Prescrizioni sicurezza: effetti e garanzie per le imprese

Prescrizioni sicurezza: effetti e garanzie per le imprese

Le prescrizioni impartite dagli organi di vigilanza in caso di contravvenzioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro non rappresentano una semplice contestazione amministrativa. La procedura disciplinata dal Dlgs 758/1994 si inserisce infatti nel procedimento penale e ha lo scopo di consentire al contravventore di eliminare la violazione accertata e, rispettando determinate condizioni, ottenere l’estinzione del reato. L’art. 20 stabilisce che l’organo di vigilanza, nell’esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria previste dall’art. 55 del codice di procedura penale, impartisca una specifica prescrizione indicando il termine necessario per la regolarizzazione

Resta inoltre fermo l’obbligo di comunicare al pubblico ministero la notizia di reato. Il procedimento penale viene quindi sospeso secondo quanto previsto dall’art. 23 del Dlgs 758/1994, in attesa dell’esito della procedura. La natura penale di questo percorso assume particolare importanza anche per le garanzie riconosciute al soggetto destinatario del verbale.

Prescrizioni: dal verbale alla possibile estinzione del reato

Le prescrizioni indicano concretamente gli interventi necessari per eliminare la contravvenzione e possono comprendere specifiche misure dirette a far cessare eventuali pericoli per la sicurezza o la salute dei lavoratori. Il termine assegnato deve corrispondere al tempo tecnicamente necessario per adempiere e, nei casi previsti dalla legge, può essere prorogato. Una volta scaduto, l’art. 21 prevede che l’organo di vigilanza verifichi entro sessanta giorni se la violazione sia stata effettivamente eliminata secondo le modalità stabilite. 

Se l’esito è positivo, il contravventore viene ammesso a pagare, entro trenta giorni, una somma pari a un quarto del massimo dell’ammenda prevista per la contravvenzione. L’adempimento della prescrizione e il pagamento determinano, ai sensi dell’art. 24, l’estinzione del reato e consentono al pubblico ministero di richiedere l’archiviazione. Se invece la prescrizione non viene rispettata, l’organo di vigilanza ne informa il pubblico ministero e il procedimento penale può proseguire. La regolarizzazione assume quindi un valore decisivo, ma non modifica la natura originaria della violazione accertata.

Il verbale attiva anche le garanzie difensive

La natura della procedura comporta conseguenze importanti anche per il destinatario della prescrizione. Il verbale viene infatti redatto da un organo che opera come polizia giudiziaria e rappresenta un momento inserito nel procedimento penale. Per questo assumono rilievo anche le garanzie previste dal codice di procedura penale, comprese quelle relative alle notificazioni, all’elezione o dichiarazione di domicilio e alla facoltà di nominare un difensore. 

La disciplina delle notificazioni è stata inoltre modificata dalla riforma Cartabia, rafforzando l’importanza degli adempimenti previsti dall’art. 161 del codice di procedura penale fin dal primo contatto con la persona interessata. Per le imprese è quindi essenziale non considerare il verbale di prescrizione come un semplice ordine di adeguamento tecnico. Al ricevimento dell’atto occorre verificare con attenzione la violazione contestata, gli interventi richiesti, i termini assegnati e gli adempimenti necessari per ottenere la regolarizzazione. 

Il rispetto tempestivo delle prescrizioni consente non soltanto di ripristinare le condizioni richieste dalla normativa sulla sicurezza, ma anche, quando ricorrono tutti i presupposti previsti dal Dlgs 758/1994, di arrivare all’estinzione della contravvenzione.

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