operatori sanitari

Per tutti gli operatori sanitari vige l’obbligo di vaccinarsi contro il virus Sars-CoV-2 e, di conseguenza, possedere il green pass per questa categoria diventa un automatismo.

Il vaccino obbligatorio è previsto dal Dl 44 approvato ad aprile: la norma riguarda gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario operativi nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socioassistenziali, pubbliche e private, nelle farmacie e parafarmacie e negli studi professionali. “Dal momento che tutti gli operatori sanitari sono obbligati per legge a vaccinarsi, l’esibizione del certificato verde risulta ridondante”, afferma il presidente della Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso), Giovanni Migliore. “Altro discorso va fatto – precisa – per i criteri generali di accesso al “pianeta ospedale”: dopo il decreto varato dal Governo il 16 settembre, il dovere di mostrare il green pass nelle nostre strutture si amplia a tutti i dipendenti pubblici o a quanti lavorano, fanno formazione e sono volontari presso le amministrazioni pubbliche, così come a tutti i lavoratori del privato”.

Per gli incerti o “no-vax” resta la “zona grigia”

Si tratta dello 0,5-0,6% dei circa 330mila infermieri assunti nelle strutture pubbliche e private mentre, tra i 460mila medici, si stima uno 0,1-0,2% di assolutamente contrario. “Oggi sono 748 – spiega il presidente della Federazione dei medici e dei dentisti (FnomCeo), Filippo Anelli – i dottori con provvedimento di sospensione definitivo da parte della Asl per inadempienza all’obbligo e va detto che tra gli ancora reticenti almeno un 30%, una volta contattato, decide di vaccinarsi. Stimiamo che in definitiva circa 1.500 i medici non si vaccineranno e quindi non potranno più esercitare. Dopo l’entrata in vigore del decreto green pass non potranno nemmeno essere demansionati”.

Per tutti i reticenti all’obbligo, e quindi privi di certificato verde, il divieto di esercitare vige almeno fino al 31 dicembre di quest’anno, scadenza dello stato di emergenza.

È prevista anche la mancata sanzione disciplinare

Oltre al provvedimento di sospensione dell’esercizio della professione per mancata vaccinazione, c’è poi il canale parallelo della sanzione disciplinare comminata dall’Ordine. Ma qui al momento il mancato rinnovo della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie presso il ministero della Salute “scaduta” nel 2020 – alla quale i sanitari possono ricorrere bloccando così i procedimenti a loro carico – impedisce di fatto l’applicazione del Codice deontologico.

Dal più lieve “avvertimento” fino alla radiazione – anche di un “no-vax” – sono 500 i ricorsi di medici oggi in stand-by. Starà al Governo rinnovare la Commissione quanto prima ed eventualmente, come ventilato, fare un passo in più sul fronte del contrasto ai sanitari che contestano il vaccino, magari con una norma da inserire in sede di conversione in legge dell’ultimo Dl green pass, che veda l’iscrizione all’Albo agganciata al possesso della certificazione verde. 


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