Molestie sul lavoro

Molestie sul lavoro: è entrata finalmente in vigore la Convenzione Ilo 190

Il 25 giugno 2021 è entrata ni vigore la Convenzione del 2019 sulla violenza e le molestie sul lavoro attualmente totalmente ratificata da soli sei Paesi.

La legge 15 gennaio 2021, n. 4 ratifica ed esecuzione della Convenzione dell’Organizzazione internazionale del lavoro n. 190 sull’eliminazione della violenza e delle molestie sul lavoro, adottata a Ginevra il 21 giugno 2019 nel corso della 108ª sessione della Conferenza generale della medesima Organizzazione.

Dopo la totale ratifica di Argentina, Fiji, Ecuador, Namibia, Somalia e Uruguay, anche in Italia dovrebbe essere in corso il procedimento di completamento di ratifica, essendo stata approvata dal Parlamento lo scorso gennaio: Gazzetta Ufficiale n.20 del 26 gennaio 2021 – Legge 15 gennaio 2021.

Cosa riporta nello specifico la legge presa in esame?

Articolo 2 comma 1 Ambito di applicazione: “La presente Convenzione protegge i lavoratori e altri soggetti nel mondo del lavoro, ivi compresi le lavoratrici e i lavoratori come definiti dalle pratiche e dal diritto nazionale, oltre a persone che lavorino indipendentemente dallo status contrattuale, le persone in formazione, inclusi tirocinanti e apprendisti, le lavoratrici e i lavoratori licenziati, i volontari, le persone alla ricerca di un impiego o candidate a un lavoro, e individui che esercitino l’autorità, i doveri e le responsabilità di datrice o datore di lavoro.

Comma 2. La presente Convenzione si applica a tutti i settori, sia privato che pubblico, all’economia formale e informale, e alle aree urbane o rurali”.

La campagna di comunicazione Ilo

In occasione del 25 giugno Ilo lancerà una campagna di comunicazione globale ed è attualmente in corso dal 21 al 25 giugno la settimana d’azione per la promozione della ratifica.

Csì Guy Reader direttore generale Ilo: “la Convenzione 190 invita tutti gli Stati membri dell’OIL a contrastare la violenza e le molestie nel mondo del lavoro in tutte le loro forme. Esorto i paesi a ratificare la Convenzione e a contribuire a costruire, insieme ai datori di lavoro e ai lavoratori e alle loro organizzazioni, una vita lavorativa dignitosa, sicura e sana per tutti”.


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Covid-19 e lavoro

Covid-19 e lavoro: ecco i nuovi dati elaborati su infortuni e vittime

Le vittime del Covid-19 in Italia in 17 mesi di pandemia sono state 693, le denunce per infortuni sul lavoro invece sono state oltre 175mila, circa un quarto di quelle pervenute.

Sono questi i dati elaborati dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro della società di consulenza Vega Engineering di Mestre sulla base di dati Inail riguardanti l’emergenza sanitaria Covid-19 nel Paese. Le regioni con il più alto indice di mortalità per Covid sul lavoro rispetto alla popolazione occupata in 17 mesi di pandemia sono Molise, Campania, Abruzzo, Lombardia e Liguria. Quelle coi valori più bassi sono invece Trentino Alto Adige, Basilicata, Sardegna, Toscana e Veneto.

Quali sono le percentuali riguardanti il sesso e i settori più interessati?

Gli uomini rappresentano oltre l’83,6% delle vittime del Covid-19. Per quanto riguarda la mortalità per settore, l’89,8% delle denunce di morti sul lavoro per Covid rientra nell’Industria e Servizi.  E in questa macroarea produttiva con il 25,1% delle denunce con esito mortale, troviamo ancora il settore Sanità e Assistenza Sociale; seguono con il 12,8% il settore Trasporti e Magazzinaggi e con il 12,1% dei casi le Attività Manifatturiere (chimica, farmaceutica, stampa, industria alimentare); con il 10,4% invece si trova il settore dell’Amministrazione Pubblica e Difesa (attività degli organi preposti alla sanità es. Asl, legislativi, esecutivi) e con il 9,5% quello del Commercio.

Anche a fine maggio 2021 le professioni più colpite dal dramma rimangono quelle dei tecnici della salute (infermieri, fisioterapisti) con il 10,7% dei casi, seguite da quelle degli impiegati, addetti alla segreteria e agli affari generali (10,6%), conduttori di veicoli a motore (7%),  medici (5,9%),  operatori sociosanitari (4,5%), personale non qualificato nei servizi sanitari e istruzione (portantini, ausiliari, bidelli) (3,7%).

