La viabilità aziendale costituisce una parte essenziale della valutazione dei rischi, anche quando gli spostamenti avvengono esclusivamente all’interno di stabilimenti, magazzini, piazzali e aree di carico. Il Dlgs 81/2008 impone al datore di lavoro, attraverso gli articoli 17 e 28, di valutare tutti i rischi presenti nell’organizzazione e di individuare le misure necessarie per eliminarli o ridurli. Per i luoghi di lavoro, l’articolo 63 richiede il rispetto dei requisiti indicati nell’allegato IV, mentre l’articolo 64 prevede che le vie di circolazione, i passaggi e le uscite siano mantenuti liberi, efficienti e in condizioni di sicurezza.
L’allegato IV stabilisce inoltre che i percorsi destinati a persone e veicoli siano collocati e dimensionati in modo da consentirne un utilizzo sicuro, tenendo conto dell’attività svolta, del numero degli utilizzatori e della presenza contemporanea di mezzi e pedoni. Quando i rischi non possono essere evitati attraverso misure tecniche o organizzative, il titolo V del Dlgs 81/2008 richiede l’impiego di un’adeguata segnaletica di sicurezza. Il rischio di investimento, urto o schiacciamento deve quindi trovare una valutazione concreta nel DVR, senza essere trattato come un semplice problema logistico.
La viabilità aziendale tra mezzi, pedoni e punti critici
La viabilità aziendale deve essere progettata partendo dai flussi reali di persone, carrelli elevatori, automezzi, fornitori e visitatori. La sola presenza di strisce a terra non garantisce un sistema sicuro se i percorsi si incrociano in punti privi di visibilità, se i passaggi pedonali vengono occupati da materiali o se le manovre avvengono vicino a porte, rampe e postazioni di lavoro. L’analisi deve individuare gli accessi, gli attraversamenti, le curve cieche, le strettoie, le aree di sosta, le zone di carico e scarico e i punti nei quali i mezzi procedono in retromarcia.
Quando possibile, è opportuno separare fisicamente i percorsi pedonali da quelli carrabili, definire sensi unici, stabilire limiti di velocità interni e predisporre attraversamenti chiaramente visibili. Nei punti critici possono essere necessari barriere, parapetti, specchi, segnalazioni luminose o acustiche e sistemi per limitare l’accesso alle aree operative. Anche l’illuminazione, la pavimentazione, l’ordine e la pulizia incidono sulla sicurezza. Le buche, i dislivelli, i liquidi, gli imballaggi e i materiali depositati possono infatti ridurre la stabilità dei mezzi o costringere i pedoni a deviare dai percorsi protetti. Le regole devono riguardare anche le fasi di consegna, la gestione degli autisti esterni, l’apertura dei cancelli e il coordinamento con le imprese appaltatrici.
Le procedure aziendali per evitare urti e investimenti
Le imprese devono tradurre la valutazione dei rischi in procedure semplici, conosciute e applicabili durante l’attività quotidiana. I conducenti dei mezzi devono ricevere una formazione e un addestramento adeguati, mentre tutti i lavoratori devono conoscere i percorsi consentiti, le precedenze, le zone interdette e le modalità di segnalazione delle anomalie. Il preposto deve vigilare sul rispetto delle disposizioni organizzative e intervenire in presenza di comportamenti non sicuri, passaggi ostruiti o modifiche del ciclo produttivo che alterino i flussi.
La manutenzione dei mezzi, dei dispositivi di segnalazione, delle porte e delle pavimentazioni deve essere programmata e documentata. È utile inoltre registrare gli urti senza conseguenze, le manovre pericolose e i mancati investimenti, perché i quasi incidenti possono evidenziare criticità prima che si verifichi un danno. La revisione della viabilità diventa necessaria quando cambiano il layout, i volumi di produzione, i turni, le attrezzature o le modalità di accesso.
Una gestione ordinata riduce il rischio di infortuni, migliora i tempi di movimentazione e limita interferenze, congestionamenti e fermate operative. La sicurezza della circolazione interna non dipende quindi da una singola misura, ma dall’integrazione tra progettazione degli spazi, organizzazione, manutenzione, formazione e controllo.


