Il feedback nella sicurezza sul lavoro rappresenta uno strumento importante per migliorare i comportamenti dei lavoratori, prevenire gli errori e rafforzare la cultura della prevenzione nelle aziende. La sicurezza, infatti, non dipende soltanto dal rispetto delle procedure e dalla partecipazione ai corsi obbligatori, ma anche dalla capacità di riconoscere tempestivamente i comportamenti non corretti e intervenire per modificarli. Il Dlgs 81/2008, all’articolo 37, disciplina la formazione dei lavoratori, mentre l’articolo 19 attribuisce ai preposti il compito di vigilare sul rispetto delle disposizioni aziendali e di intervenire in presenza di comportamenti non conformi, fornendo le necessarie indicazioni di sicurezza.
In questo contesto, il feedback può contribuire a rendere più efficace l’attività di prevenzione, trasformando gli errori in occasioni di apprendimento. Non si tratta di un nuovo obbligo normativo, ma di una modalità di comunicazione che può migliorare l’applicazione delle conoscenze acquisite durante la formazione. UNASF approfondisce il ruolo del feedback nella gestione della sicurezza e i vantaggi che può offrire a imprese, preposti e lavoratori.
Feedback nella sicurezza sul lavoro: come correggere gli errori
Il feedback consiste nel fornire a un lavoratore informazioni chiare e specifiche sul modo in cui ha svolto un’attività, aiutandolo a comprendere eventuali errori e a individuare i comportamenti corretti da adottare. A differenza di un semplice giudizio, che si limita a evidenziare una prestazione sbagliata, il feedback spiega cosa non ha funzionato, perché rappresenta un problema e come intervenire per evitare che si ripeta. Ad esempio, quando un lavoratore utilizza in modo scorretto un dispositivo di protezione individuale, il preposto non dovrebbe limitarsi a segnalare l’errore, ma chiarire quale rischio comporta e mostrare la modalità corretta di utilizzo. Per essere efficace, questa comunicazione deve essere tempestiva, comprensibile e riferita a comportamenti concretamente osservabili.
È inoltre importante distinguere tra due modalità di feedback. La prima riguarda il compito svolto e permette di correggere immediatamente una procedura non rispettata o un’attività eseguita in modo scorretto. La seconda si concentra sul processo di lavoro, aiutando il dipendente a comprendere le ragioni delle proprie scelte e a sviluppare maggiore consapevolezza nella gestione dei rischi. Quest’ultima modalità risulta particolarmente utile perché favorisce l’applicazione delle conoscenze anche in situazioni diverse da quelle già affrontate. Un ulteriore elemento fondamentale è il rapporto di fiducia tra preposto e lavoratore: una comunicazione rispettosa e orientata al miglioramento facilita l’accettazione delle indicazioni ricevute e favorisce una partecipazione più attiva alla prevenzione.
Il ruolo dei preposti nella prevenzione dei comportamenti a rischio
L’utilizzo del feedback può offrire vantaggi concreti alle imprese, soprattutto nelle attività caratterizzate da rischi operativi e dalla necessità di rispettare procedure specifiche. I preposti, attraverso l’osservazione quotidiana delle lavorazioni, possono individuare comportamenti pericolosi e fornire indicazioni immediate per correggerli. Questo approccio consente di collegare la formazione teorica alle situazioni reali, rafforzando la capacità dei lavoratori di riconoscere i rischi e adottare comportamenti sicuri.
Per le aziende è quindi utile promuovere una comunicazione costante tra responsabili e dipendenti, valorizzando le segnalazioni e incoraggiando il confronto sulle difficoltà incontrate durante le attività. Il feedback può essere utilizzato durante le verifiche operative, nei momenti di confronto tra preposti e lavoratori e nelle attività di addestramento pratico. Tuttavia, non sostituisce gli obblighi di formazione, vigilanza e controllo previsti dalla normativa. In particolare, qualora il lavoratore non rispetti le indicazioni ricevute, il preposto deve intervenire secondo quanto stabilito dall’articolo 19 del Dlgs 81/2008, anche interrompendo l’attività nei casi previsti.
Il feedback deve quindi essere considerato uno strumento di supporto alla prevenzione, capace di migliorare la comunicazione e favorire comportamenti più consapevoli. Investire sulla qualità delle indicazioni fornite ai lavoratori significa contribuire a un ambiente di lavoro nel quale la sicurezza diventa parte integrante delle attività quotidiane.


