Importazioni UE: sospesa la circolare sui controlli doganali

Importazioni UE: sospesa la circolare sui controlli doganali

Le importazioni di prodotti e materie prime provenienti da Paesi terzi sono sottoposte alle disposizioni europee sulla vigilanza del mercato e sulla confor Il Regolamento UE 2019/1020 disciplina i controlli sui prodotti che entrano nel mercato unionale, mentre il Dlgs 157/2022 individua le autorità nazionali competenti e attribuisce agli uffici doganali specifiche funzioni di verifica. In questo quadro era intervenuta la circolare ADM n. 18/2026 dell’8 luglio 2026, dedicata alla distinzione tra immissione in libera pratica e immissione sul mercato. 

Il documento è stato tuttavia sospeso con effetto immediato il 13 luglio 2026, dopo che un approfondimento istruttorio ha evidenziato possibili criticità rispetto alla normativa europea e il rischio di applicazioni non uniformi. La sospensione riguarda le istruzioni operative contenute nella circolare, ma non elimina gli obblighi generali di sicurezza e conformità previsti dalla legislazione europea. Gli importatori restano quindi responsabili della verifica delle caratteristiche dei prodotti, della documentazione tecnica e del rispetto delle norme applicabili prima della distribuzione, dell’impiego o della commercializzazione.

Importazioni e distinzione tra sdoganamento e mercato UE

Le importazioni erano state suddivise dalla circolare in differenti scenari, sulla base del momento in cui il prodotto veniva effettivamente messo a disposizione sul mercato dell’Unione. L’immissione in libera pratica consente a una merce proveniente da un Paese terzo di acquisire la posizione doganale di merce unionale, dopo il pagamento dei dazi e il completamento delle formalità previste. L’immissione sul mercato corrisponde invece alla prima fornitura del prodotto destinata alla distribuzione, al consumo o all’utilizzo nell’ambito di un’attività commerciale. I due momenti possono coincidere, ma possono anche essere separati, ad esempio quando una società importa merci destinate a essere conservate in magazzino prima della successiva cessione a distributori o utilizzatori. 

La circolare aveva previsto, per alcune operazioni prive di una contestuale immissione sul mercato, la presentazione di un’autocertificazione e l’indicazione del codice documento 25AO nella dichiarazione doganale. A seguito della sospensione, tali indicazioni non devono essere considerate una disciplina operativa definitiva. Le imprese devono pertanto seguire le procedure doganali vigenti e attendere eventuali nuove istruzioni, evitando interpretazioni autonome che potrebbero generare errori documentali o una gestione non corretta delle merci.

La conformità delle materie pericolose resta obbligatoria

Le imprese che importano materie prime, sostanze, miscele o prodotti potenzialmente pericolosi devono continuare a verificare la conformità alla specifica normativa di settore. Il Regolamento CE 1907/2006, noto come REACH, disciplina la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e le restrizioni delle sostanze chimiche. Il Regolamento CE 1272/2008, denominato CLP, stabilisce invece i criteri per la classificazione, l’etichettatura e l’imballaggio delle sostanze e delle miscele pericolose. L’importatore deve accertare la presenza delle registrazioni e delle autorizzazioni necessarie, verificare eventuali restrizioni e disporre di schede di dati di sicurezza aggiornate e coerenti con il prodotto ricevuto. 

La documentazione commerciale, doganale e tecnica deve permettere di ricostruire origine, composizione, destinazione e passaggi della merce lungo la catena di fornitura. Quando le sostanze vengono utilizzate nei luoghi di lavoro, si applicano inoltre gli obblighi del Dlgs 81/2008 relativi alla valutazione del rischio chimico. Il datore di lavoro deve analizzare le proprietà pericolose, i livelli e le modalità di esposizione, le quantità impiegate e le misure preventive disponibili. La sospensione della circolare non riduce quindi le responsabilità aziendali, ma rende ancora più importante adottare procedure interne coordinate tra ufficio acquisti, responsabili doganali, funzione sicurezza e utilizzatori delle materie importate.

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