rischi del caldo

Rischi del caldo, l’INL intensifica i controlli

Le attività di vigilanza dai rischi del caldo sono state intensificate per prevenire i rischi causati dal calore sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori

Le alte temperature, in assenza di prevenzione, possono infatti essere causa di malori e aumentare il rischio di infortuni per la ridotta capacità di attenzione.

Ai datori di lavoro il compito di valutare i rischi del caldo

Lo stabilisce il Testo unico sulla sicurezza dei lavoratori che i rischi dello stress termico rientrano appunto tra i rischi particolari cui il datore di lavoro deve porre attenzione.

Nel Testo unico, all’articolo 28 si legge: “La valutazione deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato“.

I settori più colpiti dai rischi del caldo sono quello edilizio, quello agricolo o quelli in cui il lavoro si svolge in luoghi chiusi o poco ventilati.

Già negli ultimi anni, Ispettorato del Lavoro, Inail e Inps avevano specificato che le temperature superiori ai 35° possono impedire lo svolgimento di determinate fasi di lavoro in luoghi in cui non è possibile proteggersi dal sole o dove si lavora con strumenti che non sopportano l’esposizione a fonti di calore.

Si ricorda inoltre che, effettivi o percepiti, se il termometro supera i 35 gradi si può andare in cassa integrazione


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sospensione

Sospensione attività lavorativa, quando si può posticipare?

La circolare dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro indica i casi in cui gli ispettori possono posticipare la sospensione delle attività lavorative

L’INL con la circolare numero 1159 del 7 giugno 2022 ha fornito dei chiarimenti relativa ai casi di attività la cui interruzione dell’attività lavorativa potrebbe comportare gravi conseguenze ai beni e alla produzione e quindi compromettere il regolare funzionamento di un servizio pubblico.

Sospensione del lavoro, quando non si applica?

Non si applica qualora la sospensione dell’attività lavorativa dovesse rappresentare un pericolo per l’incolumità del lavoratore.

Si ritiene anche che possa integrare un grave rischio per la pubblica incolumità l’interruzione di un servizio pubblico che, in assenza di alternative, vadano salvaguardate (es. attività di trasporto, di fornitura di energia elettrica ecc).

Per quanto riguarda l’allevamento di animali, è possibile che dall’interruzione delle attività di allevamento derivi un grave rischio per la pubblica incolumità, oltre ai danni per la mancata igiene dovuta all’assenza di opere di mantenimento.

Se invece non vi sono le condizioni per evitare la sospensione del lavoro, viene comunque sospeso nel caso in cui, dopo opportune valutazioni, si ritenga che dalla mancata sospensione di esso possano comunque derivare significativi danni per ragioni tecniche, sanitarie o produttive.


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salute

Salute mentale, bonus psicologo-psicoterapeuta dal 25 luglio

Salute mentale riconosciuta dal Piano nazionale della prevenzione 2020-2025 come ‘parte integrante della salute e del benessere’

Dal prossimo 25 luglio si potrà presentare la richiesta sul sito dell’Inps per il bonus per sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia. Il nuovo beneficio, destinato ai cittadini con Isee non superiore ai 50mila euro, è volto a sostenere le spese di assistenza psicologica di coloro che, nel periodo della pandemia e della correlata crisi economica, hanno visto accrescere le condizioni di depressione, ansia, stress e fragilità psicologica.

Le domande per la richiesta del contributo potranno essere presentate dal 25 luglio al 24 ottobre. Alla scadenza saranno elaborate le graduatorie degli aventi diritto in base alle risorse disponibili. Il beneficio sarà erogato prioritariamente alle persone con Isee più basso, in base all’ordine di arrivo della domanda.

Bonus psicologo e sicurezza sul lavoro

Il Ministero della Salute, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, nel Decreto del 31 maggio 2022 precisa:

“Visto il Piano nazionale della prevenzione 2020-2025 adottato con intesa in Conferenza Stato-regioni in data 6 agosto 2020, che riconosce la salute mentale quale ‘parte integrante della salute e del benessere’ che, ‘come altri aspetti della salute, può essere influenzata da una serie di determinanti socio-economici che devono essere affrontati attraverso strategie globali di promozione, prevenzione, trattamento e recupero. I determinanti della salute mentale e dei disturbi mentali comprendono non solo caratteristiche individuali come la capacità di gestire pensieri, emozioni, comportamenti e interazioni con gli altri, ma anche fattori sociali, culturali, economici, politici e ambientali‘ e sottolinea la ‘necessita’ di proteggere e promuovere il benessere mentale di tutti i cittadini in tutte le fasi della vita‘”.


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incollocabilità

Incollocabilità, ora l’assegno è pari a 268,37 euro

Dal 1° luglio è cambiato l’importo dell’assegno di incollocabilità. Con la circolare n.27 del 2022, l’INAIL provvede alla rivalutazione annuale

L’importo dell’assegno di incollocabilità cambia cifra: ora sono 268,37 euro. La rimodulazione è avvenuta a seguito della variazione, registrata dall’Istat, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati intervenuta tra il 2020 e il 2021, pari a 1,9%.

Che cos’è l’assegno di incollocabilità?

