Formazione fuori sede: obblighi e responsabilità del datore

Formazione fuori sede: obblighi e responsabilità del datore

La formazione dei lavoratori impiegati nelle attività di manutenzione, regolazione e assistenza tecnica deve essere adeguata ai rischi effettivi della mansione, anche quando l’intervento viene svolto presso la sede di un cliente. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27213/2026, ha ribadito che l’imprudenza del dipendente non esclude automaticamente la responsabilità del datore di lavoro quando l’errore si verifica durante lo svolgimento delle attività affidate e riguarda un rischio che avrebbe dovuto essere prevenuto attraverso una preparazione specifica. Il caso ha riguardato un tecnico incaricato di riprogrammare e mettere a punto una macchina industriale presso uno stabilimento esterno. 

Durante una prova funzionale, il lavoratore ha utilizzato un contenitore aerosol non compatibile con il relativo supporto. Il recipiente è entrato negli organi in movimento, è stato compresso ed è esploso, provocando gravi lesioni. Gli articoli 17, 28, 36 e 37 del Dlgs 81/2008 impongono al datore di valutare tutti i rischi e assicurare informazione, formazione e addestramento adeguati. Tali obblighi seguono il lavoratore anche fuori dalla sede abituale e devono tenere conto delle attrezzature utilizzate, delle anomalie prevedibili e delle modalità concrete di esecuzione dell’intervento.

La formazione specifica deve prevenire gli errori prevedibili

La formazione specifica non può limitarsi a nozioni generali sulla manutenzione meccanica o a istruzioni astratte sul funzionamento delle attrezzature. Secondo il principio richiamato dalla Cassazione, il comportamento del lavoratore interrompe il nesso causale con le omissioni datoriali soltanto quando risulta del tutto anomalo, eccentrico e incompatibile con le mansioni affidate. Nel caso esaminato, il tecnico stava operando sulla macchina che era stato incaricato di controllare e aveva commesso un errore durante una prova rientrante nella propria attività professionale. 

La sua condotta era imprudente, ma non estranea al lavoro. Il rischio derivante dall’impiego di componenti incompatibili apparteneva quindi all’area che il datore era tenuto a valutare e governare. La formazione avrebbe dovuto illustrare la corretta combinazione tra contenitori e supporti, le conseguenze di un abbinamento non idoneo, le procedure da seguire in caso di anomalie e le condizioni per svolgere prove con protezioni aperte o temporaneamente escluse. L’esperienza del tecnico non sostituisce questo obbligo. Anche un lavoratore qualificato può commettere errori durante regolazioni, diagnosi e verifiche funzionali, soprattutto quando opera in un ambiente diverso da quello abituale o utilizza materiali messi a disposizione dal cliente.

Le imprese devono pianificare la sicurezza fuori sede

Le imprese che inviano personale presso clienti devono integrare nel DVR i rischi collegati alle attività fuori sede e definire procedure coerenti con le lavorazioni realmente eseguite. Prima dell’intervento occorre acquisire informazioni sulle caratteristiche della macchina, sulle protezioni presenti, sui materiali utilizzabili e sulle eventuali interferenze con l’organizzazione del cliente. 

Devono essere stabilite regole chiare per l’apertura o l’esclusione dei ripari, per le prove a macchina in movimento e per la gestione di componenti non compatibili o non disponibili. Il coordinamento con il cliente è importante, ma non trasferisce automaticamente gli obblighi del datore che ha inviato il lavoratore. La formazione deve essere aggiornata quando cambiano le attrezzature, i processi o le modalità di assistenza e deve essere accompagnata, quando necessario, da addestramento pratico e verifica dell’apprendimento. 

Anche le istruzioni operative devono essere comprensibili, facilmente consultabili e coerenti con le condizioni reali dell’attività. La sentenza evidenzia quindi un principio rilevante per la prevenzione: l’errore ragionevolmente prevedibile del dipendente deve essere considerato nella valutazione dei rischi. Una preparazione costruita sulla mansione concreta riduce la possibilità di infortuni, tutela i lavoratori durante le trasferte tecniche e permette all’impresa di dimostrare l’effettiva attuazione degli obblighi prevenzionistici.

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