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Italian Summit HSE, scarica il Manifesto con le 3 proposte per dimezzare gli infortuni al 2030

Sicurezza, responsabilità e formazione a distanza, i temi al centro del primo Italian Summit HSE sfociati nel Manifesto firmato a Roma

Per la prima volta le principali associazioni italiane del comparto della sicurezza del lavoro si sono riunite e hanno presentato alle Istituzioni un manifesto programmatico: 3 proposte concrete per contribuire alla riduzione del 50% degli infortuni gravi e mortali entro il 2030Leggilo integralmente cliccando qui.

Il vertice nazionale, denominato Italian Summit HSE, è stato organizzato da Conflavoro PMI, Confederazione Nazionale Piccole e Medie Imprese ed è composto da AifosUnasf Conflavoro PMIFondazione LHSAnmilAifesAiesilAssociazione Ambiente e Lavoro e Sistema HSE. Alla firma del manifesto, avvenuta a Roma a palazzo Wedekind, erano presenti la senatrice Rossella Accoto, Sottosegretaria al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Gianclaudio Bressa, Presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni del lavoro in Italia, Franco Bettoni, Presidente INAIL e Bruno Giordano, direttore dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Il commento della Sen. Accoto sottosegretaria al Lavoro

I dati aggiornati degli infortuni sul lavoro sono l’ennesimo campanello d’allarme: nei soli mesi di gennaio e febbraio, sono aumentati del 47,6% rispetto al primo bimestre del 2021” È quanto ha affermato la Sen. Rossella Accoto “La cultura della sicurezza è un valore da coltivare tutti i giorni da parte sia dei datori di lavoro che dei dipendenti. Per promuoverla occorre liberarsi dalla concezione della sicurezza come mero adempimento formale trasformandola, invece, in un elemento centrale della vita stessa dell’azienda. Bisogna andare oltre gli obblighi minimi di legge, un percorso virtuoso deve essere fondato su un’attenzione costante all’aspetto preventivo e sulla conoscenza approfondita del rischio”.

Gli obiettivi dell’Italian Summit HSE

Tre gli obiettivi annuali che i promotori hanno presentato ai rappresentanti istituzionali per ottimizzare le misure di prevenzione e protezione in azienda.

👉 Clicca qui per scaricare il Manifesto.

– La definizione di un tavolo di lavoro istituzionale per individuare le possibili semplificazioni degli adempimenti, tenendo conto dei diversi livelli di rischio delle imprese e implementando le “buone prassi” dei Paesi stranieri, che possano ispirare le soluzioni individuate dal tavolo di lavoro.

– La valorizzazione della formazione e dell’addestramento
, per diminuire l’incidenza, in costante aumento, degli infortuni sul lavoro, per mezzo della formazione esperienziale, della progettazione innovativa della formazione, dell’utilizzo di testimonianze di lavoratori infortunati.

– Strumenti di promozione della salute e sicurezza sul lavoro di tipo premiale nei riguardi delle imprese virtuose e di incentivi alla corretta e completa attuazione di misure di promozione della salute e sicurezza sul lavoro, come ad esempio la previsione di un credito di imposta per attività di prevenzione per la sostituzione di attrezzature di lavoro vecchie con altre moderne, la fornitura di DPI, la formazione, l’informazione e l’addestramento o, ancora, il sostegno alle persone vittime di infortuni sul lavoro.

La voce dei protagonisti

Siamo orgogliosi – hanno dichiarato i promotori dell’iniziativa – di realizzare per la prima volta in Italia un’occasione di incontro per tutte quelle realtà produttive che solitamente si trovano in concorrenza tra loro, e che oggi si uniscono per parlare con una sola voce. È importante che lo Stato ascolti e accolga le istanze dei piccoli imprenditori che, specie in questo momento critico, ritengono fondamentale insistere sulla formazione dei propri dipendenti, consapevoli che la sicurezza sul lavoro non è solo un diritto, ma anche un dovere di tutti, e che è una responsabilità del datore di lavoro, del lavoratore e degli organi di controllo collaborare per introdurre strumenti normativi sempre più efficienti e all’avanguardia”.


