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Corpo VVF: in esame preliminare il decreto di riordino

Il governo ha approvato, in esame preliminare il decreto che introduce disposizioni correttive e integrative sulla revisione delle funzioni, dei compiti e dell’ordinamento del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. 

Il Ministro Salvini ha sottolineato come si tratti di “un provvedimento che garantirà soprattutto percorsi di carriera più veloci e una valorizzazione sia del personale operativo che tecnico a cui si accompagneranno anche benefici economici”.

Ma cosa prevede il Decreto?

Il Decreto di riforma dispone:

  • l’integrazione delle funzioni del Capo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco;
  • la rimodulazione dei percorsi di carriera del personale non direttivo e non dirigente che espleta funzioni operative, con innalzamento del titolo di studio richiesto per l’accesso ai ruoli iniziali e contestuale semplificazione dei passaggi di qualifica;
  • la valorizzazione del personale specialista, dotato di particolari capacità tecniche altamente professionali (aeronaviganti, nautici e sommozzatori), attraverso l’inquadramento in appositi ruoli con specifiche dotazioni organiche e uno sviluppo di carriera più articolato;
  • la costituzione di nuovi ruoli tecnico-professionali, al fine di individuare tutte le componenti del Corpo nazionale che svolgono specifiche attività professionali anche a integrazione delle strutture operative e, nel contempo, di valorizzarne le funzioni, con il riconoscimento di uno sviluppo di nuove carriere direttive e dirigenziali e con la semplificazione dei passaggi di qualifica;
  • la previsione di posizioni organizzative, articolate in funzione dei diversi livelli di responsabilità, sia per il personale direttivo operativo, sia per una quota parte dei direttivi appartenenti ai ruoli tecnico-professionali.
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I rischi per i lavoratori nella coltivazione dell’olivo

Gli oliveti sono per la maggior parte ubicati su terreni con caratteristiche orografiche difficili che non sempre permettono la meccanizzazione delle pratiche colturali e, pertanto, richiedono un significativo impiego di manodopera. 

La Regione Campania, infatti, è tra le cinque regioni italiane a maggior produzione
di olio di oliva e negli ultimi anni si è affermata sul mercato con prodotti di alta
qualità. Gli oliveti sono per la maggior parte ubicati su terreni con caratteristiche
orografiche difficili, che non sempre permettono la meccanizzazione delle pratiche
colturali e, pertanto, richiedono un significativo impiego di manodopera. La
concorrenza sul mercato di prodotti ottenuti da coltivazioni intensive con minori
costi di produzione, possono indurre gli imprenditori a risparmiare sui costi della
manodopera utilizzando personale non sufficientemente formato.

Anche nelle aziende a gestione familiare l’attività formativa viene data per scontata ed è facile che le cattive prassi si siano consolidate nel tempo, provocando decine di infortuni sul lavoro.

Per questo motivo l’istituto nazionale per l’assicurazione contro l’infortunio ha elaborato un documento che analizza e valuta i rischi nella coltivazione dell’olivo e nella produzione delle olive.

Per scaricare il documento in versione integrale clicca qui.

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Lavoratori autonomi: i dati 2017 su artigiani e commercianti

È stato pubblicato l’Osservatorio sui lavoratori autonomi con i dati del 2017 relativi agli artigiani e ai commercianti.

Nel 2017 risultano iscritti alla gestione speciale dell’INPS 1.700.170 artigiani, l’1,4% in meno rispetto al 2016 (1.724.070 iscritti), quando la flessione era stata pari a -2,5% rispetto al 2015 (1.767.920 iscritti). Per quanto riguarda la ripartizione per qualifica, nel 2017 si registra una marcata prevalenza di titolari che, con 1.568.819 iscritti, costituiscono il 92,3% del totale. Se si analizza la distribuzione per sesso, per tutti gli anni esaminati, è evidente una marcata prevalenza dei maschi, che nel 2017 costituiscono il 79,4% del totale degli artigiani.

Analizzando i dati per sesso e qualifica, nel 2017 si nota la prevalenza di titolari maschi, i quali con 1.274.352 iscritti costituiscono l’81,2% del totale dei titolari contro il 18,8% (294.467) delle titolari femmine. Tra i collaboratori la differenza per genere è meno marcata. I maschi, infatti, con 75.305 iscritti sono poco più della metà del totale (57,3%), contro 56.046 femmine.

Tra gli artigiani la classe di età tra i 40 e i 49 anni è quella con maggior frequenza, pari al 30,8%, mentre il 16,8% ha un’età pari o superiore ai 60 anni e solo il 5,8% ha meno di 30 anni.

A livello territoriale più della metà delle aziende artigiane (56,4%) si trova nelle regioni del Nord. In particolare il Nord-Ovest è l’area geografica che, con il 31,4%, presenta il maggior numero di artigiani, seguito dal Nord-Est con il 24,9%, dal Centro con il 20,8%, dal Sud con il 15,3% e dalle isole con il 7,6%.