L’assegno di incollocabilità è una prestazione economica erogata agli invalidi per infortunio o malattia professionale che si trovano nell’impossibilità di fruire dell’assunzione obbligatoria. 

L’importo dell’assegno viene pagato mensilmente insieme alla rendita ed è rivalutato annualmente, con apposito Decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sulla base della variazione effettiva dei prezzi al consumo.

Chi può richiederlo?

I requisiti: 

  • età non superiore ai 65 anni;
  • grado di inabilità non inferiore al 34%, riconosciuto dall’Inail secondo le tabelle allegate al Testo Unico (d.p.r. 1124/1965) per infortuni sul lavoro verificatesi o malattie professionali denunciate fino al 31 dicembre 2006;
  • grado di menomazione dell’integrità psicofisica/danno biologico superiore al 20%, riconosciuto secondo le tabelle di cui al d.m. 12 luglio 2000 per gli infortuni verificatisi e per le malattie professionali denunciate a decorrere dal 1° gennaio 2007.

La domanda per ottenere l’assegno di incollocabilità

Per avere diritto all’assegno, il lavoratore deve fare domanda alla sede Inail d’appartenenza.

La domanda deve comprendere, oltre ai dati anagrafici: la descrizione dell’invalidità (lavorativa ed extra-lavorativa), la fotocopia del documento di identità.

In caso di invalidità extra-lavorativa, dovrà essere presentata la relativa certificazione.


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Prevenzione infortuni

Prevenzione delle patologie da calore, la guida Inail

Un vademecum pronto all’uso realizzato nell’ambito delle attività del progetto Worklimate per la prevenzione delle patologie da calore nei luoghi di lavoro

Mentre le temperature dell’estate 2022 continuano a salire, l’Inail pubblica una guida con raccomandazioni mirate. L’impatto delle temperature estreme, infatti, è particolarmente rischioso sia per chi svolge la propria attività lavorativa in ambienti dove non è possibile conseguire le condizioni di comfort, sia per chi lavora all’aperto, come nel settore agricolo e delle costruzioni. Recentemente, i fenomeni climatici estremi sono stati posti in relazione con un aumento del rischio di infortunio sul lavoro.

Le patologie, i sintomi e le strategie di prevenzione

Tra le patologie rientrano i crampi, la dermatite da sudore, gli squilibri idrominerali fino al colpo di calore, che può comportare aritmie cardiache e l’innalzamento della temperatura corporea oltre i 40°.

Compito del datore di lavoro è individuare procedure specifiche per attuare le misure più efficaci, a partire dalla scelta di una persona che sovrintenda al piano di sorveglianza e prevenzione. Fondamentale è la formazione dei lavoratori, e, tra le strategie, è importante considerare l’importanza dell’idratazione, di un abbigliamento adeguato, della riorganizzazione dei turni di lavoro e della possibilità di accedere ad aree ombreggiate durante le pause.

Patologie croniche che aumentano la suscettibilità al caldo

Una sezione del testo è dedicata alle patologie croniche che aumentano il rischio di effetti avversi del caldo, sia nei lavoratori, sia nella popolazione generale. Tra queste, le malattie della tiroide, l’obesità, l’asma e la bronchite cronica, il diabete e le patologie cardiovascolari.

La sezione include le indicazioni da seguire per prevenire ogni rischio ed evitare conseguenze negative sulla salute.

Strategie per il contrasto e la prevenzione dello stress termico ambientale in ambito occupazionale 

Finanziato dall’Inail nel 2019, attraverso il Bando di ricerche in collaborazione (Bric), il progetto di ricerca Worklimate: strategie di intervento per contrastare lo stress termico ambientale in ambito occupazionale, è stato sviluppato dall’Istituto e dal Consiglio nazionale delle ricerche-Istituto per la BioEconomia (Cnr-Ibe), con la partecipazione delle Aziende Usl Toscana Centro e Toscana Sud Est, del Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio e del Consorzio LaMMA (Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale per lo sviluppo sostenibile).

Il progetto intende approfondire, attraverso la banca dati degli infortuni dell’Inail, le conoscenze sull’effetto delle condizioni di stress termico ambientale sui lavoratori, con un’attenzione specifica alla stima dei costi sociali degli infortuni sul lavoro e con l’obiettivo di definire piani di intervento e prevenzione dei rischi.

I sistemi di prevenzione dello stress da calore e del rischio per località

Oltre agli strumenti informativi, Worklimate comprende anche strumenti operativi, come il sistema di previsione dello stress da calore, finalizzato allo screening dei rischi professionali per i lavoratori, i datori di lavoro e gli addetti alla salute e sicurezza aziendali.

Le previsioni di stress climatico occupazionale sono personalizzate su soggetti sani, con profilo di lavoratore standard (alto 175 cm, peso 75 kg), che svolge attività fisica, moderata o intensa, esposto direttamente ai raggi solari o all’ombra, per le 8-21 e 16-20.

La previsione del rischio per località consente, invece, di prevedere per cinque giorni i livelli di rischio caldo previsti per le ore 12 in una specifica località, riferiti a un lavoratore non adattato al caldo, esposto al sole e impegnato in un’attività fisica intensa.


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