Microplastiche: scadenze e obblighi per le imprese

Microplastiche: scadenze e obblighi per le imprese

Le microplastiche sono al centro di un nuovo assetto regolatorio europeo che impone adempimenti sempre più puntuali a fabbricanti e utilizzatori a valle industriali. Il riferimento principale è il regolamento (CE) n. 1907/2006, cioè il REACH, come modificato dal regolamento (UE) 2023/2055, che ha introdotto nell’allegato XVII la restrizione n. 78 sulle microparticelle di polimeri sintetici. La disciplina riguarda le microplastiche solide, organiche, insolubili e persistenti, utilizzate da sole o aggiunte intenzionalmente a miscele, e si inserisce in una strategia europea più ampia di riduzione della dispersione ambientale. 

Il nuovo quadro è applicabile dal 17 ottobre 2023 e prevede divieti graduali, deroghe specifiche, obblighi informativi e nuovi doveri di rendicontazione. In questo contesto, una delle prime scadenze operative di maggiore rilievo riguarda il 31 maggio 2026, data entro la quale alcuni operatori dovranno trasmettere le prime informazioni annuali sulle quantità utilizzate e sulle emissioni stimate nell’ambiente relative all’anno 2025.

Microplastiche, report annuale e perimetro dei soggetti obbligati

Le microplastiche entrano ora in una fase applicativa più stringente perché dal 2026 scatta il primo obbligo di report per i fabbricanti e per gli utilizzatori a valle industriali di microparticelle di polimeri sintetici in forma di pellet, fiocchi o polveri usati come materie prime nella fabbricazione della plastica presso siti industriali. Entro il 31 maggio 2026 questi soggetti devono comunicare i dati riferiti al 2025, indicando gli usi delle sostanze, l’identificazione delle microplastiche impiegate, la stima delle quantità rilasciate nell’ambiente, comprese quelle disperse durante il trasporto, e l’eventuale riferimento alle deroghe applicabili. 

Dal 2027 l’obbligo annuale si estenderà anche agli altri fabbricanti e utilizzatori a valle industriali che usano microparticelle di polimeri sintetici nei siti industriali. Il sistema non si limita quindi a vietare o rinviare alcune immissioni sul mercato, ma costruisce anche una tracciabilità progressiva degli impieghi e delle dispersioni, con l’obiettivo di raccogliere dati utili per il controllo della restrizione e per la riduzione delle emissioni ambientali. Questo impianto si accompagna inoltre a periodi transitori differenziati per vari prodotti e usi, con una scansione che in alcuni casi arriva fino al 2035.

Le ricadute operative tra compliance, controlli e organizzazione interna

Le imprese coinvolte devono quindi verificare con attenzione se i polimeri utilizzati rientrano nella definizione di microparticelle sintetiche soggette alla restrizione e se il proprio ruolo nella filiera le colloca tra i soggetti tenuti alla comunicazione annuale. Il primo passaggio è tecnico e documentale, perché occorre identificare correttamente la sostanza, la funzione svolta nel prodotto o nel processo e l’eventuale presenza di condizioni che escludano il materiale dal campo di applicazione, come biodegradabilità, solubilità o natura non organica. 

Il secondo passaggio è organizzativo, poiché la nuova disciplina richiede sistemi interni in grado di raccogliere dati affidabili sugli usi, sulle movimentazioni e sulle perdite stimate, comprese quelle durante trasporto, stoccaggio, travaso e gestione del materiale. Per i soggetti obbligati il rischio non è soltanto quello di un inadempimento formale, ma anche quello di una gestione incompleta della tracciabilità, che può rendere difficile dimostrare la conformità alle autorità competenti. 

Sul piano più generale, la restrizione sulle microplastiche anticipa un modello di compliance destinato a incidere sempre di più su processi produttivi, scelte di formulazione, acquisti di materie prime e procedure aziendali. Per questo le scadenze del 2026 non devono essere lette come un adempimento isolato, ma come l’avvio di un percorso che impone alle imprese una maggiore capacità di classificazione, monitoraggio e governo ambientale dei materiali impiegati.

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