La maggior parte degli artigiani si concentra in Lombardia, con 315.433 iscritti (18,6%). Seguono Emilia Romagna con 176.537 iscritti (10,4%), Veneto con 176.522 iscritti (10,4%) e Piemonte con 159.198 iscritti (9,4%).

Commercianti: i dati del 2017

I commercianti iscritti alla gestione speciale nel 2017 sono 2.242.259, con una lieve flessione rispetto al 2016 (-0,6%), del tutto analoga alla flessione registrata nel 2016 rispetto al 2015 (-0,7%). Nel 2017 risultano titolari dell’azienda il 91,1% degli iscritti. Tra i commercianti prevalgono i lavoratori di sesso maschile, che nel 2017 costituiscono il 64,9% del totale, percentuale in lieve aumento nel corso del tempo.

La distribuzione per sesso e qualifica nel 2017 mette in evidenza una sostanziale prevalenza dei maschi tra i titolari con 1.372.520 iscritti (67,2%), mentre a prevalere tra i collaboratori sono le femmine (58,2%), con 116.400 iscritti.

Tra i 40 e i 49 anni di età si concentra la maggior parte dei commercianti (28,8%), il 27,2% ha un’età compresa tra i 50 e i 59 anni e il 17,8% ha dai 60 anni in poi. Nel complesso, nelle classi di età dai 40 anni in su si concentra il 73,7% dei commercianti. Solo il 7,7% dei lavoratori ha un’età inferiore ai 29 anni.

Dal punto di vista territoriale si osserva che il 26,7% delle aziende si trova nel Nord-Ovest, il 19,9% nel Nord-Est, il 21,1% al Centro, il 22,7% al Sud e il 9,6% nelle isole.

La regione che registra il maggior numero di commercianti è la Lombardia con 343.425 iscritti, pari al 15,3% del totale, seguita da Campania (9,9%), Lazio (9,4%), Veneto (8,3%), Piemonte (7,9%) ed Emilia Romagna (7,8%).

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Insediato Comitato coordinamento nazionale vigilanza sicurezza sul lavoro

Il Ministero della Salute informa circa l’insediamento avvenuto il 3 luglio del Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, organismo presieduto dal Ministero della Salute e composto da rappresentati dei Ministeri Salute, Interni, Infrastrutture e Trasporti, Regioni e Province Autonome.


Il Comitato si è insediato presso il Ministero della Salute, si occuperà di:

“a) stabilire le linee comuni delle politiche nazionali in materia di salute e sicurezza sul lavoro;

b) individuare obiettivi e programmi dell’azione pubblica di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori;

c) definire la programmazione annuale in ordine ai settori prioritari di intervento dell’azione di vigilanza, i piani di attività e i progetti operativi a livello nazionale, tenendo conto delle indicazioni provenienti dai comitati regionali di coordinamento e dai programmi di azione individuati in sede comunitaria;

d) programmare il coordinamento della vigilanza a livello nazionale in materia di salute e sicurezza sul lavoro;

e) garantire lo scambio di informazioni tra i soggetti istituzionali al fine di promuovere l’uniformità dell’applicazione della normativa vigente;

f) individuare le priorità della ricerca in tema di prevenzione dei rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori”.

1530713758 unasf Inps

Ricerca: online il Bando biennale BRIC 2018

Scade il 3 agosto il Bando biennale di ricerca BRIC 2018 finalizzato a sviluppare e valorizzare la rete scientifica e a raggiungere gli obiettivi programmati dall’Istituto nel Piano triennale di attività della ricerca. Riguarda progetti in materia di reinserimento lavorativo, tutela assicurativa e prevenzione: a disposizione oltre 4,5 milioni di euro.

Destinatari gli enti di ricerca, istituti e università

Tre aree di intervento in 12 tematiche di ricerca e finanziamenti ripartiti su due annualità. 

A chi è rivolto?
Le ricerche in collaborazione saranno affidate a tre categorie di beneficiari individuati come destinatari istituzionali: enti di ricerca pubblici, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, università. Possono partecipare alle attività di ricerca, in qualità di Enti partner, anche le Regioni, le Province autonome, le Asl, le aziende ospedaliere, le strutture di ricerca di associazioni di categoria e parti sociali e le fondazioni di ricerca.
Quali sono le aree d’intervento?
Le proposte progettuali devono riguardare gli ambiti di intervento considerati prioritari nella mission dell’Inail: reinserimento lavorativo, tutela assicurativa e prevenzione. Le tre aree di intervento sono a loro volta suddivise in 12 tematiche di ricerca alle quali corrispondono finanziamenti che vanno da 100 a 500mila euro.
Come fare domanda?
Ogni ente può presentare fino a tre proposte, ognuna riferita a una sola tematica, inviando la domanda tramite posta elettronica certificata all’indirizzo e-mail bandobric@postacert.inail.it entro le ore 24 del 3 agosto prossimo. 
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