I numeri delle vittime e degli infortuni per Regione 

In Lombardia il maggior numero di vittime sul lavoro per Covid con il 28,3% delle denunce (181 decessi), seguita da Campania (74), Lazio (64), Piemonte (51), Puglia (43), Emilia Romagna (42 decessi), Sicilia (31), Veneto (28), Liguria (23 decessi), Abruzzo (21), Toscana (20), Marche (19), Molise, Calabria e Friuli Venezia Giulia (8), Umbria (6), Sardegna (5), Provincia Autonoma di Trento (3), Valle d’Aosta (2), Basilicata (2).

Per quanto riguarda gli infortuni totali legati al contagio da gennaio 2020 a maggio 2021, le denunce sono state 175.323.  Sette contagiati su dieci sono donne. La fascia d’età maggiormente coinvolta è quella tra i 50 e i 64 anni. Il macrosettore più colpito con il 97,1% dei casi è quello dell’industria, il settore quello della Sanità e Assistenza Sociale che fa registrare il più elevato numero di denunce con il 65,9% del totale.


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Lavoratori fragili

Lavoratori fragili: dal 1° luglio si esaurisce la tutela speciale per determinate categorie

A breve i lavoratori fragili impossibilitati a prestare l’attività lavorativa da remoto non potranno più accedere alla speciale tutela che equipara l’eventuale assenza dal lavoro al ricovero ospedaliero.

Cosa succederà dopo il 30 giugno e chi sono i destinatari della misura?

L’articolo 26, comma 2, del Dl 18/2020 fissa al 30 giugno la fine dell’eccezionale tutela per i lavoratori fragili che non possono svolgere la prestazione lavorativa in smart working e che pertanto hanno diritto ad assentarsi per malattia con riconoscimento del trattamento economico e normativo previsto per il ricovero ospedaliero.

I destinatari di questa misura sono i lavoratori fragili, del settore pubblico o privato, con disabilità grave accertata dalla competente commissione Asl o quelli in possesso di certificazione medico-legale attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita.

Fino al 30 giugno costoro dovrebbero in primo luogo essere impegnati in attività in regime di smart working, anche con adibizione a mansioni diverse purché ricadenti nel medesimo inquadramento contrattuale e, solo in caso di impossibilità a lavorare fuori dall’azienda, possono assentarsi con diritto al trattamento del ricovero ospedaliero.

Le aziende dovranno fare uno sforzo di gestione

Tale periodo di malattia, così come specificato a seguito della modifica apportata dall’articolo 15 del Dl 41/2021 (decreto Sostegni), non è computabile ai fini della durata massima del periodo di comporto. Dal 1° luglio, in assenza di eventuali proroghe, le aziende dovranno capire come gestire questi dipendenti e cioè se utilizzarli sempre con modalità di lavoro agile, laddove compatibile, o se farli rientrare a lavorare in presenza e con quali specifiche cautele.

Infatti fino al 31 luglio, cioè fino alla data fine dello stato di emergenza, i datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti, in base all’articolo 83 del Dl 34/2020, a garantire ai lavoratori fragili un’eccezionale sorveglianza sanitaria, oltre quella ordinaria prevista dal testo unico sulla sicurezza, finalizzata al contenimento del rischio di contagio.

Valutazioni e visite mediche ad-hoc per il lavoro in presenza

A tale fine le aziende devono garantire visite mediche ad hoc funzionali ad accertare l’idoneità allo svolgimento della prestazione in presenza, tramite il medico competente, o in mancanza di quest’ultimo, avvalendosi dell’apposito servizio medico offerto dall’Inail. Tale giudizio deve basarsi su diversi elementi quali la tipologia delle mansioni svolte, le caratteristiche dell’ambiente lavorativo, nonché le misure di prevenzione/protezione adottate dall’azienda anche in base al protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro del 6 aprile 2021.

La valutazione del medico potrebbe altresì essere influenzata dal possesso da parte del lavoratore fragile e dei colleghi del Green Pass, sebbene tale documento ad oggi non sia riconosciuto da alcuna normativa come obbligatorio ai fini del rapporto di lavoro, ed in quanto tale non possa essere preteso dal datore di lavoro (con le sole eccezioni relative al personale sanitario).


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Lavoro d'ufficio

Lavoro d’ufficio: tra salute muscolare, postura corretta ed ergonomia

Nel lavoro d’ufficio è fondamentale non avvertire disagio fisico e aver cura della propria salute muscolare.

Aver cura della propria salute muscolare durante il lavoro d’ufficio è importante perché quando il corpo è allineato correttamente ci si sente bene e si può lavorare con impegno e liberi dai fastidiosi disturbi muscolo scheletrici. Se l’ergonomia ci aiuta ad organizzare gli ambienti di lavoro in modo tale che siano sani e sicuri, la percezione del proprio corpo e della sua corretta postura è una responsabilità che non possiamo delegare a nessuno.

 Definiamo una postura neutra – seduti davanti al pc – quando: i piedi sono appoggiati sul pavimento o su un poggiapiedi, le ginocchia e le cosce sono a livello delle anche, la piccola curva lombare è supportata, le spalle sono rilassate con mani, polsi e avambracci in linea e paralleli al pavimento.