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Sicurezza sul lavoro, formazione può continuare in videoconferenza – Le novità

Conflavoro PMI chiede misura strutturale, nel frattempo arriva l’ok dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro per proseguire con formazione in videoconferenza

Conflavoro PMI ha partecipato all’ultima riunione convocata dal Ministero del Lavoro. All’ordine del giorno la valutazione – alla luce della fine dello stato di emergenza in data 31 marzo 2022 – del “Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Sars-Cov-2/Covid19 – negli ambienti di lavoro”, sottoscritto il 6 aprile 2021.

Al Tavolo di confronto è stata confermata la necessità di continuare ad applicare le linee guida anti-contagio contenute nel suddetto Protocollo. Lo scopo è consentire lo svolgimento in sicurezza di tutte le attività economiche, produttive e sociali. E, dunque, come richiesto da Conflavoro PMI, anche la possibilità di svolgere i corsi di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro attraverso la videoconferenza.

La richiesta di Conflavoro PMI

Per Conflavoro PMI ha partecipato al Tavolo Raffaele Galasso, responsabile delle Relazioni istituzionali, oltre ai referenti Ministero della Salute, del Ministero dello Sviluppo economico e delle principali Parti sociali.

I partecipanti hanno convenuto di programmare un ulteriore confronto alla fine di aprile per verificare se ci siano le condizioni per consentire un aggiornamento del Protocollo in termini di alleggerimento graduale delle misure restrittive. Il rappresentante di Conflavoro PMI ha ribadito l’importanza che venga ulteriormente confermata la possibilità di svolgere i corsi di formazione, soprattutto in materia di salute e sicurezza sul lavoro, anche a distanza, per poi procedere ad una regolamentazione organica dello strumento affinché i corsi obbligatori – non di addestramento – svolti in videoconferenza vengano equiparati a quelli svolti in presenza.

Tale previsione, il giorno seguente, è stata inoltre chiarita dal direttore dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, Bruno Giordano, come egli stesso ha ricordato durante i lavori dell’Italian Summit HSE, primo vertice nazionale del settore (leggi qui), organizzato da Conflavoro PMI.

Con circolare n°2 del 7 aprile 2022, infatti, l’INL ha stabilito che:

– la formazione può realizzarsi in FAD con le modalità disciplinate dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano;
– in assenza di regolamentazione regionale, si ritiene applicabile quanto previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011, per la formazione dei lavoratori in materia di tutela della salute e sicurezza.

Pertanto, riferisce la circolare, si ritiene ammissibile, per la componente formativa di base e trasversale, ricorrere ad una specifica ed evoluta forma di FAD consistente in un modello di formazione in remoto caratterizzato da forme di interattività a distanza tra i discenti e i docenti e/o gli e-tutor e/o altri discenti, in modalità sincrona.

È necessario, dunque, che tali modalità siano rispettate anche da parte di organismi di formazione accreditati.


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Salute e sicurezza, le associazioni: videoconferenza anche nel post emergenza

Enzo Capobianco presidente Unasf: “Significativa azione unitaria delle maggiori associazioni del settore HSE”

La metodologia della videoconferenza è a tutti gli effetti equiparata all’aula e si proseguirà con il suo utilizzo
per tutti i corsi teorici di salute e sicurezza
. Questa è la posizione di UNASF Conflavoro PMI condivisa da
altri otto importanti attori del settore: AIAS, AiFOS, Associazione Ambiente e Lavoro, Comitato Salute e
Sicurezza di AICQ, AIFES, Fondazione LHS, AIESIL e ANMIL.

In una dichiarazione congiunta, i soggetti firmatari riconoscono la
videoconferenza sincrona, limitatamente alle parti teoriche dei corsi in materia di salute e sicurezza, un
valido strumento per la formazione, da poter utilizzare anche successivamente al periodo emergenziale, in
base a precise motivazioni giuridiche, etiche e sociali.

Passando in rassegna le indicazioni contenute nelle disposizioni normative e considerando l’orientamento
più recente del legislatore, gli investimenti fatti in periodo pandemico, la congiuntura economica attuale
caratterizzata da incertezza geopolitica, le nuove esigenze del mondo del lavoro, la videoconferenza
sincrona è oggi la metodologia didattica più adatta per tutelare le attività delle imprese italiane
e la
professionalità di tanti enti formativi e dei docenti.

