposte a rischio. 

Una particolare attenzione deve essere dedicata anche alle malattie professionali, che nel primo trimestre 2026 raggiungono 28.487 denunce, con un aumento del 16,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le patologie più ricorrenti riguardano il sistema osteo-muscolare, il sistema nervoso e l’orecchio, seguite dai tumori e dalle patologie respiratorie. 

Per aziende e lavoratori, questi numeri confermano l’importanza di una prevenzione continuativa, capace di intercettare non solo gli eventi acuti, ma anche i rischi legati all’esposizione prolungata, all’organizzazione del lavoro, alle posture, ai movimenti ripetitivi, al rumore e agli agenti presenti nei luoghi di lavoro.

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