Come organizzare al meglio la propria postazione di lavoro? La sedia è la chiave del comfort.

Nel lavoro d’ufficio, quando si tratta di sedie, non tutte vanno bene per tutti, l’adattabilità è la chiave del comfort. Ecco alcune indicazioni di adattamento: sollevare o abbassare l’altezza della sedia in modo che i piedi sino ben appoggiati sul pavimento o su un poggiapiedi, sedersi con il bacino più indietro possibile sulla sedia, dovrebbero rimanere circa 4 cm tra la parte posteriore delle ginocchia e il bordo anteriore del sedile, se il sedile è troppo profondo, usare un cuneo o un cuscino lombare, dovrebbero esserci circa 3 cm tra l’esterno della coscia e il lato del sedile. se si usano i braccioli le spalle dovrebbero essere rilassate, non sollevate e in tensione, se i braccioli ostacolano la buona seduta, meglio abbassarli o rimuoverli.

Utilizza tastiera e mouse nel modo giusto.

Usare la tastiera assumendo una corretta postura del corpo aiuta a prevenire gli infortuni e a migliorare la tecnica. Ecco alcune indicazioni utili: mani, polsi e avambracci dovrebbero essere all’altezza dei gomiti; i gomiti dovrebbero riposare comodamente lungo i fianchi, piegati a circa 90°; una tastiera wireless offre la massima flessibilità; se la tastiera ha le gambe per inclinarla meglio non usarle e mantenere i polsi in linea con gli avambracci; scegliere un mouse che si adatti comodamente alla propria mano e mantenere le dita rilassate; l’uso del poggiapolsi è indicato solo per pause veloci, non come supporto mentre si sta digitando.

Monitor? È questione di punti di vista!

Sedersi troppo vicino- o lontano- dallo schermo del computer durante il lavoro d’ufficio può causare affaticamento degli occhi, per non parlare del dolore al collo che può insorgere. Occorre seguire queste semplici ma importanti indicazioni: assicurarsi che il monitor sia posizionato di fronte e allineato alla tastiera, posizionarlo ad una distanza comoda per la visualizzazione, per molte persone è a circa un braccio di distanza, il terzo superiore del monito dovrebbe essere all’altezza degli occhi per evitare di affaticare il collo, se si indossano lenti bifocali o progressive potrebbe essere necessario abbassare il monitor, un porta documenti o un leggio può aiutare quando si eseguono lavori di trascrizione, se si usano monitor doppi dovrebbero avere le stesse dimensioni e altezza, posizionati frontalmente, con un leggera angolazione.

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Isi

Bando Isi Inail 2020: manca poco tempo per recuperare il 65% investito

Il bando Isi Inail 2020 per il 2021 consente alle aziende di ottenere un contributo a fondo perduto del 65% fino a 130.000 euro (oltre l’iva) per investimenti aziendali quali presse, centri di lavoro, robot, muletti, che contribuiscano a migliorare la salute e sicurezza dei lavoratori.

Chi sono i beneficiari del bando Isi Inail?

Si tratta di tutte le imprese, anche individuali iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato, Enti del terzo settore (per alcuni interventi specifici), è invece escluso il settore agricoltura per il quale è stato previsto uno specifico bando. È prevista una specifica linea di finanziamento per le seguenti categorie: pesca, fabbricazione di mobili. È escluso chi ha già ricevuto l’incentivo ISI Inail negli anni 2016, 2017, 2018 (ad esclusione del caso in cui abbia partecipato per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale).  

Il Bando Isi Inail prevede agevolazioni del 65% a fondo perduto per un importo che varia dai 5.000 euro ai 130.000 euro.
Per i progetti del settore pesca e fabbricazione di mobili la forbice va dai 2000 euro ai 50.000 euro.

Quali sono gli interventi agevolabili? Quali le spese ammissibili?

Sono finanziabili le seguenti tipologie di progetto: investimento, adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale, riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi (MMC), bonifica da materiali contenenti amianto, micro e piccole imprese del settore pesca e settore fabbricazione di mobili.
Le imprese possono presentare un solo progetto riguardante una sola unità produttiva per una sola tipologia di progetto tra quelle sopra indicate in una sola Regione o Provincia Autonoma.

Quali sono le spese ammissibili?

Sono ammesse a finanziamento le spese direttamente necessarie alla realizzazione del progetto, le eventuali spese accessorie o strumentali funzionali alla realizzazione dello stesso e indispensabili per la sua completezza, nonché le eventuali spese tecniche, entro i limiti precisati negli appositi allegati. Le spese ammesse a finanziamento devono essere riferite a progetti non realizzati e non in corso di realizzazione alla data di chiusura dello sportello telematico. La chiusura della procedura informatica per la compilazione della domanda è fissata per il 15 luglio 2021.

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