In attesa di una regolamentazione della videoconferenza per la salute e sicurezza, i soggetti firmatari della
dichiarazione congiunta proseguiranno pertanto – con responsabilità e correttezza – nell’erogazione di corsi
in videoconferenza sincrona, nel rispetto delle indicazioni previste oggi per l’erogazione dei corsi in
presenza dalla normativa di salute e sicurezza sul lavoro.

“L’azione unitaria delle maggiori associazioni del settore HSE – spiega Enzo Capobianco, presidente UNASF Conflavoro PMI – ha valenza oggettiva e ancor più forte proprio perché condivisa. Non cerchiamo scontri di alcun tipo, bensì confronti costruttivi su una situazione difficile per tutto il sistema Lavoro, compresa il contesto della formazione che non può né deve essere considerato in secondo piano rispetto ai tanti altri problemi ben noti. Fortunatamente, poi, è una questione che possiamo risolvere facilmente e quindi confidiamo le istituzioni ci ascoltino, capiscano le esigenze delle aziende e dei lavoratori e sappiano soddisfarle”.

👉 Leggi la dichiarazione congiunta delle associazioni


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Italian Summit HSE, per la prima volta le associazioni di settore uniscono le forze

Conflavoro PMI promuove vertice nazionale inedito per avviare azione di lobby a favore del benessere del lavoro: il 7 aprile a Roma la firma del manifesto

Per la prima volta assoluta in Italia le principali associazioni che si occupano di salute, sicurezza e ambiente uniscono le forze dando vita al primo vertice nazionale di settore, l’Italian Summit HSE.

Il vertice, promosso e organizzato da Conflavoro PMI, vede come primi membri del summit: Aifos, UNASF Conflavoro PMI, Anmil, Fondazione LHS, Associazione Ambiente e Lavoro, Aiesil e Aifes. L’impegno comune è quello di avviare un’azione di lobby a favore del benessere del lavoro e dei lavoratori nei confronti delle istituzioni.

Mediante una serie di tavoli tecnici, le associazioni dell’Italian Summit HSE si impegnano a elaborare un manifesto con punti significativiapplicabili dalle aziende e fondanti un sistema migliore per promuovere e incentivare la salute e sicurezza sul lavoro.

Il manifesto sarà firmato il 7 aprile a Roma a palazzo Wedekind in piazza Colonna, simbolicamente vicino a palazzo Chigi. L’azione di lobby del vertice, infatti, punta a coinvolgere parlamento, organismi del settore e governo presentando loro, nero su bianco, le istanze forti richieste dalle più importanti associazioni del settore HSE.

I lavori del 7 aprile saranno coordinati dall’avvocato Lorenzo Fantini, tra i massimi esperti del settore e già dirigente del ministero del Lavoro. 

Tra i presenti alla giornata dì lavoro del Summit HSE ci sarà anche Bruno Giordano direttore generale dell’Ispettorato nazionale del Lavoro, Franco Bettoni presidente dell’Inail e l’avv. Pasquale Staropoli responsabile della Scuola di Alta Formazione della Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro.


👉 Per tutti gli aggiornamenti, visita www.summithse.it.


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Pensione anticipata per lavori usuranti, domande al via il 1° maggio – Come fare

Arrivano le istruzioni Inps per la pensione anticipata delle categorie di lavoratori

Con il messaggio 1169/2021 l’INPS ha fornito le istruzioni per la presentazione delle domande di riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti, con riferimento ai soggetti che hanno perfezionato i requisiti agevolati per l’accesso alla pensione nel 2022.

Per coloro che perfezionano i requisiti nel 2023 l’Istituto, con messaggio 1201/2022, fornisce le istruzioni per la presentazione della domanda entro il 1° maggio 2022.

Possono presentare domanda anche i dipendenti del settore privato che hanno svolto lavori particolarmente faticosi e pesanti e che raggiungono il diritto alla pensione di anzianità con il cumulo della contribuzione versata in una delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, secondo le regole previste per queste gestioni speciali.

Il messaggio fornisce tutte le informazioni relative alle categorie di lavoratori che possono accedere al beneficio, i requisiti di età e anzianità contributiva, la decorrenza in base alla data di presentazione della domanda e la documentazione necessaria.


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